L’Invasione di Crabzilla

crabzilla

Li chiamano familiarmente crabzilla, un nome che evoca il più famoso kaiju giapponese di tutti i tempi, Godzilla.
Si tratta di una o più specie di granchi e crostacei di dimensioni gigantesche, che da sempre abitano alcune fosse oceaniche, senza dar fastidio a nessuno.
Questo almeno fino alla metà degli anni ’80, quando in diverse parti del mondo abbiamo assistito all’invasione (pacifica, ma impressionante) di sciami di crabzilla. Le simpatiche bestiole, i cui esemplari più grandi possono arrivare a pesare fino a 4.5 chilogrammi, sono innocue per gli esseri umani, ma provocano grandi danni alle coltivazioni. Probabilmente è colpa dell’inquinamento dei mari, se essi si spingono sempre più spesso in superficie.
Una particolare specie di crabzilla, i cosiddetti “granchi delle noci di cocco”, molto presenti in alcune aree del Pacifico, sono noti anche per aver attaccato gatti, galline e allevamenti di pesci.
Sembra la trama di un romanzo di James Herbert ma non lo è.

A fine 2014 c’è stata la più recente invasione di crabzilla.
Più di 4800 esemplari hanno preso d’assalto le periferie di Honolulu, alla ricerca delle ghiottissime noci di cocco. Come già detto, durante la loro marcia, i simpatici crostacei hanno causato non poche devastazioni nei campi e nei frutteti, oltre ad aver accidentalmente causato la morte di qualche incolpevole micio.

crabzilla invasione
Invasione di granchi “normali”.

Ogni tanto la stampa sensazionalista e i siti di notizie strambe giocano sulla suggestione suscitata da tali bizzarri animaletti.
A ottobre del 2014, per esempio, circolava una foto riguardante il presunto avvistamento di un granchio di dimensioni gigantesche nel porto di Whitstable, nel Kent (UK). La foto è effettivamente affascinante (la potete vedere qui sotto), ma si è rivelata essere un’hoax, vale a dire un falso.
Tuttavia la notizia era talmente intrigante che è riuscita a raggiungere i media nazionali, tanto da meritare perfino un’indagine da parte di alcuni ricercatori oceanografici. E’ dovuta infatti arrivare la dichiarazione ufficiale della dottoressa Verity Nye, per convincere il Daily Mail a pubblicare la smentita riguardo al mostruoso crostaceo che appare in questa foto.

Crabzilla hoax

Se andiamo nel campo della narrativa pura, è impossibile non segnalare il ciclo narrativo dei Clickers, del recentemente scomparso scrittore californiano J.F. Gonzalez.
In questa trilogia, lavorando gomito a gomito dapprima con Mark Williams e poi con Brian Keene, Gonzales ha immaginato un’invasione di crostacei grossi come tank militari, dotati di un veleno letale e virtualmente inarrestabili una volta arrivati sulla terraferma.
I Clickers invadono dapprima il Maine, poi altre località marittime, in un tripudio di distruzione che rende omaggio ai b-movie degli anni ’50 e ’60, fatti di mostri e di insetti giganteschi.
Ma non è tutto, visto che, man mano che la saga prosegue, il lettore scopre che i Clickers hanno abbandonato le fosse oceaniche perché qualcuno di più antico e pericoloso ha minacciato le loro tane…

Come se non bastasse la saga ha dato alla luce anche uno spassosissimo crossover, Clickers vs Zombies, romanzo in cui Keene e Gonzales mettono a confronto due delle loro più riuscite apocalissi, con un risultato divertente, grottesco e fantasioso. Un vero inno alla speculative fiction fatta con amore e con conoscenza della materia trattata.

Clickers 3

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8 commenti

  1. Alessandro,
    una cosa simile aveva stimolato l’immaginazione di uno dei più importanti narratori di SF del secolo scorso, John Wyndham, che nel 1953 scrisse “Il risveglio dell’abisso” (in originale ‘The Kraken Wakes’), con un’idea molto simile a quella di Gonzales-Keene.

    Sebbene l’opera sia molto “British” la consiglio vivamente….

    Pace profonda nell’onda che corre

      1. Fortunello!
        Oggi, tranne un paio di felici eccezioni, di questa colonna della SF inglese si trova solo materiale usato…

        E poi si lamentano che non leggiamo!

        Pace profonda nell’onda che corre

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