fumetti · recensioni

Il Soldato d’Inverno

Il soldato d'inverno

Nella fase uno del progetto cinematografico sugli Avengers sono stati i primi due film su Iron Man a creare la struttura portante della saga.
Nella fase due, a quanto pare, sarà invece il secondo film dedicato a Capitan America a fare da apripista. Abbiamo già un titolo – Il Soldato d’Inverno – diverse foto “rubate” dal set e un bel po’ di anticipazioni in materia, che gli esperti di marketing della Marvel regalano a noi appassionati attraverso i social network.
Come da copione anche nelle fumetterie stanno spuntando le ristampe dei comics da cui vengono tratti i film marvelliani. Un ottimo lavoro di coordinamento, non c’è che da ammetterlo. Anche in Italia, grazie alla onnipresente Panini Comics, è stata ripubblicata la saga de Il Soldato d’Inverno, che è acquistabile a volumetti mensili, anche in edicola.
L’acquisto, al solito, non è dei più convenienti: 3 euro tondi per 48 pagine a colori. Non esattamente l’affare del secolo. Ma ne vale la pena?

Il fatto che questa saga sia scritta da Ed Brubaker, uno dei miei fumettisti preferiti, mi fa sbilanciare nettamente verso il sì.
Non a caso Il Soldato d’Inverno è una storia che riprende i toni, lo stile e le tematiche tanto care al buon vecchio Ed. C’è una spy story che pesca direttamente negli anni cupi della Guerra Fredda. Ci sono spunti noir e action, che ben collimano coi personaggi principali del racconto, il redivivo Bucky (il soldato d’inverno è lui) e l’affascinante Vedova Nera.
La trama si sviluppa soprattutto verso il “fanta-spionaggio”, pescando abbondantemente nell’ampio e ricco scenario di casa Marvel, ma senza mai trascendere in toni in cui il lato superumano prende il sopravvento su quello umano.
Ciò nonostante non mancano i camei, più o meno ricchi, di villains storici, tra cui Victor Von Doom (già presente nel numero 1) e Teschio Rosso.

Winter Soldier

Lo spunto di partenza, che forse sarà anche il medesimo della trasposizione cinematografica, è presto detto: Bucky, lo storico braccio destro di Capitan America, non è morto al fronte, nel ’45, come s’intuiva invece dal primo film (e dalla storica collana a fumetti sul Cap). In realtà il suo corpo moribondo è stato recuperato dal Dipartimento X, la branca dei servizi segreti russi che si occupa di superumani. Dopo averlo curato l’hanno trasformato in un agente sovietico, sfruttando soprattutto le tecniche di lavaggio e riprogrammazione del cervello. Le sue mansioni per il Cremlino sono state soprattutto quelle di sicario.
Messo in ibernazione tra una missione e l’altra, Bucky è arrivato fino ai nostri giorni, finalmente libero dal controllo mentale dei russi, è impegnato nel cercare altri agenti dormienti ancora presente sul suolo americano e impegnati in un’elaborata congiura.

Questa, in sostanza, la storia.
Che funziona, non è banale né particolarmente sopra le righe. Anzi, i personaggi sono ben sviluppati anche a livello introspettivo.
Come sarà il film? Non so dirvelo. Lo immagino in toni un po’ meno cupi rispetto a quelli usati da Brubaker, ma forse per una volta la Marvel ci sorprenderà.
Non ci resta che aspettare.

Captain-America-The-Winter-Soldier-locandina

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Alex Girola – follow me on Twitter

9 risposte a "Il Soldato d’Inverno"

  1. Pensa che all’epoca, quando la Corno pubblicava il Cap in Italia , ero uno dei pochi sfigati che lo leggeva , tra i risolini dei miei amici, ” vuoi mettere Alan Ford..” ( leggevo anche quello, vabbè.., però ho preso , e ho ancora , tutti i numeri editi, poi ho perso interesse alla serie, certo la sorte di Bucky si presta parecchio a ricamarci sopra… vedremo, sono curioso.

    1. I lettori Marvel sono stati presi per il culo per anni, poi la Marvel è diventata di moda e tutti fanno gli esperti 😉
      C’è da dire che negli ultimi anni molte collane supereroistiche hanno acquisito una maturità tale da far dimenticare certe ingenuità degli anni addietro.

  2. Brubaker è uno di quegli autori (come Ellis, Ennis, Millar &co.) con cui si può andare quasi a botta sicura.
    Il Soldato d’Inverno non è affatto male come novel. Se Capitan America 2 pescherà da qui anche solo la metà del suo plot, sarà un buonissimo film a sua volta.

    1. Speriamo! Tuttavia mi sembra una storia troppo dark per i toni scanzonati dei film Marvel. Forse ne recupereranno la trama, trasformandola però in qualcosa di più action comedy.

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