scrittura

Cinquanta sfumature di m*rda

25thHour
Non vi tedierò coi dettagli.
Vi basti sapere che questi sono stati anni molto particolari, a contatto diretto e indiretto con la gloriosa editoria italiana.
Specifico che io non lavoro né pubblico con editori tradizionali. Non sono per principio contrario al loro operato, infatti ho avuto modo di conoscere molto da vicino alcune ottime case editrici, in un paese in cui lavorare bene è sempre più difficile.
Nella lista dei buoni vanno per esempio inserite Multiplayer, ISBN, Mezzotints, Meridiano Zero, alcune cose di Gargoyle, Fratelli Frilli e altre, più alcune realtà oramai scomparse.
Il resto? Terribile. Un mix di disonestà, incompetenza, approssimazione, superbia, spocchia, ignoranza.
Non a caso è un ambiente che si sta accartocciando su se stesso. All’editoria italiana dedico dunque questo post: Cinquanta Sfumature di Merda. Cinquanta chicche che ho vissuto in prima persona.
Buona lettura.

Cinquanta sfumature di merda – Brutture dell’editoria italiana

  1. Le case editrici che pubblicano previo versamento di un contributo.
  2. Le webzine che chiedono di scrivere per loro degli articoli non retribuiti.
  3. Quelle che ti chiedono anche 20 euro di “iscrizione”. Sai, perché noi ci autofinanziamo.
  4. Gli editori che organizzano le antologie come se fossero partite scapoli/ammogliati.
  5. Quelli che invitano sempre l’amico dell’amico dell’amico.
  6. Gli editori che organizzano le antologie e al momento della pubblicazione cambiano le carte in tavola.
  7. Quelli che chiedono le recensioni pilotate.
  8. Quelli che chiedono le recensioni pilotate e non sono nemmeno abbastanza generosi da proporti un compenso.
  9. Gli editori che indicono concorsi truccati.
  10. Quelli che dicono di fare cultura, e invece pubblicano più che altro robe di culi e tette (o di peni maschili).
  11. Le case editrici che cercano i cloni del titolo che va di moda. Cloni di Hunger Games, cloni di Twilight etc etc.
  12. L’editore che pubblica robe tipo 2500 racconti dell’orrore, tanto per assicurarsi di vendere almeno 2500 copie.
  13. La casa editrice che ti contatta solo per elemosinare una promozione sul tuo blog.
  14. E quella che ti spamma ventordici volte al giorno.
  15. L’editore che ti chiede un racconto per un’antologia, tu lo scrivi e l’antologia poi non si fa.
  16. Quelli che aprono blog e webzine “indipendenti”, ma che guardacaso parlano bene solo degli autori di scuderia.
  17. Le case editrici che pubblicano solo poesie, però soltanto dopo aver aperto un gruppo facebook a cui sono iscritti mille poeti.
  18. Lo scrittore che fino a ieri parlava male degli editori, e poi apre una sua casa editrice.
  19. Lo scrittore che parlava male degli editori, e poi pubblica con loro e li santifica.
  20. Lo scrittore che entra a far parte di una casa editrice e diventa stronzo.
  21. Lo scrittore che ucciderebbe sua nonna inferma per pubblicare con un microeditore di quartiere.
  22. Gli editori che passano il loro tempo a prendersela con gli autori autoprodotti.
  23. E quelli che invece preferiscono prendersela direttamente con gli ebook.
  24. I blogger ipercritici, che vogliono la morte dell’editoria, e poi aprono una casa editrice.
  25. Quelli che fanno la stessa cosa, ma che aprono un’agenzia letteraria.
  26. I blogger che si dichiarano “signori e padroni” di una corrente letteraria, pur essendo solo dei palloni gonfiati.
  27. Gli editori che si mettono a leccare il deretano ai blogger del punto 26.
  28. Gli editori che pagano le recensioni sui grandi quotidiani nazionali.
  29. Gli editori che si affidano a traduttori alle prime armi e a editor scadenti, per risparmiare.
  30. Gli editori che non capiscono un cazzo di come si gestisce un’attività imprenditoriale.
  31. Quelli che non ci capiscono un cazzo, ma si atteggiano come se lo facessero.
  32. Le case editrici che non pagano gli autori.
  33. Quelle che approfittano degli esordienti.
  34. Quelle che danno spazio agli scrittori sedicenni “perché è di moda”.
  35. Quelle che danno spazio a scrittori vecchi stanchi (e un po’ stronzi), che dovevano ritarsi vent’anni fa.
  36. Gli editori che vendono libri a più di 20 euro.
  37. Quelli che spezzettano dei romanzi unici in due o più volumi, triplicando gli introiti a discapito dei lettori.
  38. Quelli che acquistano i diritti per una saga e poi ne pubblicano solo una parte.
  39. Le case editrici che non hanno nessun vero esperto dei generi di cui si occupano.
  40. Le case editrici che credono ancora di operare nel mercato dei libri del 1979.
  41. I blogger che si fanno comprare con una copia staffetta.
  42. I blogger che di nascosto vengono prezzolati dagli editori.
  43. Gli editori che assumono personale incompetente.
  44. Gli editori che non assumono, bensì sfruttano.
  45. Quelli che organizzano i saloni, le mostre, gli eventi, solo per menarselo a vicenda.
  46. Gli editori che non riconoscono nemmeno Bukowski.
  47. Quelli che pubblicano 1000 ristampe di Dick, King, Asimov.
  48. L’editore di fantascienza che in TV dice che la moda del momento è il cyberpunk.
  49. Le case editrici che vendono gli autori, e non i libri.
  50. Quelle che invece vendono ebook a dieci euro.

