Elysium (2013): Recensione

Elysium

Elysium
di Neill Blomkamp
USA 2013

Sinossi

Nell’anno 2154, esistono due classi di essere umani: i benestanti che vivono su una incontaminata stazione spaziale costruita dall’uomo e chiamata Elysium, e il resto della popolazione che vive in un sovrappopolato e disastrato pianeta Terra. Le persone sulla Terra sono disperate e vorrebbero fuggire dal crimine e dalla povertà dilaganti. Inoltre, hanno un drammatico bisogno di cure mediche disponibili soltanto su Elysium. Purtroppo, ad Elysium le legge anti-immigrazioni e le forze in atto per preservare il lussuoso stile di vita dei propri cittadini sono ferree. L’unica persona che ha qualche possibilità di portare equilibrio tra questi due mondi è Max (Matt Damon), un uomo ordinario con un disperato bisogno di entrare ad Elysium. Con la vita appesa ad un filo, Max dovrà suo malgrado affrontare una missione pericolosissima che lo vedrà ostacolare il Segretario di Elysium Delacourt (Jodie Foster) e le sue forze armate. Eppure, se Max riuscirà a trovare un varco, potrebbe non soltanto salvare la propria vita ma anche quella di milioni di abitanti del pianeta Terra. (fonte: Coming Soon)

Commento

Su Elysium ho letto pareri tendenti al negativo. Non perché sia un brutto film, bensì perché ha una trama e un “messaggio” che i recensori definiscono banale e scontato.
Buoni contro cattivi, ricchi contro poveri, proletariato contro capitalisti spietati.
Ebbene sì: in sostanza la trama è proprio così: una netta distinzione tra chiaro e scuro, tra buoni e cattivi. Qualcosa che sa molto di anni ’80, senza però il feroce sarcasmo di film come L’Implacabile e Robocop.

Concept Art (1)
Concept Art (1)

In realtà tutto nasce a monte: da Neill Blomkamp, regista dell’ottimo District 9, ci si aspettava molto di più. Il suo nome era già diventato sinonimo di una ventata salvifica della fantascienza moderna, mentre con questo Elysium ha fatto un passo indietro.
Eppure, vi dirò, il film non è male. Matt Damon è un valore aggiunto, anche se non ha il fascino tamarro e barbaro dei personaggi interpretati in passato da Schwarzenegger o Stallone. L’ambientazione distopica, in una Los Angeles futuristica che assomiglia alle peggiori favelas brasiliane, è azzeccata. La stessa cosa non si può dire per la stazione orbitante Elysium, il paradiso dei ricconi, che però presenta un sacco di buchi logici, nella sua costruzione narrativa.

Concept Art (2)
Concept Art (2)

Forse è imputabile proprio a questa scarsa cura della stazione che il film risulta riuscito a metà, ancor più che per il “messaggio” (sì, lo metto sempre tra virgolette) piuttosto scontato e prevedibile.
Elysium è il sancta sanctorum delle persone più ricche e potenti della Terra, eppure gode di scarse difese aeree e perimetrali, tanto che un drappello di scafisti male in arnese può lanciarsi all’assalto dell’edificio presidenziale. I pur potenti droidi (tecnicamente realizzati davvero molto bene) risultato alla fin fine insufficienti a garantire una sicurezza decente al governo della stazione orbitale.

Sono puntualizzazioni molto precisine, lo ammetto, ma la fantascienza è fatta anche di dettagli.
Per il resto il film risulta godibile, con un pregevole comparto dedicato agli effetti speciali e alla scenografia. Come ho già detto, per certi versi ricorda alcune pellicole distopiche degli anni ’80, cosa che ritengo in assoluto un pregio. I cattivi, in particolare l’algida Jodie Foster, non dimostrano sufficiente carisma per guadagnarsi un posto alla luce del sole. E questo sì, è un altro difetto su cui è impossibile tacere.
La contrapposizione ricchi/poveri risulta piuttosto semplice, è vero, ma non si può certo definirla irrealistica.

Siamo lontani dalla bellezza di District 9, eppure Elysium non è un brutto film. Di certo darò altre chance a Blomkamp, per realizzare qualcosa di ancora superiore.

Concept Art (3)
Concept Art (3)

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(A.G. – Follow me on Twitter)

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7 commenti

  1. Bella l’atmosfera creata con la los angeles povera in contrasto con la ricchezza della stazione spaziale, trama senza particolare originalità ma godibile, in effetti sono d’accordo che le difese di Elysium sono ridicole e soprattutto il fatto che basti riavviare il sistema e aggiungere una riga di codice per cambiare le cose mi sembra francamente assurdo.

    Per me sufficienza, ma non tanto di più.

  2. Io sono uno di quelli che alla fine lo salva. Vero è che il messaggio appare didascalico ma non più di tanto ciarpame young-adult. Come action funziona molto bene. Tecnicamente è ottimo e comunque Blomkamp ha una bella mano. Ho la netta sensazione che che la produzione fosse stata Sud-africana o, comunque, non USA, il risultato sarebbe mutato visibilmente. Un classico degli indipendenti che finiscono col lavorare con le majors.

  3. Secondo me il film è bello nella prima parte (quella delle premesse) e poi affrettato e banale nella seconda (quella della “risoluzione”). Come giustamente dice Alex l’assalto a Elysium non sta in piedi. 4 scaccioni che non sarebbero riusciti neanche ad occupare una villa di una star di hollywood dotata di un minimo di sicurezza, espugnano in un attimo il “paradiso”. In altre parole, la storia va un po’ in vacca sul finale. Peccato.

  4. Concordo.
    Diciamo che essendo District 9 un vero gioiello, ci si aspettava da Blookamp un capolavoro totaletombale. Non il film “sociale” netto che invece è. Penso che alla gente non sia piaciuto proprio per il suo essere così netto (ricordo che invece alla critica non è dispiaciuto). Il fatto è che la società mostrata da Blookamp è la nostra, con una risibile percentuale di persone che si godono la bella vita, e il resto a marcire (e a schiattare).
    Probabilmente è fastidioso ricordare l’ovvio. 😉

    A me il film è piaciuto parecchio e mi ha divertito non poco.

  5. Io sono tra quelli che lo salva, concordo con Fabrizio, se il film non fosse stato girato ad Hollywood molto probabilmente la storia sarebbe stata molto diversa.

  6. Grazie a tutti per i vostri pareri. Non pensavo di trovare altra gente che ne parlasse (sostanzialmente) bene.
    Di sicuro è un film che vedrei una seconda volta.
    E poi, ripeto, al di là delle falle logiche, se fosse stato girato negli anni ’80 parleremmo già di cult 😉

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