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Le ospiti di Plutonia: Malika Ayane

Malika 0

Questa domenica Plutonia Experiment torna a parlare di musica al femminile.
La mia ospite è infatti Malika Ayane, una delle mie cantanti italiane (e non solo) preferite. L’unica, o quasi, di cui riesco ad ascoltare un disco dall’inizio alla fine senza sentire il bisogno di cambiare, di intervallare con altro. Se vi sembra un dettaglio piccolo vi assicuro che non lo è, non in questa contemporaneità frenetica in cui il livello d’attenzione medio si è abbassato moltissimo.
La storia di Malika è stata oramai citata mille e mille volte, perciò ripeterò l’essenziale. Nata a Milano il 31 gennaio del 1984, da mamma italiana e papà marocchino, ha alle spalle una lunga ed eterogenea gavetta, tra il coro de La Scala, spesso con interpretazioni da solista, e i primi esperimenti in ambito blues e jazz. Dopo aver lavorato per anni nel sottobosco musicale milanese, Malika ha l’occasione di una vita grazie alla Sugar Music di Caterina Caselli, che nota il suo talento e le fa firmare il primo contratto discografico. Il resto, come si suol dire, è storia: dischi di platino, record di vendite, ampi consensi da parte di critica e pubblico.
Tre dischi all’attivo, una continua ricerca del raffinato sia nei testi che nelle melodie, Malika ha una presenza scenica teatrale ma elegante, e una voce calda e sensuale, che ipnotizza e ferma il tempo, concentrando la mente sull’ascolto e al contempo lasciandola vagare in qualcosa di indefinito e bello. Un’emozione, forse. Magia? Anche.
Tra le sue canzoni che preferisco cito, in ordine sparso: Niente, Come foglie e Controvento. Ma l’elenco di pezzi notevoli è in realtà assai più lungo. Trovate buona parte dei suoi brani sul canale YouTube ufficiale di Malika. Per tutti i contatti social fate invece un giro sul suo sito.
Tra l’altro è anche appena ripartito il suo tour, Ricreazione. Vedi mai che se capita da queste parti…

Gallery fotografica – Malika Ayane

 

Le altre ospiti di Plutonia

(A.G. – Follow me on Twitter)

2 risposte a "Le ospiti di Plutonia: Malika Ayane"

  1. E’ una cantante di assoluto talento e penso di poterlo dire per il solo fatto che, per questioni anagrafiche, ho vissuto almeno quattro decenni musicali. La struggente Come foglie al vento potrei ascoltarla all’infinito. Infine, mi preme dire anche che – a dispetto di quello che pensano in tanti – questa ragazza è l’ennesima dimostrazione che la mescolanza di razze e culture non può che fare bene.

  2. Vedo che abbiamo gusti simili, anche in campo musicale.
    E la nota sulla multiculturalità è una costante di quasi tutte le mie ospiti. Alla faccia, come dici tu, di chi pensa che una cultura sia più “degna” dell’altra. Noi li smentiamo coi fatti 😉

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