recensione

Damnation

Anni ’30, America Rurale.
Banche e compagnie petrolifere fanno di tutto per costringere operai, minatori e agricoltori a sottomettersi alle regole di mercato dettate dai grandi cartelli economici. Questo coincide con una drastica riduzione dei salari e dei prezzi dei prodotti agricoli venduti al dettaglio, dai piccoli commerciali locali (come per esempio latte, grano, carne).
Non tutti sono però disposti ad accettare questi sacrifici nel nome di una presunta “grandezza americana”. Scioperi e rivolte scuotono le comunità dell’America di provincia, tanto che i ricchi imprenditori sono costretti a ingaggiare provocatori, picchiatori e crumiri per evitare che queste proteste si organizzino in una sorta di movimento comunista americano.
In un paesino dell’Iowa il giovane e intraprendente predicatore Seth si pone a capo della rivolta, tanto che il magnate locale deve assumere uno spietato cowboy per affrontare questa minaccia: Creeley Turner.

Serie TV disponibile su Netflix Italia, Damnation è finora passata abbastanza in sordina, forse perché le attenzioni del grande pubblico sono concentrate su Altered Carbon (di cui magari riparleremo).
Dunque eccomi qui a dare il giusto merito a questa serie davvero ben realizzata, una sorta di western fuori tempo massimo (siamo negli anni ’30 del ‘900), che prende punto da un capitolo della storia americana assai poco noto ma molto reale e – soprattutto – molto violento.

Damnation lega le lotte sindacali di operai e agricoltori dell’Iowa alle vicende personali del pastore Seth e del crumiro-pistolero Creeley Turner. L’uno contro l’altro, in una sfida che è personale, oltre che ideologica, i due uomini scopriranno poco a poco che entrambi sono soltanto pedine di un gioco molto più grande di loro. Un gioco gestito dai grandi magnati delle metropoli, disposti a compiere qualunque crudeltà pur di mettere mano sulla ricca provincia americana, a costo di annullare i piccoli imprenditori locali.

Damnation è un prodotto molto curato, con tematiche per adulti, ma senza il compiacimento di certe serie TV moderne, che sfruttano tette e sangue slegandole dalla trama, solo per attirare gli spettatori morbosi.
Interessante, come già accennavo, è anche l’occasione di studiare degli episodi storici che raramente vengono studiati qui da noi, in Italia. C’è per esempio il fenomeno della Black Legion of America, un movimento affine al temuto Ku Klux Klan. Oltre al suprematismo razziale, i paramilitari della Black Legion perseguivano con violenza lo “stile di vita americano”, punendo scioperanti, simpatizzanti socialisti e piccoli imprenditori con metodi… estremi.

Inutile e superfluo aggiungere altro. Damnation merita sicuramente una guardata. Al momento è stata girata una sola stagione, tra l’altro autoconclusiva. E il finale di stagione è uno dei più belli che mi è capitato di vedere in questi anni.
Lo trovate, mi ripeto, su Netflix. Dategli un’occhiata.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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