acceleratore quantico · scrittura

Tutto quello che serve

 All things

In questi anni i miei progetti di scrittura si sono moltiplicati esponenzialmente e con essi la professionalità con cui li ho sviluppati e seguiti.
Si è passati da una certa amatorialità, tipica del principiante, a un vero lavoro, con tanto di collaboratori, staff e continui aggiornamenti per stare al passo con le nuove strategie promozionali.
Sì, perché la promozione è una parte fondamentale dell’attività di scrittura. Se la tecnica si apprende nei metodi canoni (studio, esercizio, lettura), la capacità di arrivare ai lettori è un’arte più complicata da padroneggiare. Senza di essa si rischia di rimanere senza un pubblico, e un autore senza pubblico è praticamente un onanista.
Ma il discorso sulla promozione l’abbiamo affrontato più volte, parallelamente con quello dei social network.
Oggi mi limiterò quindi a fare una lista. Un promemoria per me, che magari può servire anche a chi ha intenzione di realizzare un percorso simile.

Cosa occorre per avere una certa visibilità – chiamiamola una vetrina – se si è scrittori indipendenti?

Il mio elenco può sembrare complesso, ma in realtà serve soprattutto a portare ordine nel lavoro che svolgo. Se inizialmente vi sembrerà complicato e faticoso gestire così tante cose insieme, col tempo riuscirete a prendere il ritmo e vi verrà tutto più facile.

Gli indispensabili

  • Un Blog. Dicono che la blogosfera sta morendo, ma non è così. Un blog è ancora oggi il miglior canale per parlare della propria scrittura e dei propri progetti. Senza contare che lo si può collegare in automatico ai principali social network, diffondendo così velocemente post, hype, annunci etc etc.
  • Un profilo Facebook. Piaccia o meno è il social network che in Italia genera più traffico. Perciò, se decidete di farne a meno, sappiate che rinunciate a un ricco parco-lettori potenziali. Con questo non sto dicendo che Facebook sia bellissimo. Resta però indispensabile.
  • Google +. Come social network è assai poco… social. Ma i contenuti condivisi su G+ vengono indicizzati da Google. Non è poco, ammettetelo. Perciò avere un profilo su Google + è quasi obbligatorio.
  • Un account su Amazon. Potete anche essere degli acerrimi nemici di Amazon e delle sue strategie di vendita, ma se pubblicate ebook dovete concentrarvi principalmente su questo store. Tutti gli altri – messi insieme – non generano nemmeno la metà del traffico ottenuto sul Kindle Store.

Quelli molto utili

  • Un profilo su Twitter. Che non è certo il social in cui è più facile vendere libri ed ebook, vuoi per la limitatezza dello spazio, vuoi perché lo spam selvaggio è assai meno tollerato che non altrove. Però essere presenti su Twitter è consigliato. All’estero gli scrittori usano più questo social che non Facebook per discutere dei loro libri. Qualcosa vorrà dire.
  • Una fanpage su Facebook. Molto, molto utile. Permette di gestire contatti non strettamente personali, bensì correlati alla vostra produzione in qualità di autori. Gli esperti suggeriscono di aprirne una soltanto (e non una per libro, come fanno molti), oppure una per saga/progetto. Io per esempio gestisco quella generica, dedicata a Plutonia Experiment, e poi quelle che parlano rispettivamente di Due Minuti a Mezzanotte e del Survival Blog. L’idea è quella di utilizzare le fan page non solo per fare spam, bensì anche per generare contenuti extra, materiale esclusivo riservato agli iscritti etc etc.
  • Una newsletter. Io non sono ancora arrivato a questo passo, ma in effetti tutti gli esperti sottolineano l’utilità di gestire la promozione anche via mail. Che, come per i blog, non è affatto un canale superato e/o morente. Davide Mana ne parla in questo interessantissimo articolo.

Le ciliegine sulla torta

  • Un social per immagini e video. A scelta tra Pinterest e Tumblr. Non servono per fare promozione diretta, ma possono essere degli ottimi veicoli per incuriosire lettori/navigatori casuali a curiosare sui nostri blog o sulle nostre pagine autore, per esempio quella di Amazon. Sono anche delle ottime lavagne virtuali per appuntare idee per immagini.
  • Un sito statico. Non so se vale la pena averne uno troppo complicato o “ricco”. Suggerirei piuttosto di aprirne uno dedicato a un solo specifico progetto di scrittura, e/o saga. Per esempio: potrei realizzare il sito statico di Due Minuti a Mezzanotte, cosa che sto effettivamente pensando di fare. Quello che vi ho appena linkato è il blog, che in ogni caso verrebbe collegato all’eventuale sito. Potrebbe venire una bella cosa, che ne dite?
  • Un canale Youtube. Perché i video oramai attirano più delle parole. Però, secondo me, sono armi a doppio taglio. Se non avete una bella parlantina e/o cose interessanti da dire, limitatevi alla parola scritta. In fondo siete scrittori, non attori. Ricordatevelo sempre.

Nota bene: tutte le cose che decidere di fare, fatele con amore, e non con noia. Il lettore si renderà conto del vostro status mentale, e vi giudicherà anche per questo.

promotion for writers

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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8 risposte a "Tutto quello che serve"

  1. Concordo decisamente con la tua analisi.
    Direi che personalmente preferisco Twitter a Facebook, anche se quest’ultimo è sicuramente più utilizzato ed ha un più ampio impatto soprattutto sugli italiani. Vedo che utilizzi molto Instagram e Pinterest e volevo chiederti se trovi giovamento per quanto riguarda le affluenze… ehm visite…

    1. Con Instagram usato in tal modo incido soprattutto su nuovi visitatori anglofoni. In Italia lo usano ancora poco per fare promozione.
      Pinterest invece ha molto potenziale, però bisogna studiarlo un po’ 😉

  2. Hai dimenticato il fattore fondamentale: la voglia, la capacità e l’impegno di continuare sempre a cercare nuove strade e a percorrerle col massimo impegno. Crearsi un account su fb o twitter, o aprire un blog è facile. La sfida vera è portarli avanti con impegno, e non tutti ci riescono. Per te sembra quasi facile, evidentemente hai uno spirito di abnegazione sopra la media, almeno per quanto riguarda la gestione della tua attività “scribacchina”.

    1. La voglia è l’unica cosa davvero indispensabile, per bloggare (da essa nasce anche l’impegno).
      Non so, io oramai ho il ritmo… è un po’ come un lavoro.
      Però non escludo che a brevissimo cambierò un po’ frequenza di pubblicazione.

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