Sei scrittori casi umani su Facebook

Facebook periscopio

Frequentare il mondo dei gruppi Facebook dedicati alla scrittura, all’editoria e al self-publishing è una quotidiana occasione di depressione e di divertimento.
Depressione perché, professionalmente parlando, ci si accorge di quanto in basso sia caduto il settore, tra avventurieri, semi-analfabeti che si dicono scrittori, imbroglioni e psicopatici.
Divertimento perché, superata l’incazzatura, ci si imbatte in casi umani estremi, che personalmente mi fanno sghignazzare più di un’intera stagione di Zelig o di Colorado Cafè.
Nel post di oggi esamino una piccola parte di questi burloni involontari. So che ne esistono molti altri. Se volete aggiungere il vostro contributo sentitevi liberi di farlo, nei commenti a questo post.

Sei scrittori che fanno i casi umani su Facebook

michael jackson

  • La reginetta lisergica

Di solito è una donna, sì. Scrive paranormal romance o robaccia pornografica spacciata per erotismo. Crede di avere migliaia di lettrici e lettori adoranti, quindi scrive status col plurale maiestatis, manco fosse il Papa. Si inventa nemici immaginari, memore del detto “molti nemici molto onore”. Incita le groupies a lasciare recensioni a cinque stelline su Amazon e su Anobii. Fa comunella con altre scrittrici, ma solo finché queste non rischiano di rubarle una fettina di mercato. Quando ciò accade le attacca spietatamente.
Vive praticamente su Facebook 24 ore, 7 giorni su 7.

  • Il pessimista cosmico

Autore che cade in depressione due ore dopo aver pubblicato il suo nuovo lavoro.
“Nessuno mi compra”.
“Era meglio quando esistevano solo i libri cartacei.”
“Non sono capace di fare promozione ai miei capolavori.” 
“Sono sprecato per l’Italia.”
“Scrivo cose troppo di nicchia per il lettore medio”.
Queste sono alcune delle tipiche frasi del pessimista cosmico che, come avrete intuito, passa buona parte del tempo a rendersi talmente odioso (i frignoni non piacciono a nessuno), che ogni potenziale lettore fugge via a velocità WARP.

  • Il Massimo Esperto

Il Massimo Esperto è colui che crede di aver inventato ogni nuovo genere in cui si cimenta. I tipici messaggi in cui presenta i suoi libri al mondo sono del tipo: “Questo è Billy the Kid contro Frankenstein. Ho fuso horror e western, un esperimento letterario ardito mai provato prima da anima viva.
A seguire, Massimo Esperto snocciola una serie di spunti a suo dire ignoti agli ignoranti profani, ma che in realtà sono tratti da libri e film arcinoti, da cui ha scopiazzato qua e là, per produrre quello che nel 90% dei casi si rivela essere un raccontino anonimo e banale.

  • Paganini

Paganini, o meglio, “Paganini non ripete”, è lo scrittore che da anni e anni promuove un solo titolo, libro, romanzo o racconto che sia.
Da tempo immemore lo si vede saltellare di gruppo in gruppo, faticando nel tentativo di spendere nuove parole per parlare della sua opera, che oramai conoscono perfino i sassi.
Paganini ostenta ottimismo e solarità, ma ha bisogno di nuovi poveracci da assillare col suo spam. Quindi si aggiunge a ogni nuovo, fottutissimo gruppo dedicato alla scrittura, col risultato di sembrare onnipresente, come l’erba cattiva, come le cacche di cane sui marciapiedi di periferia.

  • Morticia Duncan Vixen Bella Stewart

Morticia Duncan Vixen Bella Stewart è una scrittrice di romanzi erotici (o uno scrittore sotto pseudonimo femminile) di cui è impossibile conoscere un solo dato reale: foto, luogo di nascita, età, curriculum artistico.
MDVBS è uno schiacciasassi: saltella di gruppo in gruppo pubblicizzando le porcherie che scrive e auto-pubblica, ovviamente al ritmo di una a settimana. A differenza di Reginetta Lisergica, MDVBS è educata, quasi schiva, non si fa coinvolgere in polemiche, non partecipa a discussioni sul genere di cui si occupa.
Lei spamma e basta. Con cordialità. Con ossessione. Con metodo.
Come un serial killer.

