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Frankenstein’s Army (2013): Recensione

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Frankenstein’s Army
di Richard Raaphorst
Olanda 2013

Sinossi

Siamo verso la fine della seconda guerra mondiale. Un gruppo di soldati russi, durante alcune ispezioni nella Germania orientale, si imbatte in un laboratorio segreto nazista, in cui scopre che gli scienziati, per eseguire i loro esperimenti, si sono ispirati al lavoro del leggendario dottor Viktor Frankenstein. Il risultato è che hanno creato un esercito di uomini ottenuti riassemblando le parti dei corpi dei soldati morti in battaglia… (fonte: http://www.mymovies.it/)

Commento

Richard Raaphorst è il tizio che aveva intenzione di realizzare un fichissimo film in cui, durante la finale dei mondiali in Germania del 2006, i tedeschi, per vendicarsi della sconfitta causata dagli olandesi, resuscitavano una divisione di SS zombie per invadere i Paesi Bassi.
Più o meno.
Purtroppo quella pellicola non venne mai girata, credo per mancanza di fondi, ma il buon Raaphorst non ha abbandonato l’idea di dare il suo contributo al particolarissimo genere nazi-zombie, che dagli anni ’60 a oggi conta un nutrito e silenzioso seguito di fans.

Ecco quindi Frankenstein’s Army, che parte da un’idea di base che – permettetemi la nota di colore – ho già utilizzato io, tre anni fa, per scrivere la mia prima trilogia dieselpunk (Prometeo e la Guerra).
Fine della parentesi personale.

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Frankenstein’s Army ha un grosso difetto a monte, che mi ha fatto apprezzare il film molto meno del dovuto: il regista l’ha voluto girare sulla falsariga del found footage, vale a dire del “vero” filmato ripreso dalle truppe sovietiche in tempo di guerra. Una scelta in linea con la moda degli ultimi anni ma che, soprattutto, giustifica un budget ridotto, visto che le riprese finto-amatoriali permettono di risparmiare sugli effetti speciali, semplicemente evitando di mostrare alcune scene, che sarebbero risultate troppo complicate da realizzare.

Diciamoci la verità: found footage e mockumentary hanno un po’ rotto le scatole. Questo filmaccio a metà tra l’horror e il dieselpunk non fa eccezione. La pellicola in realtà resta godibile, soprattutto per la presenza – notevolissima – dei mostri di Frankenstein creati dai nazisti, che ovviamente sono ben lieti di fare a pezzi i poveri soldati russi che incappano nel loro laboratorio/fabbrica. Le creature sono un bel vedere, una moltitudine variegata (questo è importante sottolinearlo) di abominii molto dieselpunk, e anche molto horror.

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Tutto il resto, a mio parere, è un grosso “mah!”
A partire dai russi da cliché, che parlano in inglese, ma con l’accento oltrecortina in stile cartone animato degli anni ’80. Una scelta che fa sorridere, anche se può essere interpretata come volontaria, per porre il film sopra le righe, quasi come un vecchio pulp di guerra.
Gli attori, ammesso che in una sceneggiatura del genere abbiano davvero qualche peso, sono più o meno intercambiabili, a eccezione del nipotino del Doc. Frankenstein, che si distingue per figaggine.

Dunque, che dire, in conclusione? Frankenstein’s Army è un film da vedere, ma solo per gli amanti del genere, che in un modo o nell’altro si divertiranno come scimmie che si tirano la cacca (ovvero, senza sapere esattamente il perché). Si poteva fare obiettivamente molto meglio, anche se, per fortuna degli appassionati, la parte meramente estetica è ben oltre la sufficienza, probabilmente per l’impegno profuso da Raaphorst in persona, in segno d’amore per i suoi mostroni di ferraglia e carne putrefatta ambulante.

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– – –

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16 risposte a "Frankenstein’s Army (2013): Recensione"

  1. Peccato. Il trailer appariva gustoso, stuzzicante e poi il binomio horror/nazismo ha un potente ascendente e da quel che leggo, non solo per il sottoscritto. Visto il plot, una film più “tradizionale” ne avrebbe senz’altro acuito pregi e diminuito difetti ma si sa che il dio denaro impone scelte spesso infelici… Lo recupererò soltanto per la fascinazione estetica, in attesa di scrivere qualcosa di totalmente immerso in queste atmosfere, hai presente l’Okkultist sektion?

  2. Visto un mesetto fa su suggerimento del buon Lucius Etruscus. Come tu dici giustamente, il film ti prende nonostante rasenti a più riprese il ridicolo. A mio parere – e davvero non si come – mantiene anche una sottile ma decisa atmosfera di allucinato, malato e mostruoso che non ti lascia indifferente. Alcune delle creature poi sono – in tutti i sensi – fenomenali.
    (La pattuglia russa, in effetti, meriterebbe il trattamento delle scimmie indicato sopra)

  3. Perfettamente d’accordo con te: creature entusiasmanti e storia troppo debole. E poi, io sarò anche una rompiscatole con certi tecnicismi, ma quell’agilità di ripresa, con apparecchiature audiovisive degli anni ’40, non la puoi avere in nessun modo.
    Sì, è un’osservazione inutile, lo so da me. Però per tutto il film continuavo a pensare: non è possibile, non è possibile, non è possibile.
    E non mi sono goduta il film.

    1. E hai ragione. E qui si vede l’occhio di chi è del mestiere. Io continuavo invece – la prima parte – a guardarla dal punto di vista operativo/militare. Mi continuavo a dire che non aveva alcun senso inviare in quel modo una pattuglia priva di qualunque appoggio, e così assurdamente costituita, senza la minima professionalità. A meno che non la si volesse far annientare. Cosa puntualmente avvenuta.
      Saremo pignoli? 🙂

  4. Si, il film è godibile.
    Abbastanza realista sul carattere storico di alcuni dei personaggi: i russi infervorati da un’ideologia MOSTRUOSA quanto quella nazista (e cioè quella comunista) si comportano spietatamente come fecero in guerra. Uccidono un bambino e tagliano le dita un vecchio. Fortunatamente a noi in Italia andò meglio 😉
    Film carino, niente di eccezionale. Confidiamo in un sequel dove nella dittatura comunista gli scienziati con i dissidenti politici fabbricheranno altri mostri.

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