Cinque buone ragioni per guardare Game of Thrones

GoT poster

Come molti di voi sanno, io sono un lettore della primissima ora della celeberrima saga di George R. R. Martin.
Ho comprato il primo libro più di dieci anni fa, quando nessuno se lo filava. Il passaparola (senza internet) tra noi vecchi giocatori di ruolo fu rapidissimo. Da lì a breve le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco sarebbero diventate un cult per i lettori, anche per quelli non avvezzi al fantasy. Questo, per me, è un grande merito per Martin.
Oltre un decennio dopo la saga libresca pare ancora ben lungi dal concludersi. Subisce anzi continui rallentamenti, e gli ultimi volumi sono stati (a parer mio) un po’ deludenti, proprio perché dispersivi e poco incisivi sulle trame principali della storia.
Nel mentre la HBO ha lanciato il serial TV basato sulle Cronache. Sto parlando chiaramente di Game of Thrones, di cui oramai anche gli haters più convinti hanno visto almeno una puntata. Quando lessi delle notizia ero più che perplesso. Non credevo che fosse possibile ricavare qualcosa di decente da una saga così incasinata complessa come quella di Martin. I fatti mi smentiscono. La HBO mi smentisce.
Per pagare il fio ho perfino fatto pellegrinaggio per due anni di fila allo shop newyorkese della HBO (questa invece è la sua versione online). Come se non bastasse pubblico oggi questa top 5, ben consapevole che molti mi verranno a dire che loro GoT non lo guardano e bla bla bla.
Non sono qui per “convertire” nessuno, sia ben chiaro! Ciascuno si tenga la propria idea, come è giusto che sia.

Cinque buone ragioni per guardare Game of Thrones

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  • Si tratta di un serial di ottimo livello

Ottima tutta la parte scenografica, costumistica, gli effetti speciali. Ottimi soprattutto gli attori, quasi tutti con un livello di preparazione elevato. In questo senso GoT si pone molto al di sopra di una grande fetta di film e filmetti che escono per il grande schermo. Il che è meraviglioso in senso assoluto, ma pessimo se si pensa a cosa è diventato il cinema d’intrattenimento.
Come successe a suo tempo per Lost, credo che GoT diventerà un termine di paragone per un gran numero di serial che verranno realizzati da qui in futuro. Un privilegio che spetta a pochissime produzioni televisive (prima di Lost mi vengono in mente solo altri due titoli, X-Files e Twin Peaks).

  • Aderenza fluida alla controparte libresca

Tranne piccoli adattamenti pratici, il serial rispetta in modo ortodosso ciò che Martin ha scritto nei suoi libri. Questo vale per la trama, ma anche per i toni: sesso, violenza, realismo, personaggi in chiaroscuro. La HBO si è guardata bene dal mitigare quelli che sono i punti di forza delle Cronache. Ovviamente questo è un bene, perché dell’ennesimo fantasy televisivo all’acqua di rose avremmo viceversa fatto volentieri a meno. Parlo di aderenza “fluida” perché i produttori hanno semplicemente tolto quel gran flusso di personaggi secondiari e terziari che sulla carta funzionano bene, ma che in TV avrebbero soltanto rallentato le dinamiche narrative.

House of Lannister

  • Poche puntate ma significative

Dieci episodi di quasi un’ora a stagione. Una scelta controcorrente, considerando la gran mole di materiale cartaceo da trasporre in versione televisiva, e considerando anche la tendenza delle produzioni americane, che propongono serial sempre molto densi e ricchi di puntate. Eppure, ancora una volta, la HBO ci ha visto giusto. Il numero ridotto di puntate riesce a focalizzare il serial sulle cose davvero importanti, scacciando così la diabolica tentazione di debordare in migliaia di micro-sottotrame che non farebbero altro che allungare il brodo e confodere gli spettatori.
Sinceramente credo che in futuro, quando la storia si complicherà ulteriormente (e accadrà, chi ha letto i libri lo sa), sarà davvero complicato comprimere il tutto in dieci puntate per stagione, ma voglio essere fiducioso.

  • Avvicina gli spettatori “profani” al fantasy

Leggo in giro che Martin avrebbe “rovinato” il fantasy. E’ un’opinione come un’altra, per carità. Io la vedo in modo contrario. Secondo me i suoi libri, e ancor più GoT, avvicinano una larghissima fetta di pubblico a un genere che per secoli è stato di nicchia. Questi potrebbe considerare GoT un punto di partenza e poi esplorare mille altre sfaccettature e sottofiloni del fantasy.
Proprio questo motivo non condivido affatto i giudizi negativi di alcuni miei esimi colleghi. Non bisogna essere possessivi coi generi che amiamo, bensì sperare che qualcuno riesca a esportarli anche ai profani. GoT ha proprio questa funzione.

