I misteri della New York sotterranea

Empire State videogame

Speleologia e archeologia urbana sono due discipline relativamente poco conosciute, ma molto affascinanti.
Quando mi capita leggo i libri che trattano dell’aspetto ctonio e misterioso delle grandi città, da Milano a Roma, da Londra a Parigi. Qui su Plutonia Experiment ho trattato pochissime volte l’argomento, ma questa è l’occasione buona per rompere il ghiaccio. Del resto sul vecchio Blog sull’Orlo del Mondo me ne ero occupato in più di un’occasione (e magari recupererò anche quegli articoli).
Credo che la passione per tematiche del genere nasca da un interrogativo che solo le persone amanti del “fantastico” sono in grado di porsi: su cosa camminiamo? E, ancora: cosa c’era qui, molti secoli fa, prima che costruissero la città?
Domande che danno modo di immaginare un mondo sotterraneo e nascosto ai più, ma effettivamente esistente e perfino esplorabile (ma non certo da noi principianti!).
Col presente post, ricavato dall’articolo di Vincent Lemma per il Shan Newspaper, vi conduco per esempio nel sottosuolo della città più famosa al mondo, New York City…
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Che scenario viene in mente parlando della Grande Mela? Grattacieli, Times Square, il ponte di Brooklyn, Central Park e tutti gli altri luoghi simbolici che conferiscono a questa città un posto di primo piano nell’immaginario comune.
Ma la città ha un’altra identità, nascosta sotto i piedi di milioni di persone e sotto le strade di questa torreggiante megalopoli.
Andando a New York non sentirete mai parlare di questa realtà. Perché? Beh, perché molti degli abitanti non sanno neanche che esiste. Tunnel nascosti, basi segrete, fiumi interrati e chissà cos’altro si cela nell’oscuro e claustrofobico sottosuolo roccioso di Manhattan. Non è per niente esagerato dire che l’agglomerato del mondo superiore ha una sorella oscura che risiede pochi metri più in basso, e le cose che contiene rendono questa città ancora più seducente ed accattivante.

(…)

Grand Central Terminal
Grand Central Terminal

Facendo due passi fuori dal Grand Central Terminal e dirigendosi verso la 34esima West, si può vedere l’edificio più caratteristico della città: l’Empire State Building. Questa pietra miliare è un monolito di 102 piani che fu inaugurato nel 1931 a seguito di lavori di costruzione velocissimi.
I suoi terrazzi panoramici offrono una vista senza pari dell’area metropolitana. Certamente un gigante del genere richiede delle solide fondamenta, e l’Empire le ha.
Le sue colonne di supporto affondano nel sottosuolo roccioso di Manhattan per 20 metri e tengono ancorato il grattacielo. Quello che pochi sanno è che l’edificio si trova posizionato sopra un vecchio fiume che scorreva nel mezzo del terreno, precedentemente noto come la Fattoria Thomson, che fu venduta alla fine del 1800 per fare spazio al futuro sviluppo urbano.

All’inizio del 1930 cominciarono le opere di scavo per le fondamenta dell’edificio. Lunghe colonne furono impiantate nel terreno e nella roccia e quindi furono utilizzati esplosivi per scavare la zona. L’area aveva già ospitato lavori sul territorio per strutture precedenti, come il vecchio ospedale e la Magione Astor sulla Fifth Avenue (in Italia conosciuta anche come la Quinta Strada); ma la costruzione dell’Empire distrusse infine tutte le tracce di corsi d’acqua in superficie. Infatti, il fiume che si trovava lì scorre ora sotto il livello stradale ed è corretto dire che l’Empire State Building è veramente costruito su un fiume.
Cemento rinforzato e griglie d’acciaio si immergono sottoterra per stabilizzare il tutto per un totale di 6 livelli sotterranei. Il fiume scorre all’ultimo di questi livelli e ci sono pompe in azione tutto il giorno per smaltire l’acqua, pompandola nel sistema fognario di NewYork. Chi avrebbe mai pensato che un fiume potesse dare il via libera all’architettura moderna?

Empire State Building.
Empire State Building.

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Pensate al sottosuolo di New York come ad un labirinto: i labirinti hanno vicoli ciechi che non portano da nessuna parte. Bene, lo stesso vale per gli scavi sotterranei della città; un vero e proprio labirinto tridimensionale con nicchie e angoli che erano (e sono tutt’ora) usati per ogni scopo.
Uno di questi impieghi funzionali e creativi prese forma negli Anni Ruggenti, gli anni ’20 del ‘900, quando negli Usa era in vigore il proibizionismo. Le innumerevoli stanze segrete sotterranee erano utilizzate per la distillazione di liquori e per immagazzinare ogni tipo di alcolico, dato che bere era proibito.

Un famoso locale di Midtown, conosciuto come il Club 21, era uno dei tanti bar clandestini dell’era del proibizionismo, che in inglese si chiamavano “speak-easy”, dove si servivano alcolici lontano dagli occhi dei federali. Approvvigionava l’élite newyorkese, che era tutto fuorché pronta a rinunciare agli alcolici. Così il Club 21 mise a punto un acuto stratagemma per gestire la situazione. Una guardia teneva d’occhio l’ingresso al piano superiore da dietro una porta chiusa, premendo un pulsante quando i federali erano nei paraggi. Un segnale andava al piano di sotto al barista, che premeva allora un altro pulsante per attivare il sistema di scaffali rotanti che gettava tutte le bottiglie di vino e di liquore in un canale di scolo diretto alle fogne. I federali, entrando nel locale, avrebbero solo trovato la crème de la crème avvolta in colloqui mondani degustando gustose prelibatezze.

