Urban Operations in the year 2020

RTO

Eccoci qui di nuovo a parlare di complottismo, visto che va sempre più di moda.
L’argomento di cui vi accenno oggi l’ho già utilizzato molti anni fa, a fini romanzeschi, per la stesura di un libro che forse qualcuno di voi ha letto, The Shift. Libro immaturo che oggi non scriverei più, per essere sinceri fino in fondo, ma che tuttavia diede libero sfogo a quello che per me è il cospirazionismo: una miniera di spunti narrativi.
Urban Operations in the year 2020 è il titolo di un rapporto stilato a inizio 2000 dall’organizzazione RTO, che si occupa di ricerche per la tecnologia della NATO. Parliamo di un passato al contempo vicinissimo e lontanissimo. Non c’era la crisi economica, non si parlava di Stati a rischio default, né di ondate di nuovi poveri nati nel cuore del ricco Occidente. Eppure qualcuno doveva aver fiutato l’aria del cambiamento, perché c’era chi studiava già delle soluzioni radicali, per esempio a come contenere le proteste di piazza in modo radicale.
E così, citando direttamente il noto sito disinformazione.it, ecco l’Urban Operations in the Years 2020.

Lo studio ipotizza l’andamento della popolazione mondiale entro l’anno 2020. Entro questa data il 70% della popolazione mondiale vivrà all’interno di zone urbane.
Il numero delle persone nel mondo supererà i 7,5 miliardi e ciò sarà causa di una spaventosa crescita demografica nelle città e/o metropoli incrementando l’urbanizzazione, provocando povertà, scontri e tensioni sociali.
La necessità di una presenza (militare) massiccia e dominante, tanto morale quanto psicologica, spesso su periodi di tempo prolungati, resterà una caratteristica unica e persistente delle Operazioni Urbane. Questa necessità entrerà nel conflitto attraverso la domanda pressante da parte del mondo politico e del grande pubblico per azioni rapide, decisive e chirurgiche…

Ricapitolando:

–         le guerre future saranno all’interno delle città;
–         avremo eserciti lungo le strade (NATO o forze militari preposte);
–         dal punto di vista psicologico sarà normalissimo avere militari armati in città;
–         politici e cittadini richiederanno l’intervento dell’esercito;
–         le forze militari utilizzeranno ogni sorta di arma (letale e “non-letale” ad alta energia);
–         sommosse, scontri sociali, manifestazioni potranno essere sedate dall’esercito…
–         stiamo andando verso la costituzione di uno “Stato militarizzato”.

Reparti antisommossa in azione nelle Asturie (luglio 2012).
Reparti antisommossa in azione nelle Asturie (luglio 2012).

Questo studio, ultimato negli ultimi mesi del 2002 e reso pubblico nei primi mesi del 2003, prima della guerra in Iraq, rende esplicito come in maniera omogenea il nocciolo duro del militarismo mondiale ritiene più che probabile le città del futuro come campo della Battaglia Finale, quella per la sopravvivenza del sistema capitalista e che il ruolo dello strumento militare avrà un carattere dominante anche in quelle che sembrerebbero essere normali operazioni di polizia urbana.
E’ l’ambiente urbanizzato che si qualifica come il contesto nel quale l’Umanità del ventunesimo secolo condurrà una difficile vita: le sterminate megalopoli abitate da decine, se non centinaia, di milioni di esseri umani concentreranno nel loro interno tutte le contraddizioni della società capitalista allo stadio supremo.