  • Belle presenze

Inutile negarlo: in GoT recitano una gran quantità di bei fanciulli e di belle fanciulle. Se, come me, pensate che la bellezza sia uno dei fattori che riempiono la vita, beh, allora questo serial lo dovete proprio amare. La cosa più intrigante è che il fattore estetico di GoT, spesso sfrontato e palesemente erotico, viene utilizzato sempre in funzione di un realismo e di un’aderenza totale alla storia narrata. Niente di gratuito, insomma. E delle sciocche polemiche italiote e cattoliche sulle “troppe nudità” ne Il Trono di Spade, beh, io mi limito a riderne e a ringraziare San Streaming.
Se volete sapere le mie protagoniste preferite del serial, è presto detto: Natalie Dormer (lady Margaery Tyrell), Emilia Clarke (Daenerys Targaryen) e Carice Von Houten (Melisandre, la strega rossa).

Melisandre

E questo è tutto.

NB: Per leggere le recensioni di tutte le puntate di Game of Thrones, seguite gli articoli settimanali di Book & Negative.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

20 commenti

  1. In realtà la tendenza attuale delle produzioni USA è di fare stagioni ridotte a 10-12 (dalle 24-26 di qualche anno fa) puntate eventualmente riducendo gli episodi filler, credo per minimizzare i rischi dovuti alla mancata conferma della serie, cosa in questi anni avvenuta anche troppo spesso e anche per telefilm di ottima qualità (uno per tutti Firefly) a causa dell’appiattimento dei gusti del pubblico

    1. Ecco, io sono rimasto alle oltre 20 puntate di due o tre anni fa… Che in effetti erano troppe e facevano venire a noia. Bene che si estenda la moda delle stagioni “compresse”.

  2. Confesso la mia totale ignoranza in materia. Non mi sono mai avvicinato in maniera convinta al genere fantasy, tranne che per il Signore degli anelli alla cui lettura, comunque, arrivai attraverso la visione al cinema del cartone animato, quando avevo 14 anni. Avevo già percepito la bontà di questo telefilm attraverso la lettura delle recensioni su Book and Negative ed ora, anche questo articolo mi da un’ulteriore diversa chiave di lettura della questione. So che stanno trasmettendo la prima stagione su RAI 4 e le puntate sono disponibili addirittura sul sito RAI on demand. Voglio vedere per rendermi conto. Infine, a proposito di attrici, del cast conosco l’olandese Carice Van Houten che ho visto sempre recitare bene, molto bene, a partire dal Black Book di Verhoeven.

    1. A mio parere uno dei punti di forza di GoT è che può piacere anche a chi non ama il fantasy tradizionale (perché tradizionale non è!).
      Se recuperi le puntate su Rai4 assicurati che siano quelle non censurate, scempio tutto italiano di cui si è discusso proprio in questa settimana…

  3. Molto d’accordo su tutti i punti Alex. Io ad esempio tra D&D e Tolkien ero ormai saturo di Hugh Fantasy (per questo non mi ero mai avvicinato alle opere di Martin). Grazie alla serie TV ho capito che sbagliavo!

    Anche Sansa è diventata molto graziosa, devo dire.

    1. Anch’io!
      Dopo aver vissuto per anni di quasi solo fantasy, da tempo me ne ero allontanato, saturo e anche parecchio annoiato.
      Martin ha avuto la funzione di riavvicinarmi al genere 😉

  4. Io mi chiedo come faccia la HBO a mantenere sempre un livello così alto nelle serie che produce. Anche perché è un’emittente non ricchissima. E sceglie sempre progetti difficili, come questo, appunto.
    E sono curiosa anche io di vedere come si districheranno con l’incasinamento crescente della saga.

