Zombie, mostri e robot a spasso nella Storia

Alternate Histories

Alternate Histories of the World is just that; a complete world history from the early days of man and Vilnar the Destroyer, to the Zombie Black Plague of Europe, into modern-day monsters and robots.

Alternate Histories of the World è proprio questo; una storia completa del mondo, a partire dai primi giorni della specia umana e di Vilnar il Distruttore, alla Peste Nera degli zombie in Europa, ai mostri e ai robot dell’epoca contemporanea.

Lasciate che spenda qualche parola per questo bellissimo, per quanto un po’ costoso, libro illustrato di ucronie varie ed eventuali.

Questa notevole collezione di mappe, fotografie, incisioni e dipinti, dall’antichità ai giorni moderni, fornisce un nuovo, splendido sguardo sul mondo, indagando sulle battaglie e sulle alleanze con i mostri e con le creature soprannaturali che hanno caratterizzato l’evoluzione della specie umana.
Scopri come un uomo meccanico ha contribuito a scrivere la Dichiarazione di Indipendenza degli Stati Uniti. Ripercorri il percorso del virus dei morti viventi, dall’Africa all’Europa, fino ad arrivare al Nuovo Mondo. Guarda i manufatti frutto della nostra controversa alleanza coi marziani, o semplicemente dilettati coi colori vivaci e con le illustrazioni di un’epoca passata.
Più di 100 immagini a colori e didascalie brillanti fanno di questo libro un complemento indispensabile per le biblioteche degli storici appassionati, così come per quelle dei fan di mostri, fantascienza e horror. (Dalla quarta di copertina)

AHW Baltimore

L’autore di questa piccola meraviglia è Matthew Buchholz, nato in Arizona e residente a Pittsburgh, grande lettore di saggi storici e al contempo fan della fantascienza old style, fatta di budget risicati ma di grande idee e di un senso estetico inarrivabile.
Alternate Histories of the World è un atto d’amore per entrambe le materie, una riscrittura della cronologia della specie umana attraverso mostri, robot e zombie.

Dal sito di Buchholz si leggono anche interessanti aneddoti riguardo al suo metodo di lavoro. Le “ucronie illustrate” del suo libro sono ricavate da vecchi disegni d’epoca, il più delle volte recuperati da mercatini delle pulci e da vecchi negozi di roba usata. Questa è la dimostrazione, qualora ce ne fosse bisogno, che la creatività non ha bisogno di investimenti faraonici, bensì di buone idee.

AHW House

Buchholz ha iniziato questo suo progetto anni fa, partendo da una rivisitazione in chiave fantascientifica della sua città di residenza (Pittsburgh). Utilizzando soltanto le stampe d’epoca già citate e Adobe Photoshop, Matthew è riuscito a catturare l’attenzione delle gallerie d’arte cittadine, che gli hanno concesso di allestire una mostra. Avendo constatato il successo della medesima, Buchholz ha allargato il suo progetto, si è concesso qualche viaggio per cercare nuovi luoghi da “ucronizzare”, e quindi ha lavorato al libro di cui vi sto parlando oggi.

Ottimo esempio di arte moderna (benché dal sapore vintage), Alternate Histories of the World è la prova di quanto, in un paese profondamente amante della cultura del fantastico, sia possibile unire l’utile al dilettevole, la cultura “elevata” a quella pop.
Tutte cose che, qui in Italia, ci possiamo scordare completamente.

AHW La Venere zombie

Per ordinare il libro, cliccate qui.

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5 commenti

  1. Per un attimo l’ho confuso con il volume fotografico “Boilerplate”.
    Non è che sia una cosa tanto diversa, in fondo…

  2. Sembra davvero molto interessante, e non mi dispiacerebbe proprio per nulla farlo mia, anche perchè sarebbe un pezzo più che unico nella mia bibliotechina. Sono dell’idea inoltre che molte delle storie di speculative fiction ne guadagnerebbero un sacco qualora ci fosse una versione illustrata; e non parlo di un semplice(per quanto soddisfacente)senso artistico, ma anche per cogliere quei riferimenti culturali a 360° che altrimenti ci si potrebbe perdere. Per esempio molte delle tue opere sarebbero davvero bellissime con una versione illustrata, mi viene in mente per esempio Biondin.

    1. Anche a me piacerebbe molto far illustrare qualche mia storia, lo ammetto.
      L’unica volta che ho fatto ricerche in questo senso mi sono fatto un po’ avvilire dalle cifre e dalle competenze richieste.
      L’alternativa era collaborare con dei dilettanti, ma il risultato sarebbe stato tutto da verificare.
      Probabilmente però avrei dovuto insistere.

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