Un “road movie” post-apocalittico tra Piemonte e Lombardia

Parto subito col dire che non sto parlando dell’ottimo racconto lungo di Davide Mana Faina Solitaria, uno dei migliori stand-alone nati dal progetto di scrittura condivisa Survival Blog.
No, in questo post vi anticipo quella che sarà (forse) la mia ultima pubblicazione per il trittico dei mesi estivi infernali (giugno, luglio e agosto). Mi riferisco a Max: First Lady Road, una novelette distopica ambientata in un futuro vicino (2021), tra Piemonte e Lombardia.
Inizialmente pensavo di pubblicarlo come quinto Corto Ucronico (qui trovate gli altri), ma poi mi sono reso conto che, pur avendo elementi di storia alternativa, questa novelette è da considerarsi soprattutto distopica (già detto, lo so) e in parte anche post-apocalittica.
Tutto quando nasce, paradossalmente, dalla promessa fatta ad alcuni colleghi, ovvero quella di inventarmi una storia da questo scenario di what if abbozzato soltanto per gioco.

Ci ho riflettuto diverse settimane, prima di trovare una storia davvero interessante. Ciò che mi è venuto in mente, scartando diverse bozze, dal romance-ucronico al fantapolitico in stile House of Cards, è però molto divertente da scrivere. Suppongo che sarà altrettanto piacevole leggerlo.

Prendete uno spunto o due di 1997 Fuga da New York. Non molta roba, giusto il necessario. Aggiungeteci dosi abbondanti del primo Interceptor, quello ancora privo dei paesaggi post-atomici e degli elementi iconici di quella saga. Condite con gli elementi migliori di The Book of Eli (da noi distribuito col pessimo titolo Codice Genesi).
Questo giusto per dare un vago accenno dell’atmosfera che sto creando. Per il resto troverete molto di mio, come è giusto che sia. Nulla (o quasi) si presta alla totale originalità, ma il compito del narratore è – a mio modo di vedere – quello di raccontare vecchie storie facendole sembrare sempre nuove.

Max: First Lady Road sarà anche il terzo è forse ultimo mio romanzo breve che si occuperà, attraverso la narrativa del fantastico, della deriva populista di questo paese. Dopo l’approccio fantapolitico di Vox Populi e quello supereroistico di Noi siamo la Gente, tenterò di interpretare il fenomeno attraverso l’avventuroso post-catastrofico.
Voi prendete il tutto come un semplice racconto di fantasia, se preferite. In fondo è tutto ciò che conta.

I protagonisti?
La First Lady del titolo… beh… ve la lascio immaginare. La cosa susciterà un po’ di fastidio a chi crede che nella letteratura del fantastico non si possa mischiare il profano, ma me ne farò una ragione.
Il coprotagonista maschile sarà – mi pare evidente – Max. Riparleremo di lui, prima che finisca la prima stesura della novelette, tuttavia il fatto che abbia scelto il medesimo nome di Max Rockatansky non è certo casuale.

Per ora è tutto.
Penso che pubblicherò altre anticipazioni sul making of di Max: First Lady Road, sia qui che sul mio canale Telegram.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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