scrittura

Sette consigli di Stephen King per diventare uno scrittore migliore

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Terzo capitolo di questa rubrica scostante e a cadenza irregolare.
Dopo aver letto i consigli di Kurt Vonnegut e quelli di Chuck Palahniuk, oggi è il turno di un bestsellerista come Stephen King. Uno scrittore spesso nel mirino di lettori e critica, ma forte dei tanti milioni di copie vendute in tutto il mondo, Italia compresa.
King ha molti difetti. Su di tutti la prolissità e l’incapacità quasi congenita di scrivere un finale decente ai suoi romanzi. Tuttavia è bravissimo a plasmare le storie che inventa, al punto da incollare il lettore alla pagina. Molti lo definirebbero grezzo, ma geniale. Di quel genio istintivo tipico di tanti numeri dieci del calcio, tanto per capirci. Se infatti analizziamo il suo stile – i kinghiani mi perdonino – non notiamo particolari raffinatezza. Eppure piace. Piace, a fasi alterne, anche a me, che pure nel mentre ho scoperto centinaia di altri autori tecnicamente più preparati rispetto a mr.King.
I suoi segreti? Eccoli.

Vieni al dunque

Fa strano che sia proprio King a dirlo, ma a quanto pare il suo primo suggerimento è proprio quello di tagliare corto. Niente preamboli infiniti, niente aneddoti superflui lunghi decine di pagine. “Venire al dunque” è un’arma vincente, sempre e comunque. Perché per allungare il brodo senza annoiare a morte il lettore bisogna essere molto bravi.

Lascia riposare la tua bozza

Scrivi il racconto o il romanzo che hai in testa. Fallo di getto. Una volta terminato mettilo da parte e lascialo decantare per qualche tempo, fosse anche soltanto per due o tre giorni. In tal modo, quando finalmente inizierai l’editing, la tua mente sarà più lucida, più distaccata, e quindi maggiormente ricettiva nei confronti di errori e refusi.

Taglia le parti inutili

In fase di editing, taglia brutalmente tutto ciò che ti dà la sensazione di rallentare la scorrevolezza della lettura. Sii spietato, ma non esagerare nel tentativo di ricavare un testo troppo minimalista. Di solito tagliare il 10% di quanto è stato scritto durante la prima stesura è un buon parametro per ottenere un versione più fruibile del racconto/romanzo.

Affidabilità e onestà

Uno dei punti di forza dei romanzi di King è la caratterizzazione del personaggi. Certe volte ci si complica la vita inutilmente, quando in realtà basta un po’ di onestà mentale per “disegnare” dei personaggi credibili. Cercare di immedesimarsi con chi stiamo descrivendo è sempre un esercizio utile. Se stiamo scrivendo un capitolo che ha come protagonista Bob il rozzo contadino, non facciamolo parlare come un laureato ad Harvard. Tentiamo piuttosto di calarci nella parte, e di farlo agire e ragionare come verosimilmente farebbe il “vero” Bob. Danse Macabre von Stephen King

Non dare troppo peso alla critica negativa

Per quel che mi riguarda è un punto molto delicato. Se la critica può essere utile per la crescita professionale di uno scrittore, l’abuso della medesima può minarne l’autostima. King consiglia di non dare troppa importanza ai feedback negativi, soprattutto se al contempo ne arrivano anche di positivi. Non si può piacere a tutti – questo è un punto che accomuna i writing tips di moltissimi scrittori famosi. Cerca dunque di filtrare i commenti utili e di ignorare tutti gli altri. Non smettere di scrivere solo perché lo sconosciuto lettore Tizio di dice di lasciar perdere*, che non vali nulla. Scrivi e cerca nuovi lettori.

Leggi molto

Il solone super-esperto, patito di manuali di scrittura, ti dirà che leggere non è abbastanza. Tu fregatene e continua a considerare la lettura come la migliore scuola possibile e immaginabile per diventare buoni scrittori. Impara a sfruttare i tempi morti per leggere ovunque: in bagno, in treno, il fila alle Poste. Cerca di carpire i segreti e la tecnica di ciascun autore, ma non smettere mai di divertirti mentre lo fai. Non sei un fottuto editor, sei un amante della lettura, che vuole imparare a scrivere. C’è una bella differenza tra le due cose!

Scrivi molto

Banale? Mica tanto. Imparare a scrive con costanza, fossero anche solo appunti o bozze di racconto, è il modo migliore per prendere il ritmo, per acquisire l’abitudine di produrre un tetto minimo di parole giornaliere. Non aspettare l’ispirazione divina, il momento in cui ti sembra di avere in mente la storia perfetta, o chissà che altro. Scrivi e basta. Per buttare tutto e ricominciare da capo c’è sempre tempo.

– – –

* Un giorno torneremo su questo punto.