Differenze di classe e azzeramento dei servizi sociali capaci di attutire il senso diffuso di ingiustizia, degradamento delle complesse regole di interazione tra diversi strati della popolazione, scarsità di cibo e di lavoro genereranno forti conflitti tra diversi strati sociali,coinvolgendo il sistema statale locale e/o organismi e attività multinazionali
In questo contesto che le normali forze di polizia non saranno in grado di condurre operazioni tra folle “ostili” o semplicemente “complici” dei nemici da colpire e neutralizzare senza il rischio di forti perdite o addirittura ritirate catastrofiche da banlieus in fiamme. Rischi di effetto domino su scala mondiale con scene di folle tumultuanti, affamate e disperate che assaltano centri commerciali, quartieri dell’alta borghesia e centri di potere provocherebbe il panico nell’intero sistema capitalistico. L’invio dell’esercito condotto con armi tradizionali e all’ultimo momento potrebbe essere addirittura controproducente scatenando ancor più le folle e i partiti di opposizione.
Per questo motivo nello studio UO2020 si consiglia così di iniziare gradatamente in base alle necessità ad utilizzare l’esercito in funzione di ordine pubblico man mano che la crisi mondiale quella che è ipotizzata per il 2020, si avvicina.

Nel frattempo ogni paese aderente a questo gruppo compresa l’Italia deve finalizzare reparti appositi che si specializzino per condurre le operazioni di contenimento delle folle e di controllo del territorio compresi i rastrellamenti a caccia di sovversivi ed agitatori nei quartieri.

(Fonte e articolo completo: disinformazione.it)

Guerriglia urbana in Grecia (ottobre 2012).
Guerriglia urbana in Grecia (ottobre 2012).

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(A.G. – Follow me on Twitter)

13 commenti

  1. Ecco, inquietante, ma al tempo stesso affascinante. Io da tempo ho la sensazione di vivere in una distopia cyberpunk. Che è il genere che adoro… Solo che, come si dice, un conto è leggerlo, un altro viverci.
    Però resto curioso per il futuro, con la sensazione che in un modo o nell’altro me la caverò, a costo di scrivere sui muri. 😀

    E ora condivido. 😀

    1. I film distopici degli anni ’80 hanno azzeccato quasi tutto, tranne la guerra atomica :-O
      La sensazione è che andremo peggiorando, anche se io non sono particolarmente incline al pessimismo totale.

      Grazie della condivisione!

  2. Vorrei chiarire una cosa: studi come questi vengono fatti da decenni, fanno parte dei cosidetti “scenari”, ovvero ipotesi di lavoro per l’impiego delle forze armate. L’evoluzione della nostra società verso un modello sempre più urbano, l’aumento della popolazione e il crollo dei sistemi di welfare sono realtà di cui le FFAA devono tenere conto, così come si deve tenere conto di quello che potrebbe comportare affrontare crisi sistemiche in ambito urbano.
    Le grandi nazioni hanno scenari di questo tipo per molte situazioni diverse, li usano per i war games e per ipotizzare come strutturare i propri interventi. Non c’è nulla di nuovo in questo. La Rand Corporation faceva (e fa) studi simili per gli americani dagli anni ’60.
    Quello che mi preoccupa non sono i militari. E’ l’assenza di una strategia economica per affrontare le crisi presenti e quelle a venire. Non vedo statisti in giro, al più dei mediocri bene intenzionati.

    1. Angelo, ogni volta che mi fai questi commenti io ti rispondo alla stessa maniera: io non ne capisco granché di economia, quindi su Plutonia non parlo di economia. E aggiungo anche, come sempre, che questi articoli cospirazionisti (oppure chiamali come preferisci) non hanno l’intento di esprimere verità, condanne o teorie, bensì si riallacciano soprattutto alla fase creativa di scrittori e filmmaker 😉

