Il radical chic in libreria

Hipster essentials

Plutonia Experiment è universalmente riconosciuto come uno dei bastioni della resistenza contro hipster, snob e radical chic. Qui certa gente non la tolleriamo, anzi, la prendiamo proprio a calci nei denti.
Uno dei miei articoli più apprezzati è – non a caso – Cinque motivi per cui odio i radical chic.
Che poi occorrerebbe fare dei distinguo tra queste sottospecie di casi umani, perché gli hipster sono leggermente diversi dai RC, che a loro volta differiscono dagli snob e dai poseur. Magari un giorno faremo una bella classificazione, affinché tutti possano distinguere il nemico e riconoscerlo a vista.
Oggi però ci dedichiamo a un particolare contesto in cui operano i radical chic (d’ora in poi RC): le librerie. Da assiduo frequentatore delle medesime, ho saputo individuare alcuni comportamenti tipici che rivelano un RC che si pavoneggia con gli scazzatissimi commessi della Feltrinelli di turno.
Eccoli qui.

Come riconoscere il radical chic in libreria

  • Veste come un rifugiato politico peruviano, ma con l’iPhone e il tablet sottobraccio. Aggiungeteci, nel caso si tratti di un uomo, una barba da profeta biblico abbinata a un fisico rachitico da condannato ai lavori forzati. Se invece il RC in questione è una donna, probabilmente indosserà abiti finto-etnici comprati in un costosissimo negozio del centro.
  • Porta sottobraccio un libro di tendenza, ma non mainstream. Qualcosa sul genere “racconto di un’anoressica che decide di fare volontariato a Cuba e incontra un vero amore socialista”. Ovviamente tiene il titolo ben in vista, sicuro di poter far colpo sul prossimo.
  • Si siede al tavolino del bar Feltrinelli e ordina qualcosa di improbabile. Tipo il caffè shakerato caldo, con schiuma di latte fredda, spruzzato di cannella, servito in tazza grande. Ah, per caso avete una marca di caffè equosolidale?
  • Chiede al commesso informazioni su quel libro di cui parlavano su “Repubblica TV”, di quell’autore polacco, un sociologo, che una volta è stato anche da Fabio Fazio. Anche se lui Che tempo che fa l’ha visto quando era ospite da un amico, perché il vero RC sostiene di non possedere un televisore.
  • Se è accompagnato da un amico, i due spenderanno almeno un quarto d’ora della loro vita per spettegolare con aria di presunta superiorità intellettuale, sbertucciando i libri esposti nei settori dedicati a fantascienza, horror e fantasy.
  • Spesso è alla ricerca di un fumetto italiano ispirato a qualche fatto di cronaca vera. Perché i fumetti accettabili sono soltanto quelli che toccano le grandi tematiche sociali, non quelle cazzate coi supereroi e coi mostri, che sfruttano solo la decadente società moderna, schiava del kapitalismo.
  • Cerca l’ultimo saggio politico dell’intellettuale comunista-snob di turno, ossia il classico RC finto-progressista da salotto buono, con candidatura blindata in un partito tipo Tsipras e contatto faraonico quinquennale con la fascistissima Mondadori. Aridatece Lenin!
  • Vuole comprare un manuale sullo sport RC di tendenza, quello che si filano in pochi, estemporaneo baluardo anticalciofilo. Una roba tipo il curling, Luna Rossa, lo yoga tantrico di derivazione neo-raeliana, il lancio del giavellotto fabbricato con materiale riciclato etc etc.
  • Si sta informando su come organizzare un orto sul balcone, perché ha visto la pubblicità della Guerrilla Gardening con Pif (a casa del solito amico, perché lui non ha la TV) e gli è sembra una cosa molto eco-intellettuale, e pure un poco chic.

Alice Radical chic

– – –

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11 commenti

  1. Un articolo da standing ovation! E’ tutto vero quello che scrivi sui questi soggetti, esistono veramente, essi vivono. A Roma si concentrano essenzialmente nelle Feltrinelli di Largo Argentina e di viale Giulio Cesare. Io li detesto per un motivo in particolare. Ammetto di essere uno di quelli che quando non ha voglia di spendere soldi per un titolo poco convincente o solo perché curioso di leggere la biografia di Ibrahimovic, lo fa direttamente dallo scaffale. Ma lo faccio prima di rincasare e lo faccio in piedi, con sincera pudicizia, impiegandoci massimo tre quarti d’ora e segnando mentalmente il numero della pagina e, soprattutto, senza sgualcire il libro. I Radical Chic di Largo Argentin, invece, lo fanno sprofondando nelle poltrone, assumendo un’espressione tra il serioso e l’incazzoso, accavallando le gambe e quando girano le pagine hanno anche la faccia tosta di umettare le dita con la lingua.

    1. Confesso di essere un abituale utilizzatore delle poltrone Feltrinelli, ma mai oserei stropicciare libri che so già che non comprerò.
      I tizi che descrivi tu li vedo anch’io… di solito si comportano come se fossero i padroni di casa. Non solo si siedono sulla poltrona, ma la occupano militarmente. In media sono vestiti come se dovessero imbarcarsi su uno yacht con destinazione Capri… Veramente intollerabili.

  2. Il mondo sarebbe migliore se tutti avessero un ebook reader, niente copertine ostentate.
    Quando leggo articoli così sono felice del mio paesello dove il fenomeno non è così evidente 🙂

  3. Ma no, che li leggono i libri di genere!
    Solo che i polizieschi li chiamano noir, la fantascienza la chiamano speculative fiction, il fantasy lo chiamano fantastico, e l’horror lo chiamano weird.

  4. Ritratto divertentissimo 🙂
    Io abito in provincia e non ne vedo di soggetti del genere, a Roma ogni tanto mi capita ma Roma è una città fondamentalmente cafona che riesce a “volgarizzare” anche i RC, loro malgrado meno snob di quanto vorrebbero.

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