L’Ultima dei Calvino (ebook)

cover

L’Ultima dei Calvino
Romanzo breve (31.000 parole/140 pagine circa)
Disponibile su Amazon
Disponibile su Gumroad in formato ePub

Sinossi

Carassone dei Govoni è un paese sconosciuto, abbarbicato sulle Alpi Marittime.
Nonostante sia un luogo incantevole, quasi un borgo da fiaba disneyana, non compare su alcun portale turistico. A stento viene citato sui siti istituzionali della Regione Piemonte, e nessuno, nemmeno nei comuni confinanti, ne parla volentieri.
Una compagnia assicurativa torinese, la Caboto, si trova ad avere a che fare con Carassone quando la persona più ricca del paese, Eligio Calvino, passa a miglior vita, dopo essere campato fino a quasi 120 anni. La sua unica erede, la bisnipote Berenice, è già tornata da Londra per riscuotere il capitale dell’esosa polizza vita sottoscritta dal suo avo.
L’ammontare è tale che la piccola compagnia potrebbe trovarsi in seri guai finanziari, se non dovesse trovare un escamotage per non pagare il premio assicurativo che spetta all’ultima dei Calvino.
Toccherà a Emma, la migliore agente della compagnia Caboto, cercare una soluzione a questo problema.
Per farlo dovrà addentrarsi nei misteri di Carassone dei Govoni, tra storie di diavoli, di fate assassine, di spiriti del crepuscolo, di magia nera e tra antichi segreti di famiglia.
Ma ci sarà qualcosa di vero, in queste vecchie storie da falò?

Presentazione

L’Ultima dei Calvino è un romanzo horror del ciclo narrativo Italia Doppelganger. Come tutte le opere che compongono questo ciclo, anche L’Ultima dei Calvino può essere letta indipendentemente dagli altri, sebbene vi sia un sottile filo d’Arianna che la collega ad altri romanzi, racconti e novelette.

Questa volta il viaggio virtuale attraverso l’Italia “parallela” ci porta di nuovo in Piemonte, più precisamente nel cuneese.
L’Ultima dei Calvino è una storia con vaghi richiami gotici, ma in linea coi principi del ciclo narrativo a cui appartiene.
Spero che la lettura vi sarà piacevole.

Il romanzo è disponibile in duplice formato: su Amazon, come tutti i miei ebook, e su Gumroad, per chi non ha un ereader Kindle e preferisce il formato ePub.

L’Ultima dei Calvino su Amazon
L’Ultima dei Calvino su Gumroad (formato ePub)

devil tarot 3
Fonti d’ispirazione.

Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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Pagina autore: amazon.com/author/alessandrogirola

