film · recensioni

Apocalypse Domani (1980)

Apocalypse Domani

Apocalypse Domani
di Anthony M. Dawson (Antonio Margheriti)
Italia/Spagna 1980

Sinossi

L’ufficiale dell’esercito americano Norman Hopper (John Saxon), mentre svolge il suo servizio durante la guerra del Vietnam, salva due commilitoni prigionieri dei vietcong e ridotti al cannibalismo. Uno di questi lo morde. Anni dopo, ad Atlanta, Hopper viene chiamato perché Charlie (Giovanni Lombardo Radice) ha dato di matto ed è asserragliato in un supermercato minacciando di far fuori chiunque. Sembra solo un problema di instabilità mentale, ma, come lo stesso Hopper si accorgerà a proprie spese, in realtà è molto più serio e una piaga cannibalesca sta per abbattersi sulla città. (Fonte: MyMovies)

Commento

Pur essendo uno dei film meno noti del periodo d’oro degli horror movie made in Italy, questo Apocalypse Domani (conosciuto anche come Cannibal Apocalypse) era una costante delle notti estive degli anni ’80 e ’90, in cui le piccole reti regionali facevano a gara per trasmettere i filmacci più sanguinari dell’epoca. Pellicole rimaste a loro modo nel cuore degli appassionati, ma oramai reperibili solo in edizioni DVD da collezionisti.

Apocalypse Domani è un titolo che diverge dai consueti scopiazzamenti dei film americani, pratica diffusissima ell’epoca e non troppo lontana dal plagio vero e proprio. La pellicola di Margheriti si pone infatti come interessante crossover tra tre generi molto in voga in quegli anni: zombie movie, film bellico e cannibal movie.
Gli spunti felici non mancano, su tutti quello di un contagio (fisico e/o mentale, non c’è una chiara risposta) nato durante la guerra in Vietnam e in grado di diffondersi ovunque, dai militari ai civili, partendo proprio da un gruppetto di veterani che costituisce il focolaio di infezione iniziale.

Questo plot particolarmente curioso e affascinante si perde, al solito, in alcune grossolanità di produzione. Si dà più spazio al lato gore ed exploation del film, abbandonando una ricerca più sottilee simbolica. Aspetto, questo, che è al contempo un pregio e un difetto di questa pellicola italo/spagnola.
Pregio perché non ci sono pretenziose ricerche di un contesto elevato (pur non mancando una grossolana condanna della guerra in qualità di portatrice di molti mali).
Difetto perché Apocalypse Domani lascia perdere quasi subito ogni pretesa di elevarsi sopra la media del b-movie trash, restando anzi saldamente ancorato a quel filone.

Apocalypse Domani [3]

La presenza di un solido attore quale è John Saxon dà senz’altro un pizzico di qualità in più al film, che per il resto si avvale di tanti volti noti dell’epoca, tra cui Giovanni Lombardo Radice e Wallace Wilkinson.
Ci sono dei momenti godibili, in questa produzione semidimenticata. Innanzitutto la scena in cui il già citato Radice viene ucciso con una fucilata che lo buca da parte a parte, con tanto di ripresa attraverso l’orrida ferita. In seconda battuta vale la pena ricordare l’inseguimento finale nelle fogne, ben realizzato, mentre lo strano virus del cannibalismo sta pian piano dilagando in città.

Non vi stupirà scoprire che è uno dei tanti titoli ritenuti cult da quei due pazzoidi che rispondono al nome di Quentin Tarantino e Joe Dante.
Se non altro, mettiamola così, era il periodo in cui i registi giravano ancora degli horror decenti, e perdipiù negli States (Apocalypse Domani è stato realizzato quasi interamente ad Atlanta).
Da qui a alle commedie teen che spopolano negli ultimi due decenni il passo è infinitamente lungo, e purtroppo all’indietro.

cannibal_apocalypse_poster_01

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

2 risposte a "Apocalypse Domani (1980)"

  1. Che ricordi!
    Visto molti anni or sono quando avevo ancora la mania di registrare i film su VHS con il videoregistratore.
    Dovrei recuperarlo, perché mi ricordo che mi piacque sopratutto lo strano connubio di generi diversi.
    Le ultime due righe riassumono perfettamente perché il cinema italiano (almeno un certo tipo di cinema) non esiste più.

  2. Si evince chiaramente il madornale mutamento che l’immaginario di più generazioni ha subito. Oggi sarebbe impensabile trovare un produttore disposto a investire in una simile operazione.

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