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I Vivi, i Morti e gli Altri (di Claudio Vergnani)

I vivi i morti e gli altri

I Vivi, i Morti e gli Altri
di Claudio Vergnani
Gargoyle Editore
480 pagine, 16.50 euro

Sinossi

Le cose sono cambiate: nessuno riposa più in pace dopo la morte e il mondo si popola di terribili zombi. Oprandi è un ex militare di mezz’età, stanco e alcolizzato, privo di certezze per l’oggi e senza alcuna speranza per il domani, che viene assoldato per dare la morte definitiva a coloro che “grattano” furiosi per uscire dai loro sepolcri. L’uomo si imbatte nella facoltosa signorina Ursini, con cui stringe un patto: recuperare il padre non-morto sepolto nella cappella di famiglia e riportarlo alla figlia che provvedere, dopo che Oprandi gli avrà restituito la pace eterna, a seppellirlo di nuovo con tutti i crismi religiosi. In cambio lei lo condurrà con sé in Svizzera, al sicuro. Ma l’impresa è tutt’altro che facile. Fra zombi, strani e inquietanti incontri, gruppi armati allo sbando, luoghi da girone infernale, amici veri o presunti, Oprandi capirà che la minaccia non viene solo dai cadaveri resuscitati, ma anche e soprattutto da quegli individui che non hanno perso la vita, ma di sicuro l’umanità. (Fonte: IBS)

Commento

Ho la presunzione di affermare di essere stato uno dei primi blogger italiani a parlare di Claudio Vergnani. Erano i tempi de Il 18° Vampiro, e da allora l’autore modenese è diventato un cult per moltissimi lettori. Le mie recensioni della sua trilogia vampiresca, se vi interessa ripescarli, le trovate catalogate nel mio blog-zen.
Da allora è passato qualche tempo. L’editoria italiana del fantastico è, se possibile, ancora più in difficoltà, e buona parte dei pochi appassionati di libri di questo paese sembrano orientati verso altri generi letterari. Proprio per questo il ritorno sugli scaffali di un nuovo libro di Vergnani non può che essere accolto come una bocca d’aria freschissima.

Questa volta il buon Claudio abbandona i vampiri e si concentra su un archetipo horror altrettanto potente: gli zombie. Che sono decisamente meno affascinanti, più sfigati, più derelitti. Non che i vampiri di Vergnani fossero poi delle damigelle imbellettate e profumate, eh!
Sta di fatto che con questo I Vivi, i Morti e gli Altri, l’autore vuole dire la sua a proposito della zombie apocalypse. Intento meritorio e al contempo pericolosissimo, visto che i cari ritornanti putrefatti stanno subendo pian piano quell’involuzione nazional-popolare che da qui a breve tenderà a banalizzarli ai massimi livelli.
Per fortuna questo romanzo va esattamente in direzione opposta, e lo fa con decisione, nello stile di Vergnani, a metà tra l’horror più truce e sanguigno e le atmosfere agrodolci che solo certi suoi personaggi sanno regalare.

Il romanzo trasmette una sensazione di accerchiamento...

Il romanzo trasmette una sensazione di accerchiamento…

La storia inizia quando la zombie apocalypse si è già manifestata, ma non ha ancora travolto del tutto la nostra civiltà. C’è una parvenza di controllo, sempre più debole e sottile, che tiene in piedi la società, separando i vivi dai morti che, in pieno rispetto della tradizione, vogliono soltanto mangiarci a colazione.
In questa situazione facciamo conoscenza di Oprandi, ex militare alcolizzato che si è riciclato (molto alla buona) come uccisore di zombie per conto terzi. Proprio mentre gli si prospetta l’occasione della vita – recuperare il cadavere rianimato del padre di una ricca signora, che in cambio gli offre un posto nel suo rifugio sicuro in Svizzera – il delicato equilibrio si spezza, e i morti travolgono ciò che rimane dei vivi.
Da questo punto in poi il romanzo si trasforma nell’odissea personale di Oprandi, nonostante tutto intenzionato a portare a termine il suo ultimo incarico, per garantirsi un posto nell’Olimpio di chi – forse – sopravviverà alla fine del mondo, ma forse anche perché, semplicemente, avere qualcosa da fare è l’ultima cosa in grado di tenere a freno la pazzia, manifesta davanti all’orrore.