3 commenti

  1. Ho appena recensito “L’ultima dei Calvino” su amazon. Cinque stelle piene, e ci mancherebbe altro: la Tua opera va incoraggiata. Cavolo, ho pensato, gliela devo una recensione a Girola, ho letto (e variamente apprezzato) tutto quello che ha scritto e nemmeno mezza stellina gli ho mai dedicato. Lettore avido, ma tirchio di commenti, ecco tutto. Però: (1) ho raccolto l’appello sul Tuo blog; (2) ho rotto il mio silenzio con una recensione di quel capolavoro di Nightbird di Lucia Patrizi, sicché non avevo più nemmeno la scusa di non mai dato stelle a qualcuno.
    Scambiando qualche battuta sul blog di Lucia, ho trovato anche un certo gusto a poter commentare il racconto direttamente con l’Autore, anche questa una novità per me. Ripeto l’esperimento, ma “L’ultima dei Calvino” in questo caso è un pretesto per alcune considerazioni di respiro più ampio.
    Innanzitutto: il Girola che preferisco è quello che scrive di mostri grossi. A mio molto sindacabile avviso, il Tuo lavoro migliore è Grexit Apocalypse, seguito a ruota da I Robot di Lamarmora e tutta la serie Kaijumachia. Spero, quindi, che presto tornerai sull’argomento, che in Italia è ben poco trattato.
    La serie Italia Doppleganger – comunque clamorosa, eh! – non è tra le mie predilette. Per quanti twist si possano aggiungere, infatti, l’esito appare scontato dalla prima pagina: salvo rari casi (tipo Milano Tsunami), i protagonisti muoiono male, impazziscono e/o diventano cultisti. Tutto secondo i ben oliati canoni lovecraftiani, ma poco appassionante per chi conosce il “trucco” in anticipo. Certo, l’ambientazione è meritoria (ho spiegato le ragioni su amazon, non mi ripeto qui), l’idea dei piani dimensionali intrigante, valida – per i lettori affezionati tipo me – la scelta di inserire qualche riferimento alle opere precedenti.
    CONTIENE SPOILER!
    Fatta la premessa, “L’ultima dei Calvino” mi ha comunicato una fortissima sensazione di già visto: Car(c)asson(n)e non è tanto diversa da un’Orlavia o da una Torre d’Ambra o da un Segoveso. Isolati dal mondo, sconosciuti sulle mappe, poche notizie su internet, ecc. ecc. Un patriarca malvagio, un segreto ben custodito (anche se in questo caso bastava chiedere). Pure il “mostro finale” è un Gigiat sfuggito ai Venatores (pene enorme incluso). Comprendo che tante storie brevi di questo tipo attirano nuovi lettori e contribuiscono a far conoscere il Tuo nome. Avessi letto solo “L’ultima dei Calvino”, mi sarebbe piaciuto molto. A questo punto, però, mi piacerebbe vedere sviluppati questi temi in un lavoro più consistente, lungo e meditato. Spero Tu ne avrai in futuro a voglia e la possibilità. Due ulteriori considerazioni: (i) va bene che siamo in Italia, ma i cellulari che non prendono sono un espediente narrativo che non Ti fa onore; (ii) perché Berenice inizialmente è restia ad accettare la proposta dei carassonesi? Non poteva dire sì da subito e compiere il suo piano?
    Perdona queste critiche – le ho scritte qui perché siamo tra amici – le muovo da affezionato lettore e senza alcuna pretesa di pontificare o di insegnarTi un mestiere che non conosco. Come detto prima, la Tua opera è meritoria, si merita cinque stelle a prescindere e non posso che esprimere tutte le mie lodi per l’unico Autore che non teme di utilizzare la parola “biblioteconomia”, così da attizzare questo nerd quarantenne (siamo più o meno coetanei) con il ricordo di lanci di dadi a dieci.
    Se hai avuto la pazienza di leggere sin qui, Ti ringrazio del tempo e mi hai dedicato e, in attesa di leggerTi ancora, Ti invio i migliori saluti.

    1. Ti svelo un piccolo segreto: talune storie piacciono agli appassionati proprio perché contengono certi elementi ben definiti 🙂 Che poi è ciò che sta alla base di autori come HPL, per esempio (non che intenda in alcun modo paragonarmi a lui, eh!)
      In quanto a lettore io non mi sorprendo per un plot twist da anni. Da un ventennio, forse. Cerco quindi storie che mi piacciono, più che storie che mi stupiscano.
      Questo per rispondere al tuo appunto, non per giustificarmi. Ci sta benissimo che altri lettori cerchino il colpo di scena totalmente spiazzante 😉
      Spero di aver spiegato il punto senza risultare noioso o antipatico.

      Riguardo ai kajiu, tornerò sicuramente a scriverne, anche se non credo che saranno lavori lunghissimi. Lì sì tendo a ripetere fin troppo scene e trame già lette, almeno a mio parere. Del resto è un sottogenere talmente piccolo che offre una manciata minima di varianti.
      Comunque ci si prova.

  2. Intanto grazie per la risposta. Ovviamente non ero alla ricerca di “giustificazioni”, ma di una risposta intelligente e l’ho avuta. In effetti io stesso, che la Tua produzione l’ho letta tutta, non disdegno affatto la ripetizione di certi temi. Mi diverte molto e va bene, ce ne fossero opere di intrattenimento fatte così bene. Tra l’altro nei Tuoi racconti ci sono una marea di spunti originali o, per essere più precisi, di temi classici sviluppati in modo originale e personale. La mia osservazione voleva esprimere la speranza che un giorno Tu abbia voglia e modo (credo subentrino una serie di considerazioni editoriali e di marketing delle quali poco mi intendo) di elaborare il tutto in un’opera più complessa. Un romanzo, per essere chiari, dove le enormi potenzialità del mondo “Italia Doppleganger” abbiano più spazio per svilupparsi. Rivolgo una muta preghiera a San Settentrio in Boccadipesce affinché quest’auspicio si avveri. Nel frattempo, avendo parlato anche troppo, torno a fare il lettore silenzioso.
    E’ stato un piacere, e non avevo dubbi.

    P.S.: Ci si prova? Ci si prova??? “Grexit Apocalypse” è il romanzo definitivo coi mostri. C’è il kraken che si mena coi godzilloni, la fantapolitica, le armature volanti, la Boschi sempre più bona, Oscar Giannino simil scienziato pazzo. No, dimmi cos’altro mai si dovrebbe desiderare dalla vita.

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