doom

Tira più un link che un carro di buoi

carro di buoi

La banalità del giorno: sono i link che fanno girare la Rete.
Perché uno può essere un bravo blogger, un bravo scrittore, un bravo cantate, un bravo… insomma, uno in gamba, ma se il famigerato “popolo del Web” non condivide – letteralmente parlando – ciò che propone, la sua visibilità rimarrà sempre poca.
Se il tizio in questione è una capra ignorante, questo è il suo giusto destino: l’oblio degli stolti. Anche se spesso e volentieri la Rete premia gli idioti, ma vabbé, non è di questo che parliamo oggi.
Se, al contrario, il nostro Mister X è un tipo in gamba, ma subisce ostracismo, la cosa diventa un tantino irritante. E – mi sbaglierò – là fuori tira un’aria bruttina. C’è una competitività grezza e un po’ sleale che ogni tanto mi dà sui nervi. Ci posso fare qualcosa? No.
Ma ne posso parlare.

Esempio: uno degli autori che ha partecipato al progetto collettivo Due Minuti a Mezzanotte vince un concorso di scrittura per una casa editrice (un’associazione culturale, forse, le differenze son sempre più questioni di lana caprina). Visto che proprio 2MM è l’unica nota bibliografica di un certo valore di questo giovane scrittore, sarebbe stato carino citare il link nel comunicato stampa, fatto girare praticamente ovunque.
Secondo voi l’editore in questione l’ha citato?
No, ovviamente. C’è giusto un riferimento a 2MM, ma senza link. Si vede che inserirlo era uno sforzo eccessivo da reggere, chissà.

Già ai tempi del Survival Blog, tra plagi e scopiazzature varie ed eventuali, nessuna webzine di settore ci ha fatto il piacere di nominarci, nemmeno negli articoli in cui presentavano ebook molto, ehm, simili ai nostri (un caso, sicuramente) e presto dimenticati, forse perfino dai loro autori. Anzi, c’è stato anche il caso di un redattore di una di queste webzine che, contattato in privato, mi ha risposto che le cose vanno così, che noi non siamo appoggiati a una casa editrice, e che quindi dobbiamo starcene muti e “piantarla di frignare”.
Professionale, vero?

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Mi capita poi di vedere altre iniziative italiane inerenti i supereroi, proprio come il nostro 2MM, senza che facciano un cenno, un riferimento, un link di rimando al lavoro fatto da un gruppone di oltre 40 autori, blogger, giornalisti etc.
Quindi non mancano di rispetto a me – in tal caso avrei risolto la questione privatamente – bensì a un nutrito team di persone, e a migliaia di lettori appassionati.
I numeri macinati da questi progetti – 2MM e Survival Blog – erano di quelli importanti. Non esattamente qualcosa che sfugge all’attenzione di chi si occupa di argomenti quali la narrativa horror o fantastica in Italia. Quindi, o questi tizi vivono nella Fortezza della Solitudine, oppure tacciono per scelta.

Scelta lecita, per carità.
Ma dettata da cosa? Io – che oggi sono incazzato – penso soprattutto dalla volontà di non fare pubblicità alla concorrenza.
Solo che la concorrenza esiste soltanto nella testa dei malfidenti. Non c’è concorrenza. Viceversa, un progetto potrebbe fare da traino a un altro, con giovamento di tutti. C’è spazio per tutti. Il meccanismo di siti quali Kindle Amazon Self  ne sono la prova, ma la lezione a quanto pare non è servita.
O forse siamo ancora in pochi a pensarla così, qui da noi.
Poco male: io continuerò a segnalare iniziative non mie che mi sembrano valide, oneste e gestite da gentiluomini.

kiss my ass

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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24 risposte »

  1. Sai come la penso.

    Chiunque creda che in questo campo i colleghi siano invece avversari o nemici è semplicemente stupido, e non voglio essere offensivo:il loro cervello non riesce ad elaborare le strutture di base del funzionamento di questo campo, capita, non credo nemmeno sia colpa loro.

  2. La cosa interessante, per quel che mi riguarda, è che questi personaggi riescono in qualcosa che, per lo meno sulla carta, dovrebbe essere impossibile, vale a dire fermare il passaparola sul web.
    In realtà è qualcosa di cui parla spesso Seth Godin nei suoi saggi – esistono personaggi “nodali” nella rete, quelli che gestiscono una quantità di link, quelli che hanno blog che tutti leggono, quelli che riprendendo una campagna o un prodotto possono farlo diventare virale.
    Ed è curioso che nel nostro angolino di rete, questi personaggi siano molto più impegnati a bloccare l’informazione che a farla circolare.
    D’altra parte, questi nodi forti della rete non scaturiscono dal nulla – vengono scelti dal pubblico.
    Forse sarebbe ora che il pubblico cominciasse a farsi delle domande sulle proprie scelte.

    • Bad influencers, dunque.
      Ma è proprio perché hanno ka legittimazione dei lettori che possono ergersi a censori di specifici settori.
      Direi che il pubblico ha come parziale attenuante di non comprendere certi meccanismi. Anche se, arrivati a un certo punto, credo che diventino evidenti.

  3. Urca, son balzato dalla sedia leggendo “uno degli autori che ha partecipato al progetto collettivo Due Minuti a Mezzanotte vince un concorso di scrittura per una casa editrice (un’associazione culturale, forse, le differenze son sempre più questioni di lana caprina). Visto che proprio 2MM è l’unica nota bibliografica di un certo valore di questo giovane scrittore, sarebbe stato carino citare il link nel comunicato stampa, fatto girare praticamente ovunque.
    Secondo voi l’editore in questione l’ha citato?
    No, ovviamente. C’è giusto un riferimento a 2MM, ma senza link. Si vede che inserirlo era uno sforzo eccessivo da reggere, chissà.”

