libri · recensioni

Doctor Sleep (di Stephen King)

Doctor_Sleep

Doctor Sleep
di Stephen King
Sperling & Kupfer Editore
516 pagine

Sinossi

Perseguitato dalle visioni provocate dallo shining, la luccicanza, il dono maledetto con il quale è nato, e dai fantasmi dei vecchi ospiti dell’Overlook Hotel dove ha trascorso un terribile inverno da bambino, Dan ha continuato a vagabondare per decenni. Una disperata vita on the road per liberarsi da un’eredità paterna fatta di alcolismo, violenza e depressione. Oggi, finalmente, è riuscito a mettere radici in una piccola città del New Hampshire, dove ha trovato un gruppo di amici in grado di aiutarlo e un lavoro nell’ospizio in cui quel che resta della sua luccicanza regala agli anziani pazienti l’indispensabile conforto finale. Aiutato da un gatto capace di prevedere il futuro, Torrance diventa Doctor Sleep, il Dottor Sonno. Poi Dan incontra l’evanescente Abra Stone, il cui incredibile dono, la luccicanza più abbagliante di tutti i tempi, riporta in vita i demoni di Dan e lo spinge a ingaggiare una poderosa battaglia per salvare l’esistenza e l’anima della ragazzina. Sulle superstrade d’America, infatti, i membri del Vero Nodo viaggiano in cerca di cibo. Hanno un aspetto inoffensivo: non più giovani, indossano abiti dimessi e sono perennemente in viaggio sui loro camper scassati. Ma come intuisce Dan Torrance, e come imparerà presto a sue spese la piccola Abra, si tratta in realtà di esseri quasi immortali che si nutrono proprio del calore dello shining.

Commento

Tornare, a distanza di moltissimi anni, su un bestseller come Shining, è stata un’operazione furba, ma anche molto rischiosa.
King ha dimostrato, con gli ultimi romanzi, di aver recuperato una verve creativa che pareva essersi esaurita negli anni ’90, i peggiori della sua carriera, forse anche a causa del noto incidente automobilistico.
Quindi forse questo era il momento migliore per tentare l’impresa: scrivere il sequel di uno dei suoi libri più amati. Ed eccolo qui, infatti.
Ma Doctor Sleep è un buon romanzo?

Sì.
Non è trascendentale. Ho preferito (e non di poco), 22/11/63. Tanto per citarne uno.
Però Doctor Sleep è un libro pensato e scritto soprattutto per i veri fan.
Riprendere la storia di Dan Torrence, che il lettore aveva lasciato decenni fa, nei panni di un bimbo in fuga dal padre impazzito e dall’Overlook Hotel in fiamme, è strano, per chi segue King da anni. Anche perché siamo oramai proiettati al presente, e Dan ha quasi quarant’anni. La mia età, tra le altre cose.

I rimandi a Shining ci sono (ovviamente), ma sono meno preponderanti di quanto era lecito pensare.
La storia è incentrata sui vampiri psichici del Vero Nodo, una tribù di essere “non più umani”, che attraversa gli Stati Uniti in cerca di prede.
Prede particolari: bambini dotati della “luccicanza”, ovvero di poteri mentali (Esp) più o meno manifesti, che i membri del Nodo si sniffano dopo averli torturati, per “raffinarli”.
Gli stessi poteri del nostro Dan Torrence, come ben sappiamo.

Copertina dell'edizione americana.
Copertina dell’edizione americana.

Il Vero Nodo, comandato dalla bella e terribile Rose Cilindro, richiamano più – buffo a dirlo – ai vampiri di Salem’s Lot, forze il mio romanzo kinghiano preferito (non a caso citato anche in un passaggio di Doctor Sleep).
Tuttavia, ok, è pur sempre del sequel di Shining che parliamo, anche se il Re si impegna più che altro a sviluppare la sua idea di un’America nascosta, popolata da creature malvagie e antiche, ma anche di persone dotate di doti, grandi o piccole, atte a contrastarle. Un bell’affresco, che forse si sarebbe ben prestato a un horror on the road.

Non una novità né uno spunto particolarmente originale, ma la trama è ben sviluppata e narrata in maniera meno logorroica che in passato.
Merito di un buon editor, forse? (Sì, credo proprio che la spiegazione sia questa).

King riprende poi il discorso, più volte affrontato, sulle dipendenze e sulle tentazioni. In questo caso si parla di alcolismo, che è in un certo senso il vero protagonista di tutta la prima metà del libro.
Doctor Sleep cade sul finale, un po’ raffazonato e senza il necessario mordente, considerando quanto è stato costruito nelle pagine precedenti. Questo del finale moscio è però un difetto che King è raramente riuscito a limare e a limitare.

Ma, alla fine, vale la pena leggere Doctor Sleep?
Secondo me sì. Il romanzo è valido, a tratti molto valido, anche se non è uno dei migliori del Re. La sensazione postuma, per un vecchio lettore, è quella di essersi fatto un giro nei luoghi dell’infanzia, senza però melensaggini o eccessiva malinconia.
Alla fine ci sta.

Copertina per l'edizione americana a tiratura limitata.
Copertina per l’edizione americana a tiratura limitata.

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8 risposte a "Doctor Sleep (di Stephen King)"

  1. Quella dei vampiri psichici , ma molto pericolosi anche a livello materiale , era sviluppata benissimo in un romanzo di Dan Simmons , che ho letto ma di cui al momento non ricordo il titolo , con una trama che si svolgeva tra i vari stai degli USA , sono curioso di vedere come il vecchio Re ( maiuscolo , se lo merita ..) ha svolto il compitino , penso lo prenderò , d’altra parte li ho tutti….che faccio , smetto ?….

  2. L’ho comprato appena uscito. Ce l’ho sulla lista delle cose da leggere.
    Credo che da “La Storia di Lisey” in poi King abbia ritrovato la sua verve migliore.
    Tra l’altro, ringraziando Dio, Wu Ming non cura più le traduzioni dei libri di King.

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