(A.G. – Follow me on Twitter)

19 risposte a "Sette consigli di Stephen King per diventare uno scrittore migliore"

  1. Tutti consigli molto ragionevoli ed obiettivi, mi colpiscono per la loro semplicità.
    Certo non credo che piaceranno ai Soloni della critica, ma se vengono da uno che ha venduto milioni di libri in tutto il mondo sicuramente funzionano alla grande.

    1. Ah, sicuro! Già il fatto che la lettura venga consigliata come metodo principale per imparare a scrivere (cosa che tra l’altro io condivido) so che non va giù a quei soloni che tu citi.
      Sta di fatto che King ha venduto milioni di libri, mentre questi soloni li conoscono sì e no 500 persone…

  2. sono una serie di consigli che ogni scrittore o aspirante tale dovrebbe seguire. Poi qualcuno dirà che KIng stesso è il primo a non seguirli, ma questo è irrilevante. Sono comunque validissimi.

  3. Come ormai avrai capito non scrivo nulla che non sia connesso all’attività lavorativa, ( sia soldatesca che medichesca…), però non posso che essere d’accordo, tanto più che sono un Kinghiano dagli anni ’70, mi ricordo che comprai “Carrie” in una bancarella nel ’78….anche se preferivo quello che scriveva nel periodo ” tossico “, che sia un caso? Forse essere un pò maudit aiuta nell’arte..forse..NB, senza volere entrare in dispute sull’uso di sostanza/alcool o quant’altro, io bevo ( poco ma bene..) e non uso altro ma non critico chi decide altrimenti.Sono cresciuto negli anni ’70, Baby…

    1. Mmm… io sono poco incline a giustificare chi usa certe sostanze. Non perché sono un bacchettone conservatore, ma perché conosco da vicino persone che hanno rischiato di rovinarsi mortalmente (termine che non uso a caso) per abuso di certi vizi.
      Dopo quest esperienze, ti dirò, perfino con l’alcool, che pure mi piace, ci vado giù con cautela.
      Senza giudicare nessuno, eh! Proprio come dici tu.

  4. I precedenti articoli sui consigli per la scrittura non li ho commentati perché non sono uno scrittore. In questo caso lo faccio perché King è uno dei miei autori preferiti. E’ quasi una questione di devozione. Mi permetto di aggiungere che, a differenza dei precedenti articoli, questi sette punti sono – a mio modesto parere -trasversali. Li ritengo validi per chiunque fa della scrittura il suo mestiere e, quindi, non necessariamente lo scrittore o il giornalista per intenderci. Anche una memoria difensiva scritta da un legale o un rapporto di polizia non possono prescindere da almeno su sei punti dei sette consigli di King. Aggiungo solo che, per quanto riguarda la caratterizzazione dei personaggi kinghiani, basta leggere il modo in cui è scritto Dolores Claiborne (chissà in inglese)..

    1. Sì, sono consigli di buon senso, eppure non scontati come appare magari di primo acchito.
      E valgono molto di più delle scemenze cervellotiche di certi tizi che citano a nastro alcuni manuali…

    1. Sarebbero capolavori.
      Non che molti non lo siano di già, ma entrambi gli autori mancano di qualcosa (pur essendo eccelsi, come ammette anche chi non li ama).

  5. Mi piacerebbe dire che li seguo tutti quanti, ma ultimamente il mio rapporto con la scrittura è talmente conflittuale che difficilmente potrei ambire a soddisfarne anche uno solo.
    Però lui è un maestro, e i consigli che da sono tutti interessanti. 😉

  6. Questi consigli sono perfetti anche per un copywriter. Soprattutto quello che concerne affidabilità e onestà, due elementi chiave di qualsiasi testo. Impiegarli, sia nello storytelling che nella realizzazione di uno slogan o un pay-off, aiuta a rendere il tutto credibile. Ed è proprio la credibilità che, secondo me, aiuta a dare valore a quello che scriviamo.

    Mi piacciono questi post, li trovo molto utili! 😉

    1. Grazie!

      Sì, sono consigli validi per qualunque tipo di scrittura. Tra l’altro io non faccio mai troppa differenza: scrivere è un’attività complessa, ma ci sono regolette che vanno bene per qualunque genere e contesto.
      Su di tutti la costanza, la passione per la lettura e l’onestà.

  7. Affezionata lettrice di King ho letto anche “On writing” un dilettevole libro di consigli sulla scrittura che auguro a tutti di poter leggere. Per quel poco che è nelle mie possibilità ho messo in pratica i consigli di Zio Stephen e mi sono sempre trovata bene. Sono tra i migliori che abbia mai avuto.

  8. Mi piacerebbe sapere cosa pensi e come giudichi – Clive Barker –
    Uno scrittore che ho divorato durante la mia adolescenza, che King diceva essere – il futuro dell’orrore – o una roba così.
    Adesso sembra scomparso!
    Se non si rimette a scrivere lo pesto!

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