  3. Angelo ha citato la Rand Corporation – quelli che a fronte di n milioni di dollari di spesa e parecchi mesi di studio, quando chiesero loro di sviluppare una strategia in caso di invasione aliena (non sto scherzando), elaborarono un protocollo che consisteva nell’arrendersi.
    Fortunatamente esistono altri approcci a questo tipo di studio.
    Il più vecchio ed il più solido è il Metodo Delphi – che consiste nel costruire scenari interpellando prima indipendentemente e poi in gruppo degli esperti di settori diversi.
    L’approccio più recente viene definito Foresight, e consiste invece nel coinvolgimento di rappresentanti di tutti gli stakeholder (tutti coloro che hanno interessi nella situazione allo studio), sviluppando una sorta di gioco di ruolo basato su sviluppi ipotetici.
    E da alcuni anni esiste una organizzazione chiamata Sigma Group – un think-tank di scrittori di fantascienza che forniscono la propria esperienza per creare scenari futuri.
    Potrei chiudere dicendoti cosa è successo quando io ho proposto di fare degli studi di Foresight ad aziende e amministrazioni italiane… ma preferisco lasciare i dettagli ala tua immaginazione.

    1. Del metodo Delphi avevo pubblicato un bell’articolone sul defunto Blog sull’Orlo del Mondo.
      Riguardo allo sviluppare una strategia in caso di invasione aliena, da quel che so io ne esiste uno simile anche in caso di pandemia “zombesca” (o simile). Nel Regno Unito, se non sbaglio. Se riesco a ritrovare le fonti dell’articolo magari ci faccio un post.

      Interessantissima la faccenda del Sigma Group! :-O

  4. Studi sul combattimento urbano in ambito militare ( mi riferisco all’Italia, voglio parlare solo di cose che conosco direttamente, vista la delicatezza dell’argomento..), ci sono dagli anni ’40 , fino al ’68 ed anni limitrofi validavano solo ipotesi di cellule sovversive con scarsa capacità militare ed impatto relativo, problematiche solo per morale della popolazione, logistica think-thank ed equivalenti problemi tattici, limitati a scenario locale.Dalgli anni ’70 vi sono 2 linee di studio .programmazione a riguardo, ognuna con imput aggiornati e rivisti spesso.Ma ora devo scappare al lavoro, se a qualcuno interessa fammi sapere , Ale, Buona giornata…mannaggia sempre di corsa.

  5. Beh, non c’è dubbio che situazioni come l’11 settembre e l’attuale crisi globale economica favoriscono lo sviluppo di scenari simili. I grossi gruppi di potere finanziario hanno tutto l’interesse a poter sviluppare le loro operazioni speculative in contesti dove non esistano rischi di colpi di stato e cambi di potere che conducano a nazionalizzazioni delle industrie e cancellazione unilaterale del debito pubblico.
    Da questo punto d vista è indubbio che uno stato è quasi “costretto” a intensificare il controllo dell’ordine pubblico anche a costo di militarizzare le città pur di mantenere l’immagine di luogo sicuro dove gli investimenti possano svilupparsi senza rischi.

    1. Ecco, “l’immagine” è la parola chiave… L’immagine che tutto vada avanti come siamo abituati, spazzando la polvere sotto il tappeto.

  6. Di economia anch’io non capisco molto,
    anche se un esame di macroeconomia nel mio percorso di studi l’ho fatto
    e da quello che mi ricordo come in tutti i sistemi
    anche molto complessi l’obiettivo dovrebbe essere l’equilibrio
    pena il collasso del sistema economico.
    Infatti in teoria dei sistemi si pone sempre l’accento sull’equilibrio
    che si ottiene con procedimenti di correzione continua perché il sistema
    non si autodistrugga, cosa che gli economisti attuali disconoscono completamente puntando
    ad una crescita asintotica nei fatti impossibile.
    Se le nazioni non riprendono il controllo del mondo calmierando lo strapotere delle compagnie
    a medio termine scoppieranno un’infinità di guerre in cui anche l’Europa sarà coinvolta.

    1. Insomma, un futuro che si prospetta nero, se non terminale.
      Tutto starà a vedere fra quanto e come.
      Nemmeno io vedo grandi geni dell’economia all’opera, o quantomeno non nell’Europa continentale.
      Che poi, anche gli outsider che strillano ricette apparentemente miracolose, non mi ispirano piena fiducia.

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