scrittura

Il making of di Tiamat

Tiamat
Come sapete sto scrivendo il quarto volume de La Lancia di Marte. Il titolo, lo conoscete già, è Tiamat.
Fino a lunedì scorso avevo scritto quasi 20.000 parole, ma non mi convincevano. Perciò ho preso e ho scartato il 90% di quanto prodotto fino a quel momento.
E mi sono messo a riscrivere tutto.
Sono arrivato alla soglia delle 7500 parole. Questa volta mi sembrano maledettamente buone. Migliori delle precedenti. Molto migliori.
Ci vorrà qualche tempo per pubblicarlo (maggio?), ma ne varrà la pena. Chi – giustamente – mi chiedeva di completare la saga, sarà contento del risultato finale.
Nel mentre, per creare il giusto hype, ho creato una bacheca Pinterest dedicata al making of di Tiamat.

La bacheca la trovate qui.
Verrà aggiornata con una certa frequenza. Ci troverete anche elementi dei precedenti volumi: gli esoscheletri dei Traci, le amazzoni evocate dalla Mescolanza, il redivivo dio Xolotl e la sua nemica di pantheon, Chantico. Ancora: I draghi, Marte in tenuta da battaglia, equipaggiamento e mezzi, creature e località. Più delle succose anticipazioni (però solo grafiche) su Tiamat.
Ci sono anche i volti, così come li ho immaginati, di alcuni protagonisti della saga. Da Emma Foster (Sharon Stone) a Michael Frankheimer (Kyle McLachlan).
Se non sapete di cosa sto parlando, date un’occhiata qui, qui e qui.

Pinterest è ottimo, anche per queste cose. Offre anche alcuni pregevoli spunti per scrivere, là dove ogni tanto la pura e semplice immaginazione zoppica. Devo ringraziare Davide Mana, che me l’ha consigliato e che mi ha spiegato come usarlo in funzione della scrittura.
Provare per credere.

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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5 risposte a "Il making of di Tiamat"

  1. Pinterest è uno strumento molto flessibile, e utilissimo per chi scrive – e ci si trova una quantità di materiale.
    Inoltre, per il momento, non è ancora popolato di imbecilli che ci postano le fotografie di quando incendiano i propri gas intestinali, o infinite rassegne di cagnolini tristi e animalini pelosi assortiti, come accade su social networkpiù “popolari”.
    Speriamo che duri a lungo, questo idillio.

    1. In effetti per ora è un social molto serio, ordinato e privo di quella solita vena burlonesca che oramai si trova sulle altre piattaforme.
      Per questo mi piace 🙂

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