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Top 5: Cinque racconti terrorizzanti

Nell’imminenza di Halloween credo proprio che vi toccherà leggere qualche post decisamente on-topic.
Del resto si tratta della mia festa preferita – più del Natale, senz’altro più di Ferragosto, più di Pasqua. Oserei quasi dire che è l’unica ricorrenza che son ben contento di festeggiare, per tutto un insieme di motivi facilmente intuibili. Quindi celebriamola anche qui sul blog. Del resto non credo che vi dispiacerà, giusto?
Negli anni scorsi ho già postato diverse classifiche riguardante mostri, film, luoghi spettrali da visitare nella Notte delle Streghe. Quest’anno vi regalo una Top 5 più ricercata e più difficile da scrivere: cinque racconti o romanzi che mi hanno causato se non proprio paura senz’altro un po’ di disagio.
Ritengo molto difficile spaventare attraverso la parola scritta. E’ facile orripilare, disgustare, sdegnare, questo sì. Ma causare paura, paura vera, è una sfida che pochissimi autori hanno vinto. La cosa bizzarra è che col passare degli anni le storie in grado di turbarmi sono diventate sempre più rare.
A ogni modo, eccovi i miei cinque titoli, i perfetto ordine sparso.

  • Colui che sussurrava nelle tenebre

Autore: H.P.Lovecraft
Anno: 1930

Uno dei migliori racconti del sognatore di Providence. Appartiene al ciclo di Cthulhu e ne riprende stile e tematiche. Le creature citate in questa storia sono i terribili Mi-Go, alieni plutoniani (come si fa a non amarli?) che da tempo immemore spiano la nostra razza attraverso schiavi umani.
Il racconto è ambientato nel Vermont, uno degli stati più isolati degli USA, ricoperto per buona parte da vasti boschi e con pochi insediamenti sparsi qua e là. Nel Vermont ci sono passato quest’estate e, vi dirò, l’idea di qualche Mi-Go nascosto nelle antiche foreste non sembrava poi così sciocca.
Al solito: finale pessimista con colpo di scena in puro stile HPL. Fa paura? Direi di sì, se ci si immedesima nel protagonista, il povero Albert Wilmarth.

  • Crouch End

Autore: Stephen King
Anno: 1980

Lo Spriggan, uno dei misteriosi abitanti di Crouch End.

A Lovecraft segue il Re dell’horror, zio Stephen, guarda caso con un racconto che omaggia proprio l’universo creato dallo scrittore di Providence. Crouch End – conosciuto anche come Orrore a Crouch End, racconta di un quartiere segreto di Londra. Un quartiere in cui vivono creature sfuggenti e crepuscolari, che raramente gli esseri umani hanno occasione di notare… per loro fortuna.
Crouch End mi spaventò forse per il suo richiamo all’atavica paura di perdersi in un luogo sconosciuto e ostile. Paura che mi sono portato dietro per diversi anni, da ragazzino. Il racconto è costruito in modo impeccabile, risultando attualissimo ancora oggi. Ne è stato tratto un mediometraggio senza né infamia né lode, passato praticamente inosservato.

  • Sette piani

Autore: Dino Buzzati
Anno: 1937

Ecco, forse proprio questo racconto più di altri meriterebbe il primo o il secondo posto, pur non essendo un horror. Del resto Dino Buzzati era così abile a tratteggiare la precarietà e l’assurdita della vita, ricorrendo però a situazioni surreali o “fantastiche”, tanto da non aver assolutamente bisogno di ricorre a mostri e fantasmi:
Sette piani è la storia di un uomo afflitto da un leggero malanno che decide di farsi ricoverare in una modernissima clinica. I giorni passano e pian piano il suo malanno pare peggiorare, tanto che i dottori lo spostano man mano verso l’ultimo, temutissimo piano, oltre il quale c’è soltanto la morte…
Terrificante.