    Ma questo potrei, con la forzatura di “giovane” e “scrittore” essere io, questo ho pensato!
    Per la verità ho fatto di peggio, perché più semplicemente non ho messo 2MM -Nativity proprio perché non lo sentivo “solo” mio, avendo peraltro recitato solo una particina, senza alcun spin-off o altro.
    Chiedo scusa a nome di tutti, e se mi capiterà di nuovo farò inserire a forza link al progetto

  4. Immaginavo. Non è una vittoria, più semplicemente c’è un mio raccontino, che peraltro onestamente non reputo neanche granché, ma lì evidentemente son di bocca buona perché è piaciuto :-), sull’Antologia “Le Mele Avvelenate” curata da Alexia Bianchini.
    Qualcuna ha pubblicizzato l’antologia anche su de ebook mysteriis qualche giorno fa

  5. Su YouTube è stata sollevata una questione molto simile; i grandi youtuber tengono i propri feed bloccati quasi come se avessero paura che i loro “mi piace” o le loro iscrizioni a canali più piccoli togliesse loro iscritti.
    Forse si, è venuto il tempo di sensibilizzare la blogosfera anche su questo punto.
    C’è comunque da dire che l’internauta è molto pigro, e la sindrome dell’indice pesante gioca un ruolo fondamentale…

    • Ma in realtà i grandi influencer non hanno l’indice pesante, anzi, sono connessi 24h/d e sono onnipresenti. La questione è che non vogliono proprio aiutare quelli che loro percepiscono come concorrenti.
      Non sapevo che questa cosa fosse diffusa anche tra gli youtubers. Conosco poco quel mondo, ma potenzialmente credo sia più “gne gne” di quello dei bloggers.

  6. non so a chi/cosa si riferisce il caso specifico che citi, ma conosco il fenomeno, mi ci sono trovato dentro già alcune volte.

    e oltre a essere una cosa piuttosto misera, è a mio avviso anche miope, perché in settori come la piccola editoria (quella digitale ancora di più), il banale “scambio di link” è una pratica da cui tutti hanno da guadagnare, visto che spesso si arriva a scoprire le cose con una serie di riferimenti incrociati. chiudersi nel proprio compartimento, fingendo che non esistano altre realtà (che poi magari sono proprio alla porta accanto) non credo che porti davvero dei vantaggi.

    • Sì, dici bene, è una cosa molto miope. Anni e anni di blogging e di scambio link non hanno insegnato nulla. O forse certa gente si è solo montata un po’ la testa, chissà.
      Ma la ruota gira…

  7. Si tratta della variante narrativo-internettara di una forma mentis molto diffusa in Italia – onnipresente direi – e che è un formidabile ostacolo allo sviluppo economico: l’idea che il guadagno ottenuto dal signor X comporti immediatamente una riduzione dei guadagni dei signori Y, Z e W. L’idea, insomma, che non si possa guadagnare se non insistendo sulla stessa fetta di torta della domanda, quindi riducendo i proventi di chi già mangia la torta.

    Trasliamo questa curiosa concezione a tutti i settori merceologici e avremo questo risultato: gruppi di produttori organizzati per impedire l’accesso al mercato a coloro che non vi sono ancora entrati e per trasformare i consumatori in una riserva di caccia privata da sfruttare con prodotti scadenti e prezzi allucinanti. In sintesi, la nuova economia delle corporazioni che caratterizza l’Italia, una riedizione postmoderna dei mercati urbani del XVII e XVIII secolo.

    • Ottima analisi. Ottima e spietata.
      In effetti è un’abitudine, tutta italiana, che può essere applicata a più settori.
      Siamo rimasti fermi alle corporazioni di rinascimentale memoria, è vero.

  8. Mea culpa, l’autore in questione sono io (a meno di una notevole coincidenza).
    La casa editrice mi ha chiesto una breve biografia. Fin’ora ho pubblicato alcuni racconti dentro 2MM e miei racconti sono stati selezionati in 6 concorsi (7, ma uno non è ancora stato pubblicato). Essendo proprio grazie a 2MM che ho iniziato a scrivere racconti (prima mi intestardivo su romanzi che non ero in grado di gestire), posso dire che è stata per me un’ottima scuola, e ti sono grato per la possibilità che mi hai dato e che mi ha aiutato a crescere in questa professione, se così vogliamo chiamarla anche se fino a ora non ci ho ancora ricavato un soldo. Per questo ho voluto citare 2MM.
    Non ho inserito il link a 2MM nella biografia che ho mandato alla casa editrice, non ci ho pensato. Nessuna malizia da parte mia, volendo sarebbe stato meglio non citarlo proprio. Certo, la casa in questione avrebbe anche potuto inserirlo comunque, ma da quello che ho visto hanno solo fatto copiaincolla del mio testo. Non posso quindi essere sicuro che l’abbiano fatto apposta o semplicemente non ci abbiano fatto caso.
    Volendo, possiamo dire che c’è l’indirizzo del mio blog (non cliccabile, almeno non su facebook, non so dove altro abbiano messo l’annuncio), e che lì i link a 2MM non mancano…
    Comunque chiedo scusa. Se mai vinco un altro concorso nella biografia metto anche il link 🙂

    • Non credo affatto che sia colpa tua, figurati! La CE doveva inserire il link di suo, anche perché ci vuole un microsecondo per trovarlo… Ma ha deciso diversamente; avrà avuto i suoi buoni motivi.

      Invece complimenti per la vittoria al concorso. Bel risultato!

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