  • Il Bestesellerista Invisibile

Da secoli i suoi ebook sono in cima alle classifiche di Amazon.
Eppure non ha un blog, non è uno spammer ossessivo, non ha buone recensioni da parte dei lettori, non partecipa a forum e gruppi che parlano di scrittura e di editoria. Solitamente non sa proprio scrivere.
Semmai, cercando ben bene, lo si trova iscritto in quei gruppi in cui, in segreto e a bassa voce, si fa compravendita di acquisti pilotati e di scambi di recensioni.
Ma guai ad accusarlo di essere un truffatore.
Lui è solo “fortunato”.
E voi, se osate sospettare qualche inganno, vi risponderà che siete solo invidiosi.

argue

– – –

(A.G. – Follow me on Twitter)

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38 commenti

  1. Quello Arrivato
    Quello arrivato è arrivato, lui è un vero scrittore, tutti gli altri no.
    È quindi prodigo di consigli e dure verità per gli ‘aspiranti scrittori’ (per lui sono tutti ‘aspiranti’ – solo lui ha smesso di aspirare). Sue sono le regole per avere successo, suo lo sguardo disincantato sul mercato e sui gusti e desideri del pubblico.
    È poi anche il primo a far notare che no, lui non segue le proprie regole né applica i propri precetti – ma lui, naturalmente, non ne ha bisogno, perché lui è un autore straordinario con dei lettori favolosi. Per questo lui è arrivato. E presto sfonderà anche sul mercato internazionale, magari con un lavoro tradotto in Cina, o forse in Corea.
    Viene normalmente ignorato o considerato un arrogante coglione, ma gode talvolta di un piccolo corteggio di leccaculi, che scompariranno non appena qualcun altro occuperà il primo posto sul podio degli arrivati.

  2. Il Meetooista (dall’inglese “me too”) Pigro
    Ha un romanzo, racconto o gioco nel cassetto. Ti scrive per sapere “come hai fatto”, “come funziona sta cosa di amazon”, “spiegami che serve per kickstarter”, “come fai per le tasse” “ma chi ti ha presentato” perché essenzialmente ha visto che tu hai successo e quindi devi conoscere qualche segreto non listato sulle pagine pubbliche di tali servizi, o qualche vip dell’industria. Ovviamente non ha mai letto le tue cose e non sa l’inglese. Ti ringrazia scappellandosi come se tu fossi Stephen King.

    1. Ce l’ho, ce l’ho!
      Anzi, ne ho più di uno! E si comporta esattamente come descrivi tu!
      Mi piace da morire quando esordiscono con: “Ti andrebbe di spiegarmi come faccio ad autopubblicare?”
      Sì, certo, aspetta che mi prendo due settimane di ferie…

  3. I’uomo invisibile.
    Gli piace leggere. Gli piace scrivere. Scrive bene? E chi lo sa. Non se lo fila nessuno, spamma poco, interagisce poco, quando lo fa è talmente fuori luogo e agghiacciante che passa lo stesso inosservato.

    Molto azzeccato il soprannome “paganini”, forse la categoria più bella.

  4. Il futurista attendista
    Quello che ha un blog, una pagina su facebook e una su tumblr per dire che a lui piace scrivere e vuole diventare scrittore. Lo scrive tutti i giorni: “mi piace scrivere, mi piace proprio tanto scrivere, oh come mi piace scrivere!” E scrive solo quello: che gli piace scrivere. Qualcosa di più articolato, che so, un racconto o anche solo un progetto, niente, non ne ha, o almeno non è dato saperlo.
    Ma a lui piace scrivere, oh, quanto gli piace scrivere, e lo conferma tutti i giorni sul blog, su fb e su tumblr.