    1. Da quel che ho visto nella sede newyorchese della HBO, visitata alla stregua di un luogo di culto, ho notato una meticolosa cura in ogni minimo dettaglio, perfino nel negozio di souvenir e gadget. Questa cosa si trasmette anche ai loro prodotti, andando a sopperire qualche piccolo limite di budget.
      Insomma: sono grandiosi 🙂

      1. Invidia invidia invidia invidia invidia… 😀

        Ah dicevo… (invidia invidia invidia…)

        Concordo sulle tue ragioni, anche se preferisco la zocc… sacerdotessa rossa alla Lady, la biondina beh, mmmm facciamo assieme e poi scelgo? 😀 )

  5. Anche io ho letto la serie molto tempo prima che Martin la annunciasse sul suo sito e oramai ci avevo fatto l’abitudine ai suoi tempi geologici xD però purtroppo la serie… la prima non mi é dispiaciuta, ma ho smesso di vederlo ○~○ non ci hp trovato in realtà tutta questa “qualità” megabomba, perché già i costumi, soprattutto femmminili e i capelli, fanno pena (rispetto alla resa del libro dico) e personaggi cambiati (Marjory tipo) battaglie non fatte, sesso messo a caso non mi hanno fatto continuare oltre la visione. Gli attori sono bravissimi, se avessi visto il serial prima che leggere i libri apprezzerei la regia e gli sceneggiatori. E poi si, questa cosa che non si può dire anche solo “non mi piace…” perché altrimenti i fan ti si aizzano contro, sigh! (C’é anche una forte ghettizazione per chi ammette di aver letto il libro quando non era trendy,non so se vi è capitato…)

  6. Sono d’accordo su tutta la linea. 😀 Anch’io lo leggo da… boh, abbastanza tempo da avere i libri ormai sparpagliati per casa, ma quando annunciarono una serie della HBO feci salti di gioia! Altre produzioni mi avrebbero atterrito, ma loro ci mettono un’attenzione una dedizione che riempiono di fiducia. Ho amato alla follia Roma e seguo ancora True Blood, per dire. Certo i dettagli cambiano, ma quello che funziona sulla pagina non è detto che faccia altrettanto sullo schermo, e poi quando lo fanno a volte inseriscono un inside joke per i lettori. Insomma, mi piace un bel po’! 😀

    SPOILER ALERT!

    Ti ricordi che, alla Battaglia delle Acque Nere, Tyrion perdeva il naso? Qui invece hanno optato per una cicatrice – logico, anche perché sarebbe stato inutilmente dispendioso cancellarlo digitalmente in ogni scena – ma quando poi s’incontra con Cersei, lei gli esprime la sua delusione perché aveva sentito dire che glielo avessero mozzato, e lui risponde col suo solito spirito che “girano tante voci, non dovresti dar retta a tutte quante”. Ecco, io mi sono divertito, è stata una strizzata d’occhio – magari anche un po’ piaciona – che in qualche modo ha appianato la cosa senza tanto rumore. Se poi qualche fan duro e puro ci sia rimasto male (non ne ho idea) fatti suoi, uno deve anche aprire un tantino la mente prima di diventare un talebaN3RD della saga, così come ci sono quelli del manuale di gioco e tanti altri ancora. 🙂

    1. Beh sì, deturpare il povero Tyrion sarebbe stato fin troppo radicale 😛
      Però, come dici tu, è un cambiamento non radicale che ci sta, è logico e sensato. E i talebanifans si impicchino 😀
      L’altro grande cambiamento di GoT… beh, ne parlo domani, quindi niente spoiler 😉

  7. Eccomi, anche io sono un fan di Martin della prima ora… passavo ogni settimana in edicola da me a chiedere se era arrivato il nuovo episodio, poi ogni mese, poi ho cambiato casa…
    Però non ho mai visto nemmeno una puntata di GoT e non credo che (almeno a breve) lo vedrò.
    Non si tratta di talebanismo, di atteggiamento radical chic, etc. è che di massima io dopo 2-3 stagioni, quando in pratica mi accorgo che non ci sarà una fine ma semplicemente un nuovo filone narrativo da seguire, mi stufo dei serial, figuriamoci di un serial che trae spunto da una saga che non ha ancora visto (ne forse mai vedrà) una fine.
    Insomma: Quando Martin metterà la parola “FINE” a questa soap opera fantasy riprenderò in mano i miei libri, li rileggerò, continuerò a leggere anche i libri che ancora mi mancano, mi guarderò la serie TV e magari proverò anche a giocare al videogioco. Ma fino ad allora ho bannato Martin 😀

  8. Vorrei associarmi alla prima parte del post, quella sui “giocatori di ruolo”.
    Sono un giocatore di ruolo (o lo ero) e infatti ho sentito parlare per la prima volta delle Cronache da un amico che condivide la stessa passione, e che me lo ha consigliato dicendomi (ripetere con accento udinese forte): “Devi leggerlo. È come Beautiful. ma muoiono tutti.”

    E aggiungo un’ultima nota: nella lista delle belle pulzelle manca la rossa delle prime serie (e il fatto che il suo personaggio sia morto non significa che sia stato dimenticato)

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