  • Nostra Signora delle Tenebre

Autore: Fritz Leiber
Anno: 1977

Semplicemente la miglior storia di spettri – nonché una delle più originali – che mi sia mai capitato di leggere. Non a caso è opera di Fritz Leiber, un autore che in Italia è meno conosciuto di quel che merita, ma che in paesi più civili viene considerato un maestro del fantastico.
Paramentali, vecchi libri misteriosi, megalopoli minacciose: questi sono i tre elementi portanti di Nostra Signora delle Tenebre. Il bello è che è ambientato in una solare San Francisco, città che solitamente non si associa alle ghost story. Un punto in più per il buon Fritz, non c’è che dire! E i brividi sono assicurati.

  • L’estraneo

Autore: Samuel Marolla
Anno: 2009

Samuel Marolla tra i big della scrittura fantastica? Eccome. E anche seduto comodo. La sua oramai introvabile antologia d’esordio, Malarazza, è un vero e proprio gioiellino. La miglior raccolta di racconti degli ultimi anni. Samuel ha una capacità di toccare le corde dell’inquietudine che non è comune a molti scrittori. Il suo orrore, mischiato alla quotidianità, è quello che più turba e inquieta, perché riesce ad apparire verosimile. Di tutti i bellissimi racconti di Malarazza cito uno dei più brevi e spaventosi, L’estraneo, che ancora oggi mi suscita dei brividi.
Una coppia torna dalle vacanze, a Milano, e percepisce qualcosa di strano, di alieno e di terrificante che ha abitato la casa in loro assenza… E qui mi fermo: recuperate il libercolo, vale oro!
– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

36 risposte »

  1. Così sui due piedi ricordo un solo racconto che mi ha terrorizzato ed è italiano, di Eraldo Baldini, contenuto nell’antologia “Gotico Rurale”. Lo ricordo come “Nonna Clara” ma il titolo corretto dovrebbe essere “Foto ricordo” (tra l’altro, hanno appena ristampato e ampliato quell’antologia). A dimostrazione che l’Italia non ha nulla da invidiare al Maine.
    Del racconto di Buzzati credo abbiano tratto un film con Tognazzi, “Il fischio al naso”.

    • Sì, Baldini è molto bravo. Ho letto molto di lui e dovrei ripescare “Gotico Rurale”, che tra l’altro è appena uscito con un’edizione aggiornata.
      Non conoscevo il film con Tognazzi, ora m’informo.

  2. Colui che Sussurava nelle Tenebre fece scorrere parecchi brividi per la nuca anche a me la prima volta che lo lessi,ma il mio primo spavento letterario è stato Il Gatto Nero di Poe.

  3. Fritz Leiber ha camminato sulle acque.
    Per HPL, Colui che Sussurrava nelle Tenebre a me lascia un po’ così.
    Preferisco I ratti nei Muri.
    Ma si sa, vivendo in campagna…
    Ottima classifica.

  4. Marolla e Baldini sono l’esempio che l’Italia è uno dei posti più esotici e misteriosi del mondo solo che lo abbiamo scordato.
    Cool Air di Lovecraft è talmente attuale che c’hanno già tratto 2 film! Tutta roba buona.
    Io aggiungo ai racconti terrorizzanti “Un signor giardiniere” di Lansdale. Non è un racconto horror ma mette addosso un senso di disagio che solo i maestri sanno dare. Per assurdo i suoi racconti più strettamente horror non fanno così paura 😛

  5. Ho letto solo il racconto di Lovecraft e quello di Marolla. Malarazza me lo sono ritrovato tra le mani proprio in questi giorni. Effettivamente quello che scrive i brividi te li mette. A me è rimasto impresso il racconto del tipo che va in bicicletta nei dintorni di Milano e poi si perde…Inquietante.

    • La pista ciclabile.
      Brivido…
      Il bello di Marolla è che ambienta quasi tutti i suoi racconti in estate, rendendola inquietante e spaventosa proprio come l’ho sempre immaginata.

  6. I primi due li adoro e HPL è decisamente il re del terrore vero!
    Gli altri tre invece mi mancano, cosa a cui dovrò porre rimedio immediatamente!

