libri · recensioni

Quando il Diavolo ti accarezza (di Luca Tarenzi)

Quando il Diavolo ti accarezza

Quando il Diavolo ti accarezza
di Luca Tarenzi
Salani Editore
364 pagine, 18 euro

Sinossi

Eleonora – Lena per tutti – è una studentessa milanese di vent’anni. Una notte, inseguendo la sua amica Sofia, precipitata in uno stato di trance, arriva davanti alla stazione Centrale e assiste a un incredibile duello: un’immensa creatura alata sta per annientare un giovane già coperto di sangue. D’istinto interviene e permette al giovane di approfittare di un momento di distrazione dell’avversario per decapitarlo con la sua stessa spada. Peccato però che il giovane è Arioch, un demone appena evocato per uccidere proprio Sofia, l’amica del cuore di Lena…. (Quarta di copertina).

Commento

Senza conoscere Luca Tarenzi non avrei mai letto questo libro. Il perché è facile da intuire: “puzza” di paranormal romance a chilometri di distanza, vuoi per la sinossi (vi ho riportato quella ufficiale), vuoi per la copertina a ispirazione bimbominkiosa.
Invece Quando il Diavolo ti accarezza – d’ora in poi QDTA – è un urban fantasy che si fa leggere con gran gusto e piacere, ben scritto, con dei bei personaggi e con un’ambientazione affascinante.

Certo, nella trama c’è anche la love story tra la bella ragazza mortale e il tremendo diavolo che così tremendo non è, tuttavia, per una volta nella vita, questa è una parentesi che ben s’innesta in un romanzo assai più ricco e complesso.
QDTA ha qualcosa di Neil Gaiman e senz’altro molto del Francesco Dimitri degli esordi. La Milano nascosta ed esoterica di Tarenzi fa da sfondo a uno scontro complesso e spettacolare tra angeli, demoni, vigilanti, maghi, djinn e altre creature del fantastico, che convivono a pochi passi da noi umani, rimanendo però invisibili ai nostri occhi.

La protagonista femminile, Lena, è tutto fuorché una ragazzina sciocca e indifesa. Nulla a che fare con la Bella di Twilight, tanto per capirci. Per una volta tanto risulta invece essere un personaggio sfaccettato, credibili e perfino *rullo di tamburi* simpatico.
Probabilmente anche più simpatico della sua controparte maschile, il demone Arioch, evocato tramite terzi nella Milano contemporanea, per portare a termine una missione di killeraggio. In tema di demoni se la gioca sicuramente meglio il suo amico Azazel, che da anni ha rinunciato a buona parte dei suoi poteri per spassarsela sulla Terra, vestendo il corpo mortale di un umano.

Arioch, demone il cui nome in ebraioc significa "fiero leone".
Arioch, demone il cui nome in ebraico significa “fiero leone”.

Tra intrighi, tradimenti nelle gerarchie celesti, diavoli in cerca di riscatto, nephilim inconsapevoli e battaglie tra creature infernali e creature angeliche, in QDTA c’è tutto quell’immaginario tipico di un certo filone dell’urban fantasy. C’è ma soprattutto viene usato bene, in modo accattivante e maturo. Vale a dire che Tarenzi scrive con bravura e con una non indifferente conoscenza del materiale trattato, senza improvvisazioni, senza vaghi concetti scopiazzati da prodotti di scarso valore specifico, come Supernatural o Buffy.

Personalmente ho molto apprezzato la rappresentazione della Milano nascosta, dove si celano antiche creature che il mondo moderno ha obbligato a diventare dei paria. Tutta la parte relativa al “vecchio mercato” mi ha ricordato molto le atmosfere di certi episodi di Hellboy e – bene ribadirlo ancora – le atmosfere di un certo Neil Gaiman.
Per il resto c’è da sottolineare anche il ripescaggio e l’attualizzazione di alcune figure storiche della Milano folkloristica, dal naturalista Manfredo Settala (qui concepito come un mago riparatore immortale) al culto del drago Tarantasio (il celeberrimo biscione che compare sullo stemma araldico dei Visconti).

In definitiva siamo davanti a quello che si può definire un romanzo solido e molto valido. Nato per intrattenere, ma non stupido né infantile.
Se amate l’urban fantasy ve lo consiglio senza indugi.

Un angelo guerriero. Decisamente non emo.
Un angelo guerriero. Decisamente non emo.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

10 risposte a "Quando il Diavolo ti accarezza (di Luca Tarenzi)"

  1. Mi piacciono un sacco le tue recensioni u.u Non so sia azzeccato o meno, ma secondo me la love story qui è più interessante e meno dispersiva perchè l’autore è un uomo, quindi credo che un sacco delle parapippe da para-romance pseudo adolescente non ci siano ( anche perché la protagonista é già grandina). Da Milanese sono molto contenta che il set sia “qu” e cosí studiato da inserire perfino il Drago, e da lettrice/spero un giorno futura autrice che ci sia un titolo valido nel genere fatto da un italiano. Peccato la copertina peró ●~● è del tipo da mettere in fuga chiunque.

    1. Grazie per il complimento 🙂

      La copertina è davvero pessima, lo ammetto. Se non avessi conosciuto Tarenzi mi sarei tenuto alla larga da un libro che si presenta con questa inflice combo sinossi+copertina.
      Invece, come avrai capito dalla recensione, è un bel romanzo.

  2. Ho letto molte opinioni positive su questo libro, e qualcuno un po’ più fredda, ma mai troppo negativa.
    Personalmente, sono molto incuriosita dall’ambientazione milanese, che mi è familiare, mentre mi frenava un poco l’idea di ritrovare uno dei cosiddetti insta-love (“ci guardiamo ed è subito amore”, insomma). Ma dato che parli bene anche del lato romantico, beh, direi che posso cominciare a farci qualche pensierino più serio 😀

  3. Avevo letto il suo… com’era? “Il sentiero di legno e sangue”. Non mi era affatto dispiaciuto! Devo però ammettere una mia istintiva ritrosia nei confronti di questa copertina.
    Vedremo!

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