Clive Barker e la scrittura

Clive Barker

La gente spesso mi chiede che cosa consiglio agli aspiranti scrittori; io rispondo che la responsabilità più importante che credo appartenga a uno scrittore è quella di raccontare la sua verità personale.
Non lasciatevi ingannare dai migliori bestseller. Scrivete ciò che vi rappresenta di più.
Parlate col vostro cuore, per quanto ciò che dice vi sembri strano o rivelatore. Non vergognatevi di come funziona la vostra immaginazione. Ciò che un lettore si aspetta è di capire come funziona la vostra testa, la vostra fantasia.
Io tengo un “diario dei sogni”, che è un archivio di immagini e idee che vengono in mente mentre dormo. Annoto inoltre qualsiasi nozione che mi balza in mente durante la giornata di lavoro, per quanto irrilevante essa possa sembrare. Poi elaboro i fili della narrazione, in modo di legare queste idee, nozioni e immagini che maturo nei momenti più disparati della giornata.
Credo che scrivere storie che tocchino profondamente le persone sia sempre difficile. Ho scritto opere teatrali e libri per 20 anni, ma ogni mattina mi siedo alla scrivania con una misto di eccitazione e paura. (Clive Barker da un’intervista del 1996)

Con Clive Barker ho avuto sempre un rapporto contraddittorio.
Adoro alcuni suoi libri, tra cui Cabal, Il Mondo in un Tappeto e Schiavi dell’Inferno (da cui fu tratto il primo Hellraiser). Al contrario, non sono un grande fan dei suoi arcinoti Libri di Sangue, che (a parer mio, eh) alternano ottimi racconti ad altri che, riletti col senno di poi, denotano una certa immaturità.

Ciò detto, Barker è di sicuro uno dei più importanti autori viventi del fantastico (horror e dark fantasy in particolare).
Purtroppo in Italia sembrano essersi dimenticati di lui più o meno dal 2001 in poi, tanto che moltissime sue opere recenti non sono state distribuite nel nostro paese. Parlo di libri come Tortured Souls (2001), Mister B.Gone (2007), The Essential Clive Barker: Selected Fiction (2000), Rare Flesh (2003), Clive Barker’s First Tales (2013), The Scarlet Gospels (2015), più tutte le sue opere teatrali e buona parte dei fumetti di cui ha curato la sceneggiatura.

Bizzarro che Barker sia stato “bannato” dal nostro paese con tanta solerzia. E dire che tra gli anni ’80 e ’90 in Italia si giocava i record di vendite col signor Stephen King.
King di cui i nostri illuminati editori continuano a ristampare perfino la lista della spesa, oltre ai romanzi scritti da moglie, figlio, zie, cugini e omonimi casuali.

Scelte bizzarre, ma nemmeno poi tanto, se si considera il livello di apatia culturale che coinvolge questo paese dagli anni ’90 a oggi. E ancora non si vedono vie d’uscita, a mio parere.

Comunque i consigli di scrittura di Barker sono semplice e validissimi. L’agenda i cui appuntarsi idee e pensieri apparentemente casuali ce l’ho anch’io e la trovo molto utile. Anche perché la memoria non è mai solida come ce la immaginiamo, quindi prendere appunti può risultare essenziale. Cassetti mentali, schemi riassuntivi e tracciati narrativi sono spesso più utili di elaborate scalette.

Barker quotes

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3 commenti

  1. Non ho letto molto di suo, ma l’ho sempre preferito a Stephen King: per il poco che ho letto di entrambi, mi è parso che Barker vada più diritto al punto, mentre il Re, a volte, allunga il brodo. Fermo restando che, in modo differente, sono entrambi molto capaci 🙂

    Più in tema con l’articolo, il consiglio di appuntarsi le cose è vitale: chiunque ami scrivere, col tempo, vede idee per le storie anche in eventi banalissimi, ogni minimo evento, immagine o banale conversazione può far scattare qualcosa!
    Che poi diventi o meno una storia, è un altro discorso…

  2. Io m’appunto le cose, però, puntualmente, quando vado a rileggerle non sono più fantastiche, azzeccate, vitali come m’era sembrato all’inizio, perdono tutto il loro sapore.

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