Noi siamo i morti

Noi siamo i morti

XIV secolo. L’Europa è vittima di un’epidemia che trasforma gli uomini in zombi. Settecento anni più tardi, dall’altra parte dell’oceano, il popolo Inca, preservato dalle minacce della colonizzazione, ha continuato a prosperare e a svilupparsi. Il suo unico legame con il Vecchio continente: un gruppo di strani uomini arrivati via mare poco tempo dopo lo scoppio dell’epidemia. L’apparente immortalità di questi stranieri intriga l’imperatore inca, che decide di inviare una spedizione per fare luce sul mistero.

Oramai riesco a leggere “robe di zombie” solo se sono ibridate con altri generi. Tipo l’ucronia.
Infatti questo primo volume della saga Noi siamo i morti è proprio una bella storia alternativa, farcita di morti viventi cannibali (parzialmente) senzienti.
Una bella lettura spietata e cupa, senza eroi, bensì caratterizzata da personaggi ambigui e particolari.

Sia il disegnatore che lo sceneggiatore sono croati. Infatti in I figli della peste si respira un pessimismo e un cinismo tipicamente balcanico (senza voler offendere nessuno, eh, sono solo constatazioni).

La trama è presto detta: la Peste Nera è stata accompagnata a braccetto dal morbo zombie. L’Europa è stata spazzata via in pieno medioevo. Sono “sopravvissuti” soltanto poche migliaia di zombie senzienti, che si comportano con relativa normalità, finché non sentono odore di carne umana viva. Al che si trasformano in belve assassine.

Dall’altra parte dell’oceano, l’Impero Inca, che da tempo ha annesso aztechi e maya, prospera.
Ma la notizia dell’esistenza degli zombie è arrivata alle orecchie del Dio-Imperatore, spinta da un galeone di conquistadores non morti, trecento anni dopo la peste nera. L’imperatore stesso, vecchio e preoccupato della non più così lontana dipartita, scambia gli zombie per persone conservate dall’acqua della fantomatica fonte della giovinezza.
Per questo decide di organizzare una spedizione oltre oceano, guidata da suo figlio, il principe Manco, alla ricerca del prezioso segreto.
Le navi volanti degli inca fanno appena in tempo ad atterrare in Inghilterra, per trovarsi subito in una situazione a metà tra il grottesco e l’infernale.
Da qui inizia l’odissea di Manco e dei suoi servitori, attraverso un’Europa zombizzata, dove la civiltà non-morta, incapace di progresso tecnologico, ha mantenuto il continente in un eterno, putrescente medioevo.
Nel mentre su un altro fronte, l’imperatore Inca subisce un colpo di stato, e una terza potenza, Han (la Cina?), dotata di quelle che paiono essere armamenti in stile steampunk, si affaccia sullo scacchiere internazionale.

Lettura diversa dal solito, anche se il tema dell’apocalisse zombie è trito e ritrito. Se non altro qui ci viene presentato con molte varianti, una più interessante dell’altra.

In Italia lo pubblica Panini Comics. Lo trovate qui.


(A.G. – Follow me on Twitter)

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