  5. Oh mio Dio! Sono un “futurista attendista”! XD
    No, vabbè, forse non lo ripeto così tanto… E in fondo per lavoro scrivo anche, quindi mi salvo. 😀
    Il Paganini è geniale ma, parlo da non avente Facebook, la Reginetta Lisergica ti raggiunge dovunque! 😀

  6. L’ esclusivo incompreso
    Vive nella convinzione di essere nello 0.5% di quelli che scrivono. Lo dice come se fosse membro di una setta segreta e se ne bea come se ignorasse che metà almeno del Popolo italiano ha un racconto nel cassetto. Lo racconta come se fosse veramente uno dei pochi a cui piace scrivere. Raramente pubblica qualcosa e se lo fa o è a pagamento oppure rientra tra gli infimi self. Se gli fai notate che anche tu e migliaia di altri hanno la sua stessa passione diretta sdegnoso perché solo lui è vero artista e scrittore. Di solito o legge esageratamente oppure per niente (per non inquinare la sua arte eccelsa)

    1. Conosco anche questa categoria, è vero!
      Il vero artista, mica quello che scrive robette da dilettanti come noi… Quello che ci infila l’esistenzialismo intimista anche in un racconto di spogliarelliste zombie!

      1. Fantastico! Finalmente so di appartenere alla metà degli italiani che non ha un “racconto nel cassetto”. Mi piace tantissimo questa cosa, e mi sembra un complimento! Posso solo vantarmi perchè leggo tantissimo! Quanto amo leggere! E adesso torno alla mia attività preferita (sono passata a leggere qui solo perchè una cara amica mi ha passato il link: donna assolutamente in gamba la mia amica Glò) E grazie per le risate, sia all’autore che ai commentatori del blog!

  7. Io non ho un account facebook, ma mi hanno raccontato di una razza particolare di scrittore…
    Colui Che È Oltre L’Illusione Dello Spazio.
    In sostanza è una specie di classe di prestigio (d&d docet) per altre categorie di scrittori. CCEOLIDS spamma inviti a tutti gli “amici” per le presentazioni dei suoi libri anche qualora, per l’invitato, questo implicasse il dover prendere due treni e un aereo, per presenziare [inserire sarcasmo qui] all’evento dell’anno. Il motto è: selezionali tutti!
    Caso tipico: il soggetto in questione invita un abitante di Catania a una presentazione che si svolgerà a Novara.

  8. Sono sicura che anche io con le mie psicopatie rientro in qualche caso umano la cui classificazione è ancora ignota y.y In un gruppo di disegnatori su FB che frequento è comparsa una Morticia “Quella Arrivata”, nella variante ‘conosciuta’. È rimasta il tempo di farsi adulare, presentare dei disegnetti “nuovi di un progetto che sigh nessuno vuole”, sparlare della CE italiana che poi sotto natale le ha pubblicato -sorpresa!- qualcosa e in programma il progetto che nessuno voleva, dare dei consigli da madonna addolorata sui portfoli (tipo non usare i listini dei menu da trattoria e imparare l’inglese) e ora è scomparsa come un ninja, migrando probabilmente in un altro gruppo assieme al suo stormo.

  9. Molto divertente! Io in questa classifica il pessimista cosmico, anche se la stragrande maggioranza delle cose le tengo per me, ed evito di lamentarmi ammorbando il prossimo XD .

    Comunque proporrei il “fuori luogo”: colui che nei gruppi dedicati agli scrittori esordienti posta quando va bene articoli ed interviste dedicate a Stephen King o a Neil Gaiman (e no, non del tipo “i consigli di X per scrivere meglio), quando va male invece una vasta pletora di contenuti che vanno dalla pubblicità delle scarpe a video porno. Forse è una categoria un po’ OT rispetto alle altre (spesso non si tratta in effetti di scrittori, ma di spammer) ma nei gruppi danno fastidio quanto gli altri, se non di più.

