Beta (1 di 2): L’era dei Robot Giganti

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In una dimensione alternativa a due passi da noi la Guerra Fredda non è mai finita.
I due schieramenti, Nato e Patto di Varsavia, si guardano in cagnesco attraverso la Cortina di Ferro. Le armi nucleari non sono però i maggiori deterrenti utilizzati dalle superpotenza. Ci sono infatti i mecha giganti, colossi di metallo e circuiti, pilotati dall’uomo e capaci di alterare gli equilibri internazionali.
Anche il Giappone, alleato degli USA, sviluppa un modello di mecha. Toccherà al suo equipaggio affrontare per primo la minaccia di alcuni robot biomeccanici spuntati dal nulla, che minacciano la Terra, partendo da Tokio…

Nutro sentimenti discordanti su Editoriale Cosmo.
Ha un ottimo catalogo di titoli, ma il formato in bianco e nero, adattamento di fumetti originariamente pubblicati a colori e in grande formato, riesce a rendere quasi illeggibili molti degli albi.
Sicuramente questa scelta serve a ridurre il prezzo di copertina, che è infatti adattato alle collane Bonelli, ma la qualità generale ne risulta assai compromessa.

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Beta: L’era dei Robot Giganti è una via di mezzo. Uscì per i bravi tizi di BAO Publishing, a colori, e ora viene riproposto dalla Cosmo, diviso in due corposi volumi, conservando la leggibilità (a dispetto, ovviamente, dei colori medesimi).
La storia – italiana al 100% – è un dichiarato omaggio ai manga della nostra infanzia, ai vari Jeeg, Mazinga, Goldrake, Daitarn etc etc.
C’è però un tentativo, in buona parte riuscito, di trasformare quelle trame volutamente poco realistiche in qualcosa di più maturo. Da qui la decisione di ricamarci attorno uno scenario ucronico, una Guerra Fredda non ancora finita e giocata tramite il possesso, lo sviluppo e la proliferazione dei robot giganti.

Il tratto dei disegni è “simil-nipponico”, con chiari e voluti richiami a Go Nagai. Per questo motivo i mecha sono vintage, assai più simili al già citato Mazinga che non ai colossi di Pacific Rim o agli slanciati mecha del mondo di Gundam (che personalmente mi piace meno rispetto ai giganti go-nagaiani).

Il primo volume (di due totali) è divertente e si lascia leggere con gusto.
Se cercate originalità, andate altrove, questo credo sia palese dalla mia recensione. Se invece volete leggere una storia piacevole, dal buon retrogusto degli anni ’70-’80, questo fumetto fa per voi.

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2 commenti

  1. Il lavoro che sta facendo Cosmo di recupero di cose italiane uscite solo in edizioni da libreria è davvero notevole. Battaglia, Garrett (ma anche Fantomax) e a breve Pulp Stories di Cajelli/Rossi. (Sulle edizioni rimpiccolite e b/n dei fumetti francesi invece faccio parecchia fatica pure io).
    Beta l’avevo preso nell’edizione Bao (che è in bianco e nero pure quella); secondo me è un’ottima fusione di omaggio alle cose giapponesi e approccio “europeo” al fumetto (e in generale, mangia in testa a Pacific Rim dalla prima all’ultima pagina, sotto entrambi questi aspetti). Tra l’altro Vanzella e Genovese sono una di quelle coppie di autori talmente affiatate che potrebbero passare per un autore unico.

  2. Ecco, sicuramente io andrò altrove, per via della poca originalità del prodotto. Leggo spesso le tue recensioni e ti ringrazio di cuore, perché mi danno un sacco di dritte!

    Saludos!

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