    Cmq, il cortometraggio ispirato a Crouch end, lo pubblicai sul blog qualche tempo fa e com’era immaginabile, non venne capito…

      • Nel senso che gli ho mandato le domande a marzo, ogni volta mi diceva che era capitata qualche altra cosa e mi pregava di aggiungere altre domande promettendo che in pochi giorni avrebbe mandato le risposte, nel frattempo passava il tempo.
        Alla fine mi sono sentito preso in giro e gli ho detto a settembre di lasciar stare, anche in maniera molto fredda…nel frattempo ci avevo perso un sacco di tempo.
        Per me rimane un bravo autore e una brava persona però…
        Sopratutto perché ero un suo fan mi ha fatto sentire come preso in giro.
        Diciamo che avrei preferito che mi avesse detto di no all’ inizio.

  7. ..arrivo in ritardo, ma vorrei anch’io aggiungere la mia opinione; Lovecraft ( credo e spero di avere letto e riletto tutto..) si meriti anche citato “l’estraneo”, d’accordo sul resto, vorrei aggiungere “nato da uomo e da donna ” di Matheson..leggere per credere..

  8. Bellissima top 5 e mi è piaciuta moltissimo la presenza di Buzzati che io adoro!
    Ma il libro di Marolla dove lo trovo?
    Sai se lo ripubblicheranno, magari solo in ebook?
    E’ davvero introvabile!

  9. Di Lovercraft personalmente mi ha fatto più ca..re addosso “Il colore venuto dallo spazio”, ma anche quello da te citato non era niente male. Quello di Samuel Marolla mi sa che me lo cerco.

  10. Nel racconto “Sette piani” i malati più gravi erano ai piani più bassi e non potevano guardare il panorama dalla finestra, perché la visuale era ostruita dagli alberi circostanti. Nel film con Tognazzi, non so perché, hanno rovesciato i piani.

    A mio personale giudizio Lovecraft è abominevole, in più di un senso… non riesco a paragonarlo a Poe, mi sembra come paragonare il Tavernello al Barbaresco 🙂

  11. Concordo! i tuoi più “orrorifici” sono anche i miei. Crouch End non l’ho mai letto. Ho fatto incetta di Malarazza (ben quattro) tutti quelli in possesso delle edicole di Ostia. Non sono un’accaparratrice, erano doni natalizi. Lovecraft non mi piace …

  12. Il racconto di HPL che mi ha più turbato è stato Dagon che è anche il primo che ho letto e che può essere considerato anche il primo dei miti Cthulhu. Colui che sussurrava fra le tenebre l’ho letto almeno 4 volte e lo trovo fra le cose migliori che abbia scritto. Le descrizioni dell’infernale Yugghot estremamente evocative, vado a memoria: “fiumi di pece nera che scorrono sotto titanici ponti di basalto”; eppoi c’è la genialata dei cilindri, le abduzioni da parte dei Mi-Go, il fatto che gli alieni ci osservano da millenni, la pietra nera con i glifi misteriosi, le citazioni del Re in Giallo di Chambers e delle teorie di Charles Fort. Insomma orrore cosmico puro.
    Consiglio a tutti gli estimatori un film indipendente della HPL Historical Society che è un piccolo gioiello: The Whisperer in Darkness, girato come lo avrebbero girato negli anni ’30. Lo trovate anche sottotitolato in italiano.

  13. Che dire? Credo che buona parte di tutti noi che bazzichiamo il Plutonia e dintorni ci ritroviamo con un retroterra culturale e di genere decisamente omogeneo. In un’ideale classifica ritroveresti titoli sicuramente analoghi. Di Lovecraft c’è l’imbarazzo della scelta, certo, tra i memorabili non posso non citare Il modello di Pickman e, non citato fin’ora, vi segnalo In collina le città da Infernalia di Clive Barker (il primo, mitico Book of blood edito in Italia) l’idea di base è talmente potente, titanica e sconvolgente che non ho mai più ritrovato qualcosa di simile in un racconto.

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