    1. Se vogliamo rientrare un pochetto in topic, prendendo spunto dal tuo commento, potremmo parlare dei fottutissimi autori di paranormal romance che spammano la loro robaccia nei gruppi dedicati all’horror e al fantasy “serio” 😛

  10. Devo smettere di leggere post come questo, in cui si descrivono le persone che “animano” il web, perché mi ci riconosco in tutte, anzi, alla fine tiro pure un sospiro di sollievo pensando che poteva andarmi pure peggio. Ma la categoria in cui mi rispecchio di più è quella del “scusate il disturbo”: ho sempre il terrore di rompere le balle, mi trattengo nei commenti, chiedo sempre scusa e inevitabilmente….rompo le balle.

    p.s. non volevo disturbare, scusami se mi sono dilungato. Scusa. Non volevo.

  11. Spirale compulsiva di cui ho orrore, ma in cui rischio di cadere mentre tento di comunicare con gli altri. C’è molto di vero in ciò che dici e la tua sferzante ironia mi piace molto. Marisa

  12. Io anni fa ho conosciuto una reginetta lisergica, ma ho il dubbio che sia anche inseribile in qualche altro gruppo. Ti racconto questa, perchè mi sono fatta una risata con il tempo.
    Ci aggiungiamo sul social network in questione, non so come avevamo fatto ad incontrarci o cos’altro.
    Iniziamo a parlare e mi dice che ha scritto tante cose e che le ha tutte pubblicate su amazon. Noto dalle foto di facebook che aveva scritto con una casa editrice famosa, ma appena le ho fatto un paio di domande, è partita a spalare letame sulle case editrici perchè “sono tutte cattive” e che se pubblicavo, era meglio farlo da sola su amazon che ci guadagnavo di più. Alla fine cerco su amazon le sue opere: scriveva alla fine romanzi rosa o romanzi giallo rosa (dove di giallo c’è alla fine molto poco stando ai commenti che vennero più tardi e che la polizia era piuttosto stupida). Quando le avevo parlato di un mio progetto, thriller che poi ho accantonato alla lunga perchè non mi piaceva la storia e l’ho messo da una parte, è arrivata a dirmi quanto facesse schifo l’idea e che era sicuramente una cosa trita e ritrita, che alcune cose erano alcuni clichè e che la gente si sarebbe tanto annoiata.
    Dato che non le ho mai dato la soddisfazione di fare la lecchina nella sua bacheca, sia per carattere sia perché non ne vedevo il bisogno, mi ha rimosso dagli amici di Facebook di punto in bianco. Per farti rendere conto di quanto potesse interssare me ne sono accorta un anno fa circa, quando avevo deciso di comprare un suo libro da amazon in ebook. Inutile dire che l’ho trovato sciatto e banale, volevo commentare ma poi ho lasciato perdere. Forse ora che ho il blog potrei rileggerlo, anche se forse vorrà dire farsi del male 😀
    Notare che i suoi romanzetti rosa, eliminando le 5 stelline entusiaste, alla lunga erano diventati l’uno alla copia dell’altro.

  13. Poi esistono anche quelli che si prendono in giro da soli, tipo noi di Letterando che scriviamo post su come si scrive solo per ripassare le regole!!! :-p Scherzi a parte, essendo “scrittrice” (anche se preferisco definirmi scribacchina o scrittora, come nel titolo del mio blog) spero di non rientrare in nessuna delle categorie citate sopra, anche se adesso mi hai fatto venire il dubbio…

  14. L’ha ribloggato su Wormhole Diariese ha commentato:
    Splendido, anzi, meraviglioso articolo di Alessandro Girola che mi fa rosicare: avrei voluto scriverlo io.

    Una su tutte, da sbellicare:

    “Morticia Duncan Vixen Bella Stewart è educata, quasi schiva, non si fa coinvolgere in polemiche, non partecipa a discussioni sul genere di cui si occupa.
    Lei spamma e basta. Con cordialità. Con ossessione. Con metodo.
    Come un serial killer.”

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