Non fu mai trovato alcol, perché i proprietari dello speak-easy immagazzinavano il tutto in una camera segreta che si trovava alla fine di un corridoio senza uscita. Un bianco muro di mattoni con piccoli fori nascondeva il suo vero scopo – un passaggio per il magazzino. Si infilava uno spiedo attraverso una combinazione di fori e così si sbloccava l’entrata, composta da una porta blindata d’acciaio integrata nello stesso muro di mattoni. Era veramente pesante, ma custodiva la merce tanto ambita con efficienza.

(…)

Atlantic Avenue Tunnel.
Atlantic Avenue Tunnel.

Probabilmente il tunnel della metropolitana più antico del mondo si cela sotto le strade di Brooklyn, proprio di fronte all’East River di Manhattan. Costruito nel 1840, fu riscoperto solo nel 1981; il tunnel di Brooklyn corre sotto l’Atlantic Avenue nel centro di Brooklyn e originariamente arrivava fino al porto. L’accesso al tunnel è un tombino nel mezzo della trafficatissima Atlantic Avenue. Ora c’è un muro nel tunnel che aspetta di essere scavato, ma per il momento l’estensione copre un chilometro circa. Più di settecento immigrati irlandesi costruirono il tunnel in sette mesi, usando gli stessi metodi utilizzati dai Romani.
Questa metropolitana fu probabilmente commissionata dai Massoni di New York, per usarla come mezzo di trasporto da Long Island, dato che al tempo erano i maggiori funzionari del Comune. Questa metropolitana, che andava a vapore, entrò in funzione intorno al 1844, più o meno 60 anni prima della metropolitana ufficiale di New York e in anticipo di 20 anni sulla metropolitana di Londra.

–> L’articolo completo lo trovate qui.

Cunicoli a Midtown
Cunicoli a Midtown.

 

C’è poi molto altro materiale reperibile sui sotterranei della Grande Mela, partendo dai recenti articoli (fine febbraio 2013), che riguardano alcuni lavori attualmente in corso, per costruire nuovi tunnel della rete metropolitana.
Questi scavi hanno riportato alla luce una serie di misteriosi cunicoli – finora completamente sconosciuti – che creano una sorta di “foro romano” sotto la parte orientale della metropoli, da Midtown all’Upper East Side.
Qui sopra potete vedere una foto piuttosto intrigante, in cui si notano due di questi cunicoli.

Un’ultima chicca. C’è un giovane laureato in beni culturali, Steve Duncan, che a soli 32 è una sorta di “guida turistica” della NY sotterranea. Tra le tante particolarità di cui si occupa, ci sono anche delle visite guidate, su percorsi legalmente percorribili, a disposizione di curiosi e turisti. Ci sono poi delle semplici ma affascinanti tappe nella undercity, che possono essere anche fatte singolarmente. Per esempio:

Una cosa che si può provare a fare è prendere la linea 6 verso sud, e rimanere sul treno dopo la fermata Brooklyn Bridge. E’ l’ultima fermata e tutti i passeggeri devono scendere. Il treno proseguirà e percorrerà un anello lungo la vecchia stazione di City Hall, oggi abbandonata, per poi riapparire girato verso nord. E’ una stazione meravigliosa, con archi e mattonelle, ed è la prima stazione che è stata aperta nel 1904, ma abbandonata dal 1945.
E’ legale rimanere sul treno mentre percorre il loop, ma attenzione perché la polizia della metro spesso non conosce i dettagli delle leggi e diranno che non è così. In quel caso, meglio non litigare e tornare più tardi.

Se l’argomento vi ispira, vi consiglio di visitare il suo sito personale. Scarno dal punto di vista grafico, ma ricco di racconti delle esplorazioni sotterranee di Steve, e di foto scattate in vari punti della undercity (non solo di NY).
Da lì potete anche prenotare direttamente un’escursione sotterranea con Steve come guida. Il percorso è affascinante. Se solo lo avessi scoperto prima, ci avrei fatto un pensierino.

Una cisterna sotterranea, nei pressi di Yonkers (foto di Steve Duncan, tutti i diritti riservati).
Una cisterna sotterranea, nei pressi di Yonkers (foto di Steve Duncan, tutti i diritti riservati).

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17 commenti

  1. Eccellente post!
    Io ho scoperto l’esistenza del New York River dalle pagine di “The Astounding, the Amazing and the Unknown”.
    Il fiume è in effetti accessibile dai sotterranei dell’Empire State Building.

    1. Grazie!

      Pensa che io sul sottosuolo di NY avevo fatto delle ricerche per scrivere Pandemic AD.
      E qualche dritta geologica me l’avevi data tu 😉

  2. In diversi romanzi di Preston & Child si parla degli underworld di Manhattan , in maniera molto intrigante !

  3. Interessante. Anche Parigi (per non dire Roma) hanno città sotterranee e poco conosciute in cui si nascondono sorprese di ogni genere, e non solo a livello archeologico.

  4. post imperdibile. Proprio ieri sera c’era un documentario (sulla Dig- TV focus?) che parlava del territorio di N.Y. nelle varie ere preistoriche.
    Niente accade per caso… (che esattamente non so cosa voglia dire!)

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