Questa simpatica Top 50 è stata scritta con l’adeguato sottofondo.
Spero che l’abbiate apprezzata.
Buona giornata a tutti!

– – –

Alex Girola – follow me on Twitter

Segui la pagina Facebook di Plutonia Experiment

43 risposte »

  1. Io aggiungerei anche chi inneggia agli ebook e alla morte del libro cartaceo e le case editrici grandi a cui chiedi una copia cartacea da recensire e loro ti vogliono inviare il pdf. Ma mettetevelo come supposta, il pdf!

  2. 46. Gli editori che non riconoscono nemmeno Bukowski.
    mi sono letto il link, non so come dirlo… ma mi sono spaccato in due dal ridere. Perchè infondo per fare una cosa non è necessario saperlo fare, basta farlo credere.
    Ok dopo questo inciso sgrammaticato dubito che qualcuno voglia mai pubblicare qualcosa di mio 😀 (e meno male così posso continuare a leggere)

  3. Io ancora non ci posso credere, all’articolo su Bukowski, che è divenuto in brevissimo tempo uno dei miei prediletti…

    “la tua narrazione è molto frenetica, troppo caotica, come se scrivessi troppo velocemente.”

    Hai capito, Hank? Quaggiù non sei nessuno.

    OMG.

  4. Mamma mia che tristezza, sembra un film horror e invece è praticamente tutto vero. Poveri noi lettori e anche scrittori che tentiamo di navigare in questo mare di…

  5. 51: gli editori che scherniscono gli sforzi di chi cerca almeno di farsi leggere da uno straccio di redattore, e 5 minuti dopo incensano il romanzo d’esordio di una perfetta sconosciuta che GUARDA LA COINCIDENZA porta il loro stesso cognome…
    52; le case editrici di ebook al cui sito puoi iscriverti come “talent scout” in modo da leggere a sbafo tutto quello che vuoi, così non compri nulla e gli autori non guadagnano nemmeno quei 2 euro del prezzo di copertina…
    (…continua…)

  6. Bella lista, molto completa.
    E tuttavia, considerato il consenso plebiscitario suscitato da questo post, c’è da domandarsi come sia possibile che simili pratiche – o il loro equivalente low-tech – persistano da almeno trent’anni.

  7. Posso aggiungerne uno io? I giornalisti che non hanno ancora capito che la vera letteratura è cambiata e sono ancora dietro ai soliti noti per passare il tempo (odiando poi quelli che riescono senza di loro). Ottimo post, quando ci vuole ci vuole.

    • I giornalisti che fanno critica letteraria spesso e volentieri non leggono nemmeno i libri che recensiscono. Al limite si studiano il comunicato stampa. (Non tutti, per carità!)

  8. And:
    – gli autori costretti a fare i venditori porta a porta
    – gli editing (quando li fanno) e le copertine fatti con i piedi per risparmiare
    – i librai che si rifiutano di ordinare il tuo libro fingendo che non esiste
    – la distribuzione nazionale che consiste nell’aspettare che il suddetto libraio faccia l’ordine
    – gli editori che si rifiutano di fare le versioni ebook dei libri e quando le fanno o le fanno coi piedi o le fanno pagare oro colato (anche se questa è già stata detta XD)
    – gli agenti letterari che accampano tutte le scuse dell’universo per rifiutare la maggior parte dei testi che arrivano intascandosi magari la tassa di lettura in cambio a volte di schede di valutazione… discutibili
    – gli agenti letterari che rifiutano di rappresentarti persino se ti presenti da loro con già il contratto in mano
    – i millemila concorsi per racconti che ti offrono in cambio solo la pubblicazione in antologia senza versare uno straccio di royalty o un misero premio
    – i concorsi che invece ti premiano con una meravigliosa e mirabolante targa commemorativa – dietro pagamento di quota di iscrizione
    – le pubblicazioni in ebook dalle quali guadagni e vendi meno che ad autopubblicarti su amazon
    – le piccole CE che invece che aiutarti a vendere il tuo libro te lo blindano con zero distribuzione e prezzi folli portandoti ad avere meno lettori di un autopubblicato e di fatto uccidento il tuo romanzo
    – i grandi editori che aprono la ricezione dei manoscritti per fare scena ma alla fine accettano solo testi dagli agenti di cui sopra e non ti calcolano se non sei spinto da qualcuno
    – i DRM! Non c’è un punto sui DRM? che complicano solo la vita a chi compra onestamente
    – i cialtroni che si professano contro l’editoria a pagamento e poi aprono case editrici a pagamento
    – i cialtroni che hanno pubblicato due libri con editori discutibili e che si spacciano per esperti di scrittura e spacciano in giro i loro manuali
    – i lettori che “se autopubblichi sei un poveraccio” “se pubblichi con un piccolo editore non so chi sei e mica mi fido (a comprare online)” “se pubblichi in ebook, ah il profumo della carta” “se pubblichi con una grande CE sei solo un incapace raccomandato/molto fortunato che segue le mode” tutte le scuse sono buone per non comprare un libro…

    Ok la pianto XD era tanto per spargere un po’ di ulteriore allegria XD

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.