fumetti · recensioni

Revolver (di Matt Kindt): recensione

Revolver

Revolver
di Matt Kindt
Bao Publishing
173 pagine b/n, 17 euro

Sinossi

Cosa succede quando il mondo cambia completamente nel corso della notte? Tormentato da un capo tirannico e da una noiosa fidanzata materialistica, Sam si sveglia e scopre una realtà cambiata, ma in peggio. L’influenza aviaria ha ucciso milioni di persone e una bomba ha distrutto Seattle. Ma quando si sveglia il giorno successivo, Sam si ritrova nel suo mondo “normale”, per poi tornare in quello caotico l’altro ancora. In uno, non esiste alcuna legge. Nell’altro, Sam è al sicuro, ma vive come un sonnambulo la propria vita. Così ora Sam ha un problema ancora più grosso: quale mondo scegliere?

Commento

Un fumetto che sa dall’inizio alla fine di P.K. Dick, e che funziona meglio di tutti i film hollywoodiani tratti da romanzi e racconti del famoso scrittore.
In Revolver abbiamo una seria (ma non pesante o didascalica) riflessione sul concetto stesso di realtà. Cosa possiamo definire tale? Quando essa varia a seconda delle nostre percezioni, e di quelle di chi ha acquisito un medesimo controllo dei propri sensi?

Sam, il protagonista, si trova suo malgrado coinvolto in uno sdoppiamento di personalità. O per meglio dire, in una vera e propria esistenza binaria, che lo costringe a vivere in due dimensioni parallele ma divergenti.
Nella prima il suo mondo è sconvolto da un’escalation di atti terroristici che portano all’imbarbarimento della civiltà, a una limitazione quasi totale delle libertà personali, e infine a una pandemia devastante, scoppiata forse per volere umano.
Nella seconda esistenza Sam continua la sua vita normale, tra piccole vessazioni quotidiane, un rapporto di coppia fatto più di sopportazione che non di vero amore, e la sensazione di un grigiore avvolgente, monotono, dilagante.

Quando Sam si abitua alla sua duplice esistenza, riesce a percepire i limiti della sua vita “normale”. La realtà fatta di guerra, terrorismo e pandemia, serve paradossalmente a fargli conoscere meglio le persone (fidanzata in primis) che nella sua esistenza normale frequenta e sopporta più per inerzia che per scelta ponderata.
Il punto è che ciò che fa e scopre in una delle due realtà lo condiziona nell’altra, perché Sam si ricorda esattamente tutto ciò che fa in entrambe le sue vite.

mattkindtrevolver

Le cose si complicano ulteriormente quando scopre l’elemento esterno, ma ricorrente, in cui si imbatte a più riprese in tutte e due le dimensioni alternative e complementari. Si tratta di un uomo, un famoso e ricco motivatore, che forse ha a che fare con lo sdoppiamento della realtà, o che, quantomeno, si rende conto del medesimo, proprio come succede a lui.
A quel punto Sam ha diverse opzioni tra cui scegliere, nessuna della quale è però semplice o scevra di effetti collaterali a catena.

Ripeto: ottimo fumetto, che non ha il suo punto di forza nei disegni, bensì nella storia, davvero ghiotta. Fantascienza con la effe maiuscola, speculazioni di alto livello, raccontate però in uno schema narrativo che avvince e conquista.
Regalatevelo per Natale, non vi deluderà.

revolver sketch

– – –

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4 risposte a "Revolver (di Matt Kindt): recensione"

  1. Mi ha ricordato -in versione piu colta- il vecchissimo crossover tra la DC e la Milestone, “Mondi in collisione”, con un semplice postino che viveva contemporaneamente nei due universi (si addormentava in uno e si risvegliava il mattino dopo nell’altro) e che poi finiva per fare un merge delle due realtà, incapace di scegliere tra le due.

  2. Letto e apprezzato. Volevo parlarne anch’io, ma mi aveva lasciato un po’ freddino. L’idea è sviluppata molto bene, soprattutto nell’interazione fra i due mondi da parte di chi è consapevole. Meno rilevante, forse, è il Revolver, a cui avrei dato maggiore evidenza – limite mio, forse. Però lettura gradevolissima, che mantiene le promesse della quarta (e non è poco).

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