Sette consigli per sopravvivere alla primavera

Primavera

Ok, ci siamo.
L’inverno è finito. Freddo, pioggia*, giornate buie sono alle spalle. Ci aspetta una stagione di sole, di natura che rivive, di vestiti più leggeri, magari di attività fisica all’aria aperta.
Che poi a me, concettualmente, la primavera piace. Sicuramente più dell’estate, stagione orrida. Chi la pensa diversamente dovrebbe trascorrere i mesi di luglio e agosto in quel catino che è la Pianura Padana. Caldo, afa, zanzare, asfalto e cemento rovente ovunque, persone nervose, se non addirittura isteriche.
Ma la primavera, dai, è ancora vivibile. Tranne per coloro che possiedono un giardino da curare, con tutto ciò che ne deriva. Ma anche per gli sfortunati che vivono in quelle zone dove “le mezze stagioni non esistono più” (se c’è un proverbio vero è assolutamente questo). Sì, la Pianura Padana entra in questo elenco.
Dunque mi pare utile proporre questo vademecum per sopravvivere alla primavera.

Sette consigli per sopravvivere alla primavera

  • Abitare in case senza giardino. Bello avere un angolo di verde, per carità. Ottimo se siete pensionati o se telelavorate (lavorate da casa). Viceversa vi troverete a tagliare il prato una volta alla settimana, a fare manutenzione al tagliaerba. E ancora: dovrete bagnare i fiori, badare a eventuali piante infestanti etc etc. Non il massimo, soprattutto se avete altre attività da portare avanti.
  • Fare del moto. Passeggiate, per esempio. Correte, se non avete controindicazioni mediche. Comprate una bicicletta. Se siete tipi socievoli, giocate a calcetto. Nelle belle giornate, non ancora afose, sentire il sole sulla pelle è una bella sensazione. Vederlo dalle finestre di casa, viceversa, può deprimere.
  • Mangiare più leggero. Che poi è un consiglio talmente scontato che quasi mi vergogno di averlo scritto. Non è necessario essere salutisti per sapere che, con le temperature più alte, è meglio evitare grassi e cibi pesanti. Viceversa vi troverete spiaggiati su un divano, mentre fuori il sole sembra non tramontare male.
  • Non perdere troppe ore di sonno. D’inverno si dorme di più, complice il buio e le giornate brevi. Tuttavia, in primavera, è necessario non ridurre troppo i periodi di sonno notturno. Anche perché la stagione è di per sé definita portatrice della “sindrome del letargo”, che ci lascia storditi e lenti di giorno, e insonni di notte. Cercate di regolarizzare i vostri ritmi.
  • Fare giri fuori porta. Trascorrere un intero weekend in casa, soprattutto in tarda primavera, è angosciante. Anche se avete da fare (per esempio scrivere). Una gitarella una volta o due al mese è un buon sistema per allontanare lo stress e il senso di prigionia. Che poi basta prendere l’auto e raggiungere il parco più vicino, non è necessario andare in capo al mondo.
  • Attenzione alle allergie. Per fortuna non ne soffro, ma ho amici che ne sono martoriati. Se esistono rimedi, approfittatene, perché sennò saranno tre mesi di inferno sulla terra. Non sottovalutate i segnali d’allarme, perché nuove allergie sono sempre dietro l’angolo.
  • Leggere. All’aperto, perché no? Portatevi un eReader o un libro in un parco e trascorrete qualche ora seduti su una panchina, a leggere sotto l’amorevole “ombrello” di Madre Natura. Se vi piace anche scrivere, potete fare anche quello. Magari con un vecchio taccuino cartaceo e una penna, se non volete portarvi in giro il notebook.

primavera in fiore

* Forse…

– – –

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2 commenti

  1. Come ti capisco per l’estate… in pianura padana è un inferno… meno male dalle mie parti ci sono fiumi che creano delle spiagge naturali stupende e in cui si sta al fresco. Avrei anche il mare a Jesolo ma quello non è mare.
    Come sport penso che questa primavera proverò il parapendio, staremo a vedere se riesco a raccontarvene e non ci muoio d’infarto sopra 🙂 La corsetta verso sera però ci sta tutta.

  2. Per mia fortuna vivo in una città di mare, e la primavera è meno tremenda rispetto a quella padana.
    Mi mancano un po’ gli alberi fioriti perchè qui predominano pini marittimi e palme (anche se stanno morendo tutte per colpa del punteruolo rosso), e per vedere gli alberi in fiore ci sono solo pochi peschi e pruni.
    I tuoi consigli sono tutti validi, nel mio caso però non riesco a leggere (tanto meno a scrivere) all’aperto: per farlo ho bisogno di stare in un luogo chiuso, all’aperto, specialmente in primavera, finisco con l’essere distratto dal sole e dal cielo azzurro e allora mi “arrendo” al punto due e mi faccio una bella passeggiata.

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