Il mio nuovo ufficio tascabile

Doogee F7

Ultimamente sto lavorando moltissimo in ambito social (e solo una piccola parte di questi lavori ha a che fare col mondo della scrittura e dell’editoria).
Mese dopo mese mi sono reso conto che posso gestire il 90% di queste attività con un semplice, valido smartphone. Davvero, se non fossi anche un autore potrei rinunciare al mio portatile e accontentarmi di un tablet e di un cellulare per fare un buon lavoro da freelance.
C’è anche chi dirà che, utilizzando uno di quei tastierini da venti euro, collegabili via bluetooth a un qualunque smartphone, potrei anche scrivere un romanzo col telefonino. Il che tecnicamente è del tutto corretto, ma non sono ancora pronto a fare questo passo.
Anyway, per quasi due anni ho utilizzato uno smart di una marca che non rientra in quelle fighine e alla moda, vale a dire un Wiko Fever, di cui avevo parlato qui.
Un ottimo cellulare, che non ha nulla da invidiare ai vari Samsung e iPhone.
Questo, quantomeno, prima che facesse uno scriteriato aggiornamento che ha peggiorato uno degli aspetti che più mi importa di questi aggeggi: la durata della batteria.

Per farla breve, il Wiko Fever non ha retto benissimo la nuova versione di Android.
Appena lo stacco dalla carica perde subito 10% di carica e, nel giro di dieci minuti, scende addirittura all’85-82% di carica massima.
Poi la situazione migliora e i consumi tornano a stabilizzarsi, ma è un problema fastidioso e angosciante.
Mi sono informato e ho verificato che non si tratta di un problema di usura della batteria, bensì proprio di un bug legato al Fever che, a parte questo, resta un telefonino molto valido (fotocamera a parte).
Ora però mi sono deciso a comprare un aggeggio nuovo.

Mi sono imposto una volta ancora di evitare i brand di moda, i cui costi elevati sono dovuti soprattutto al fatto che fanno tendenza.
Ho scartato l’Asus Zenfone 3 Max, mia prima scelta, perché pare che il cellulare soffra di un bug molto diffuso, il ghost touch, che rende inutilizzabile il touchscreen.
Dopo molte ricerche, comparando recensioni e statistiche, la mia scelta è caduta su un cellulare molto apprezzato in Cina, e che sta provando ad affermarsi anche in Europa, come hanno già fatto altri marchi (tipo l’Honor), ormai in rapida diffusione.
Ed è così che ho comprato un Doogee F7.

Mi piace la filosofia di espansione dei cinesi: offrire smartphone con capacità tecniche elevate, a prezzi contenuti (molto contenuti) rispetto alla concorrenza già affermata.
Il mio Doogee F7 corrisponde esattamente a questa descrizione.
Per soli 170 euro mi sono portato a casa un dual sim con schermo da 5.5 pollici, 3 gb di RAM (fondamentali per gestire le tante app), con una fotocamera valida e con una batteria in grado di garantirmi un’autonomia più che discreta. Più tutte le altre cose oramai indispensabili in un buon strumento di questa categoria: memoria espandibile, sensore di impronte digitali etc etc.
L’aspetto estetico è buono, non di lusso, non cool, ma decisamente accettabile. Tanto mi basta.

Appena acquistato l’ho dotato di un launcher semplice e del tutto personalizzabile, Evie (lo trovate sul Play Store), ho scaricato tutte le app che mi servono per gestire i miei lavori online (miei e per conto terzi, ovviamente) e ho testato il Doogee sul campo, confermando di aver avuto una piacevole intuizione.
Lo smartphone è valido e non ha granché da invidiare a prodotti simili di fascia medio-alta.
Ovviamente è un brand che al momento non contempla mille cover e custodie acquistabili comodamente su Amazon o nei negozi di elettronica ma, se ci pensate, spesso basiamo la nostra scelta sulla disponibilità di questi gadget, che di fatto ripagano soltanto il senso estetico.
Cosa che, per il momento, ho messo da parte.

Nel caso foste alla ricerca di qualcosa del genere, questa è la scheda Amazon del Doogee F7. Ho l’impressione che fra qualche mese, se si diffonderà per bene, il prezzo lieviterà di parecchio.
Fateci un pensiero.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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5 commenti

  1. Ciao Alex, grande post. Così quando devo cambiare il mio Wiko (che comprai dopo aver letto la tua recensione) so già dove andare a parare. Cmq io, almeno al momento, non ho avuto il calo della performance delle batteria di cui parli tu. E se l’avrò mi posso sempre dotare di caricabatterie esterno.
    Ciao, Simone.

  2. Da utente Huawey non posso che confermare l’alta qualità dei prodotti cinesi di ultima generazione, unita a una fascia di prezzo impensabile per altri blasoni

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