I Vivi, i Morti e gli Altri è diviso in tre grosse parti narrative. Come è abitudine per Vergnani, i personaggi secondari compaiono a sorpresa in punti apparentemente casuali della storia. Il bello è che alcuni di loro scompaiono altrettanto a sorpresa, regalando così ai lettori dei colpi di scena non indifferenti.
Lo stile, come già accennato, è quello classico dell’autore modenese. L’orrore si mischia a un linguaggio brioso, spesso ironico, ma non privo di momenti malinconici e riflessivi. A differenza della trilogia vampiresca, questo romanzo ha toni più cupi e disperati, anche se il marchio di fabbrica di Claudio è ben distinguibile.

La parte migliore del romanzo è, a mio parere, la fuga solitaria di Oprandi dalla sua città (Modena?) appena caduta in mano agli zombie, che alla fine sono riusciti ad avere la meglio sulle sciocche misure di contenimento dei vivi.
La temperatura afosa, soffocante, il continuo rimarcare la presenza dell’odore di carne rianimata e putrefatta, l’aspetto sfatto e ossessivo degli zombie, la follia inarrestabile dei pochissimi sopravvissuti, barricati nei piani alti di alcune palazzine: tutti elementi che riescono a tracciare uno scenario che a me ha ricordato tanto un quadro di Bosch o di Pieter Bruegel il Vecchio (e in particolare l’opera Trionfo della Morte).

Non mancano poi alcuni spunti di riflessione, puramente “vergnanani”, buttati lì con tutta la gravità della loro importanza, eppure incuneati tra una battuta e una scena da grand guignol, in modo che il lettore non debba mai, proprio mai, sbuffare con l’impressione di essersi appena sorbito un pistolotto da parte dell’autore. No, nemmeno questo è poco, ve lo assicuro. Siamo nel campo della pura “poetica dell’Apocalisse”. Chi mi segue da tempo sa cosa intendo dire. E Vergnani mi è venuto incontro, regalandomi ancora una volta proprio ciò che cercavo.

Libro affascinante e non banale. Cosa non da poco, quest’ultima, considerando quanto possono essere invece banali, triti e ritriti i romanzi sugli zombie.
Da comprare, senza se e senza ma.

Il Trionfo della Morte - di Pieter Bruegel il Vecchio.

Il Trionfo della Morte – di Pieter Bruegel il Vecchio.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

21 risposte »

  1. Ancora una volta Claudio prende in mano una tematica che sembra ormai sfruttata fino all’osso, et voilà, estrae il coniglio dal cilindro, presentandoci qualcosa che risulta comunque originale e unico.

  2. Senza voler fare spoiler, in effetti il “lasciar per strada” alcuni personaggi che potevano apparire “per sempre” ho pensato potesse togliere al lettore quelle poche certezze che il romanzo potesse offrire.

    Grazie mille Alessandro. /e se hai tempo, sei stato chiamato sulla mia bacheca a dire la tua sul personaggio preferito nelle mie storie)

  3. Grazie della segnalazione. So cosa intendi tu per apocalisse zombie e questo, per me, è una garanzia, quindi, acquisterò il libro. Tra l’altro, non voglio farmi scappare la possibilità di leggere di una storia ambientata in Italia e, per giunta, con protagonista un ex militare di mezza età.

  4. Letto, anzi divorato in 2 sere, non avevo dubbi che l’apocalisse zombi di Claudio surclassasse con originalità quella marea di schifezze che circolano sul tema.

  5. Come ho detto da altre parti considero Vergnani uno dei pochi veri scrittori di genere venuti alla ribalta in questi ultimi anni nel nostro paese.
    Inutile dire che comprerò questo libro.

    • I “grazie” ormai sono inflazionati e non costano nulla, ok, ma sono da un lato doverosi e dall’altro assolutamente sinceri.
      Per cui, grazie di cuore Nick.

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