libri · recensioni

Ready Player One (di Ernest Cline)

player one

Ready Player One
di Ernest Cline
ISBN Edizioni
19 euro (9.99 per la versione ebook)

Sinossi

Il mondo è un brutto posto. Wade ha diciotto anni e trascorre le sue giornate in un universo virtuale chiamato OASIS, dove si fa amicizia, ci si innamora – si fa ciò che ormai è impossibile fare nel mondo reale, oppresso da guerre e carestie. Ma un giorno James Halliday, geniale creatore di OASIS, muore senza eredi. L’unico modo per salvare OASIS da una spietata multinazionale è metterlo in palio tra i suoi abitanti: a ereditarlo sarà il vincitore della più incredibile gara mai immaginata. Wade risolve quasi per caso il primo enigma, diventando di colpo, insieme ad alcuni amici, l’unica speranza dell’umanità. Sarà solo la prima di tante prove: recitare a memoria le battute di Wargames, penetrare nella Tyrell Corporation di Blade Runner, giocare la partita perfetta a Pac-Man, sfidare giganteschi robot giapponesi e così via, in una strabiliante rassegna di missioni di ogni tipo, ambientate nell’immaginario pop degli anni ’80, a cui OASIS è ispirato.

Commento

Arrivo in ritardo nel parlare di questo romanzo, di cui già tanto si è detto e scritto.
Ready Player One, scritto da Ernest Cline, è stato giudicato furbetto, nostalgico, privo di vera anima. Al contempo in moltissimi l’hanno definito un capolavoro, uno dei rari libri in grado di toccare corde emotive, e perfino una sorta di nuova Bibbia geek.
Insomma, su questo romanzo hanno detto tutto e il contrario di tutto.

A mente fredda (ho letto il libro qualche mese fa) devo dire che Ernest Cline ha realizzato qualcosa che sta a metà tra tutte queste definizioni. Senz’altro il suo romanzo gioca su quell’enorme contenitore che è l’immaginario collettivo degli anni ’80 e ’90, utilizzandolo come humus su cui far crescere le basi di tutta la sua storia, che non a caso è una quest inventata dal defunto James Halliday, il geek più ricco e influente del mondo. Un ex ragazzo prodigio degli anni ’80, appunto.

Su questa quest Cline scrive un libro che funziona più o meno (fatte le debite proporzioni) come un videogame multiruolo a più livelli. Non a caso gran parte della storia è ambientata nel grande universo virtuale di OASIS, una sorta di Second Life infinitamente più esteso e funzionale. Scoprire il segreto ultimo di Halliday, superando le sue prove, è l’unico modo per ereditarne l’immenso impero economico. Ma solo un vero appassionato di “cose geek” può riuscirci davvero.

L’amore che l’autore ha per il biennio 80-90 è reale ed emotivo; per questo Ready Player One risulta vivo e vibrante, non posticcio o costruito a tavolino da qualche team di hipster. Nella ricerca del giovane Wade è possibile trovare di tutto, da scenari-mondo che riproducono moduli di giochi di ruolo come Tomb of Horrors, a ricostruzioni di film cult come Wargames, Guerre Stellari, Ritorno al Futuro e molti, molti altri.

Lo storico "Tomb of Horrors".
Lo storico “Tomb of Horrors”.

Cline non ha scritto una Bibbia geek, bensì un grande omaggio alla cultura popolare, intesa nel suo significato più positivo e amorevole.
Al contempo l’autore si prende il lusso di costruire uno scenario distopico non troppo in là nel futuro, innestando qua e là delle significative riflessioni su ciò che siamo, su quali sono le nostre vie di fuga dall’imbruttimento umano, morale e sociale, e su quanto queste vie di fuga possono diventare a loro volta delle trappole.

Ernest Cline usa senz’altro qualche cliché di troppo per giustificare dei plot twist. Anche se lo fa con mestiere essi possono risultare un po’ troppo furbetti agli occhi del lettore ipercritico (cosa che io non sono).
Se vi abbandonate alla storia narrata, al mondo ricchissimo e infinito di OASIS, Ready Player One non potrà che piacervi. Soprattutto se siete nati negli anni ’70 e ’80.

Wargames!
Wargames!

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

15 risposte a "Ready Player One (di Ernest Cline)"

  1. Ce l’ho! L’ho preso al salone del libro, dove la ISBN svendeva cofanetti! Ne ho presi un paio, in effetti. Ho grandi attese perché ne hanno parlato ovunque e bene, ma penso che dalle premesse non ne sarò deluso.

  2. adocchiato da tempo, ma forse anche a me aveva dato l’impresione di essere troppo “furbetto” come dici. forse un giorno o l’altro mi deciderò a concedergli tempo, l’importante è che sia gradevole al di là delle definizioni.

  3. Io non lo definirei furbetto. Non trovo che sia un capolavoro, ma il suo miglior pregio è la passione genuina dell’autore per gli argomenti che tratta. I furbetti sono quelli che si appropriano delle passioni degli altri per trarne profitto.

    1. “Furbetto” nel senso che comunque le sue passioni le ha sapute distribuire su una trama che pare ritagliata apposta per piacere.
      Ma questa è bravura (anche se qualcuno vedo che la pensa diversamente), non furbizia.
      Infatti sono altri che lo giudicano tale, io faccio solo eco a ciò che ho letto su alcuni blog. 😉

  4. Preso il cofanetto, l’anno scorso. Siccome mi riesce difficile fare dei commenti senza spoiler, sarò generico e breve. E’ scritto con i piedi. Citare a destra e a sinistra perché scatti l’effetto ricordo va bene le prime volte, o può essere carino quando cogli alcune riferimenti oscuri, ma di base il romanzo è costruito tutt’intorno agli hobbies e alle passioni dell’autore. I personaggi abbozzati, credo vada letto se si è o ci si sente un pò nerd, ma per dire i romanzi di R.A. Salvatore (per citare paccottiglia) sono scritti meglio e manco di poco.

  5. Sembra esserci dentro davvero ”Tanta Roba”,
    dalla tua recensione sembra un libro divertente, Guerre stellari, Ritorno al futuro, Blade ranner, Pac-man… Come può non piacere?
    L’idea è ottima, anche se non nuovissima, vi sembrerà strano ma di questo libro non avevo ancora sentito parlare.
    … yaggdrasilly dice che può piacere a chi si sente un poco ”nerd”: Mai stato nerd… spero mi piaccia lo stesso
    ALEX: Ottima recensione, ottimo articolo, e grazie per il consiglio letterario: LO PRENDO!

Rispondi a mcnab75 Annulla risposta

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