Chuck Norris Vs Communism

Io ho questo strano feticismo: sono un vorace lettore di saggi che riguardano i regimi del ‘900, in particolare quelli di natura comunista. Dall’URSS ai paesi satelliti, passando per la DDR, l’Albania, la Jugoslavia titina, la Romania.
Se usate l’apposito box di ricerca del mio blog troverete diversi articoli su questo argomento, ma potrei virtualmente scriverne un altro centinaio (volendo anche di più).
Mi piace studiare l’aspetto sociale di questi regimi, l’impatto che avevano sulla popolazione, ma anche l’immagine che davano di sé stessi al mondo esterno.
L’ossessione tipica dello stalinismo (e poi adottata da altri dittatori, compresi quelli allontanatesi dall’ortodossia staliniana) era principalmente una: non cedere di un millimetro nel concedere legittimazione al capitalismo. Questo valeva dal punto di vista politico, ma anche da quello culturale. Ed è così che in quasi tutti i paesi che si dichiaravano comunisti o ispirati al “socialismo reale” veniva applicata una rigidissima censura su musica, libri e film.

Chuck Norris Vs Communism è un fantastico documentario (reperibile su Netflix) girato dalla regista Ilinca Calugareanu, che ora vive a Londra, che ha vissuto in prima persona gli ultimi anni del regime di Ceausescu. Quelli più duri, perché la Romania aveva perso la simpatia riscossa negli anni ’60 e ’70, dove veniva vista come una nazione dal socialismo alternativo a quello sovietico, e quindi come un possibile interlocutore.
E, sì sa, la bestia ferita diventa più feroce. Ceausescu temeva di ricevere sabotaggi e infiltrazioni culturali da parte dell’Occidente, perciò la psicosi di Stato era molto alta.

“Gli anni Ottanta sono stati un periodo strano per la Romania. I più duri del regime di Ceaușescu, ma anche quelli in cui abbiamo scoperto l’Occidente, l’America e il cinema. Chuck Norris, Bruce Lee e Van Damme erano i nostri eroi nazionali, simbolo di tutto quello che non avevamo.” (Ilinca Calugareanu)

Il documentario racconta la storia di una doppiatrice, Irina Nistor, che nella vita di tutti i giorni lavorava come interprete della temibile Commissione Censura del governo, mentre di notte veniva ingaggiata da un collezionista di VHS proibite, Toader Zamfir, per doppiare i film che il regime aveva messo al bando.
Quegli stessi film venivano poi riversati su VHS e proiettati abusivamente in alcuni appartamenti di Bucarest, dove la gente si riuniva per guardare – con gli occhi del Cinema – oltre le barriere ideologiche volute da Ceausescu.

Irina, che ovviamente rischiava la vita con questo “secondo lavoro”, arrivava a doppiare fino a quattro-cinque film a notte, interpretando al contempo personaggi maschili e femminili.
Grazie a lei i rumeni hanno conosciuto Rocky, Rambo, Alien, ma anche le pellicole di Chuck Norris e quelle di Van Damme, così come Nove settimane e Mezzo, Terminator, Il Dottor Zivago e una quantità infinita di horror di vari decenni.
Tutte pellicole che il regime vietava e che era illegale vedere.
Illegale perché esse ampliavano la concezione che la gente aveva del mondo.
Dopo anni di indottrinamento, in cui i rumeni venivano martellati con l’idea che non c’era alcuna realtà migliore di quella socialista, questi avevano modo di vedere coi loro occhi i pregi e i difetti dei tanto temuti imperialisti occidentali.

Chuck Norris Vs Communism è un ottimo documentario che parla di diverse cose: di Cinema, della magia a esso connessa, di anni ’80, della necessità che ciascuno di noi ha di sentirsi libero. Libertà che si manifesta anche nella possibilità di vedere un film senza che lo Stato (o il Partito, o il dittatore di turno) decida per noi l’opportunità o meno di farlo.
CNVsC è anche un affresco storico sugli ultimi anni della Guerra Fredda, visti attraverso gli occhi dei rumeni che in quel periodo conobbero il mondo libero attraverso i film doppiati da Irina Nistor.
Questa storia doveva essere raccontata e per fortuna qualcuno lo ha fatto.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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