Sette cose da ricordare per vendere i propri ebook

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Breve articolo, su richiesta di diversi lettori, riguardo alla mia esperienza di autore autopubblicato. In realtà si tratta di un aggiornamento di quanto già scritto nei mesi scorsi.
Prima precisazione (in realtà già fatta molte volte): sono sì uno scrittore senza editore, ma ho un’ottima squadra di validi professionisti che lavorano al perfezionamento dei miei ebook. Editor, beta-reader, grafici, volendo anche impaginatori: non mi manca nessuna casella. Ciò di cui faccio a meno è dunque soltanto il “distributore”, l’editore che rialzerebbe il prezzo dei miei ebook, facendo spendere più soldi a voi lettori, e abbassando di parecchio le mie royalties.
Questa è la versione molto, molto semplificata. In realtà ci sono molti pro a essere pubblicati in maniera classica (con un editore). La mia è però una scelta ponderata, non un ripiego (anche se questo molti non lo capiranno mai). Tuttavia non contesto chi agisce in modo opposto al mio. Sarebbe bello ricevere la stessa cortesia, ma mi rendo conto che a volte è chiedere troppo.
Passiamo oltre.

Sette cose che ho imparato vendendo ebook

  1. Mai smettere di scrivere. Il modo migliore per vendere un ebook è scriverne altri. Un titolo fa da traino all’altro, è inevitabile. Non si tratta solo di un trucco di marketing, è la sacrosanta verità. Perciò non perdete mesi per gestire unicamente la pubblicità di un singolo ebook. Continuate nel mentre a lavorare ad altri racconti, romanzi etc etc.
  2. Non mentite sulle cifre. Su Facebook si leggono cose assurde. Tizi che affermano di vendere 5000/6000 ebook. Cifra che, in Italia, è matematicamente impossibile raggiungere, se  non in un arco di una decina di anni (parlo di un singolo titolo). Bene, il mio consiglio è: non mentite sulle cifre. Perché per ogni lettore che ci casca, ce ne sono due che vi inquadreranno per quel che siete: dei ciarlatani.
  3. La promozione non può fermarsi. Se continuare a scrivere è il primo comandamento, continuare a fare promozione è il secondo. Attenzione: promozione non vuol dire spam! Ci sono molte guide utili per capire qual è il modo giusto per fare pubblicità a un libro e quali no. Non abbiate paura a consultarli. In linea di massima vi basti sapere che la promozione deve essere delicata e creativa (al contrario dello spam, che è invasivo e ripetitivo).
  4. Vendete a prezzi onesti. La faccenda riguardante il prezzo degli ebook è molto delicata. Il mio consiglio è di non sparare cifre troppo alte (su Amazon si vedono delle cose da far drizzare i capelli in testa). Un euro per una novelette, dai due ai quattro euro per un romanzo, più i famosi 0,XX euro (0,99, per esempio) per i formati più brevi. Al contempo vi sconsiglio di vendere qualunque cosa a prezzi da mercatino delle pulci. Il vostro lavoro vale: un romanzo di 300 pagine non dovrebbe costare 0,99 euro. A quel punto è preferibile regalarlo.
  5. Abbiate cura dei vostri social network. Poche storie: è attraverso essi che passano le vendite principali degli ebook. Scegliere di fare lo scrittore schivo, isolato nella propria versione della Fortezza della Solitudine, non pagherà affatto. Verrete semplicemente ignorati, al di là dei vostri meriti o demeriti. Quindi, vi piaccia o meno, siate “social”.
  6. Coerenza prima di tutto. Se sul vostro blog giurate e spergiurate di voler seguire la strada del self publishing, non cominciate a vendere col primo microeditore che passa per strada, magari senza dare spiegazioni. Non rimangiatevi affermazioni fatte in pubblico. Non siate contraddittori. I lettori ricordano, Google ricorda ancora di più.
  7. Scrivere non è uno status symbol. Dimenticate le cazzate esistenzialiste di MasterPiece. Scrivere è un lavoro, quindi faticoso e correlato ad altre attività collaterali che di artistico hanno ben poco. Se non avete voglia di darvi da fare, lasciate semplicemente perdere.

Bonus track: Siate onesti! Evitate i giri truffaldini che spopolano su diversi gruppi/forum di autori autoprodotti. Parlo di gente che compra il proprio ebook più volte, per farlo salire in classifica, ma anche scambi di recensioni (senza nemmeno comprare/leggere i relativi ebook) e altri trucchi osceni che sempre più cialtroni utilizzano. Forse, facendo ricorso a questi metodi, venderete di più. Però dovrete convivere con una consapevolezza: da qualche parte c’è qualcuno che sa quel che state facendo. E prima o poi riuscirà a trovare le prove per sputtanarvi.

Self-publishing is hard work

– – –

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10 commenti

  1. Il bonus track è da 92 minuti di applausi.
    Più che altro, arriverà il giorno in cui faranno la fine di Lance Armstrong: in lacrime, davanti la giornalista di colore, ammettendo che si, sono “dopati”.

    Ma poi che gusto c’è a millantare “5000000000” copie certificate, se sai che sono finte?

  2. Sono intenzionato a pubblicare qualche ebook da me questo autunno, qualcuno gratis, qualcuno a pagamento. Non so ancora quanto durerà nel tempo questo mio proponimento: si vedrà 🙂

    Quello mi spaventa di più è il problema della pubblicità. Già non riesco a far arrivare lettori sul blog, figurarsi verso tre racconti venduti a 49 centesimi: si sa che 49 centesimi, nel paese che si compra gli iPad per poter sempre leggere l’ora e conteggiare i mi piace su Facebook, sono un capitale finanziario irrinunciabile.

  3. Ci si consenta di dire che per i numeri delle vendite non è affatto impossibile raggiungere poche migliaia di copie di un ebook nell’arco di un anno. Per esperienza diretta possiamo confermarlo ampiamente, soprattutto per best seller autopubblicati che stazionano per molto tempo nei primi cento di Amazon. Nel nostro blog c’è una selezione di autori che hanno superato addirittura i cento giorni nei primi cento e possiamo scommetterci che l’ordine di misura è quello.

  4. E’ oramai palese che gli autori mentono sulle cifre di vendita, così come gli editori. Le famose fascette sui libri sono ridicole. Ho letto persone su facebook che vantano il proprio libro come: “il romanzo più venduto del 2013” oppure “100,000 copie vendute”…
    Cose assurde. Oramai non ci casca più nessuno.
    Bell’articolo comunque, mi è piaciuto! Ti seguo.
    http://conniefurnari.blogspot.it/

  5. Molti dei consigli valgono, mi sembra, anche per chi va sul cartaceo ed è passato per un editore “tradizionale”. Un altro trucco sgradevole è quello delle vendite “con utili in beneficenza”, per indurre all’acquisto quasi forzoso conoscenti e amici.

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