Il nuovo Jumanji non ha ucciso la mia infanzia

 

Guardo di default quasi tutti i film che hanno protagonisti The Rock, al secolo il roccioso Dwayne Johnson. Dubito che l’ex wrestler vincerà mai un Oscar – né probabilmente lo farà un film di cui è protagonista – eppure a oggi mi sembra l’unico attore degno di raccogliere l’eredità di Arnold Schwarzenegger.
Quale eredità? Quella di interpretare – lui/loro più che i registi che lo/li dirigono – un cinema divertente, fracassone, ma non necessariamente stupido, trash o eccessivamente asettico (vedi alla voce action movie).
Questi in fondo era la peculiarità dei film di zio Arnold, con cui ci ha deliziato per anni, vestendo i panni di eroi dalla battuta tagliente e dalle caratteristiche quasi supereroistiche.
Ecco, The Rock viaggia sulla stessa strada, anche se i tempi, il cinema e il pubblico sono cambiati.
Per questo amo film come Rampage (qualcuno lo ritiene posticcio e stupido, me ne farò una ragione) e il nuovo Jumanji.

In questo secondo caso parliamo del remake del film del 1995 con Robin Williams, un attore talmente diverso da The Rock, quantomeno a livello fisico, da risultare quasi agli antipodi.
Molti, come sempre capita, hanno storto il naso davanti all’idea che un piccolo cult – il vecchio Jumanji – venisse “profanato” con un rifacimento caciarone.
Oh, non che poi il primo film fosse shakespeariano, non vi pare?
Comunque sia, trovando tali polemiche sterili e al limite dell’imbarazzante, ho trovato il remake piuttosto interessante, con alcune buone idee, con ritmo e con dei dialoghi azzeccati, complice la presenza nel cast di Jack Black (attore un po’ sottovalutato, a mio parere).

Visto che i tempi son cambiati, il nuovo Jumanji non è più un semplice gioco in scatola, bensì un videogame. I protagonisti – tutti liceali – si trovano proiettati nella partita nei corpi (nelle avatar) dei personaggi preimpostati per il gioco, ciascuno dotato di pregi e difetti. Starà però all’intelligenza dei players portare a casa la pelle e battere il cattivo Russell Van Pelt, alla caccia al prezioso occhio del Dio Giaguaro.

La storia è tutto sommato semplice – un po’ come quella dei vecchi videogame – eppure si lascia guardare con piacere, al netto di un villain molto insipido, che si fa dimenticare alla svelta.
Come se non bastasse il nuovo Jumanji lancia qualche riflessione – a dire il vero leggera e blanda – su concetti quali la fiducia nelle proprie capacità, l’accettazione di se stessi e il gioco di squadra. Vedi mai che qualche spettatore adolescente possa trarne un’iniezione di autostima.

Dunque, tornando al discorso iniziale, la mia adolescenza, infanzia o quel che è non è stata in alcun modo rovinata dal remake.
Così come non l’ha rovinata il pur brutto Ghostbusters al femminile, e non la rovinerà nemmeno il rifacimento di Suspiria, né altri mille remake. Certo, molte di queste operazioni sono piuttosto discutibili, ma a mio parere solo dal punto di vista della creatività. Remake su remake non lanciano quasi mai nuove idee, bensì continuano a riciclare cose vecchie (ogni tanto – va detto – con ottimi risultati). Eppure i produttori vogliono andare sul sicuro, quindi dal punto di vista economico questa scelta è perfino sensata.
Ma le altre critiche, quelle dettate da afflati nostalgici esagerati, sono sinceramente risibili.
E, badate bene, il caso di Jumanji è abbastanza marginale, considerando che parliamo di un film con un ristretto numero di cultisti.
Io per esempio aspetto al varco la serie Netflix sul Signore degli Anelli


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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15 commenti

  1. Anche a me non è dispiaciuto.
    Poteva essere meglio, e l’ultima mezz’ora mi ha lasciato abbastanza freddino, ma nel complesso è un buon tentativo di fare un film d’azione con elementi comici.
    Aggiungo che il vecchio Jumanji non mi è mai piaciuto – quando uscì ero fuori target come età, e non è che col tempo ci sia rientrato 😛
    Sulle infanzie uccise, resto dell’idea che se basta un film per uccidere la tua infanzia, credo che quell’infanzia meritase di essere uccisa.

    1. Sì, la seconda parte del film è un po’ asettica (ripeto: secondo me il “cattivo” non vale una cicca), però è davvero un buon tentativo di fare una action comedy coi tempi e i mezzi giusti.

      1. Il finale è un po’ troppo da videogioco – OK, quella era la premessa, ma potevano fare meglio.
        Ora vediamo se davvero faranno un sequel – potrebbe essere una buona idea.

  2. Non l’ho visto, ma conto di recuperarlo prima o poi.
    Mi è piaciuta la tua analisi su The Rock e devo dire che mi trovo d’accordo. Il suo è un cinema che senz’altro intrattiene e anche se non ha chissà quale spessore adempie al suo dovere. 😊 E credo lo sappia pure lui, infatti prende sempre le critiche con ironia!

    1. Ci vuole anche questo sottogenere di film, e secondo me non è nemmeno facile realizzare dei film che siano al contempo divertenti ma non trash. The Rock in questo senso è un grande!

  3. Se fossero meno impegnati a piangere le loro infanzie, si sarebbero accorti che non è un remake, bensì un sequel ideale. Ma magari manco hanno colto quei particolari che durante la visione te lo comunicano…

    1. Oppure un rifacimento ex novo, che può essere tranquillamente visto e capito anche senza conoscere il primo film. Che poi quanti di quelli che hanno gridato all’eresia se lo ricorderanno, il vecchio film?

      1. Non credo proprio, sennò avrebbero appunto riconosciuto quei due o tre elementi di cui parlavo sopra. Uno in particolare. Ma erano troppo impegnati a gridare al sacrilegio, per ricordarsi l’altro Jumanji. Come quando blateravano nel periodo di IT, confondendo una produzione televisiva pessima con il più bel film horror della storia. A volte, i ricordi ingannano.

  4. Un giorno, quando sarò vecchio e saggio, capirò perché un film debba generare tanta aria calda. Dall’odore, sospetto che gran parte di queste reazioni abbia origini piuttosto basse. Scherzi a parte, trovo orrenda la tendenza di Hollywood a fare remake di qualsiasi cosa ma a parte questo un film rimane un film. Non cambia la storia di nessuno, non sconvolge l’esistenza di nessuno.
    Poi ci sarebbe da considerare come passano il tempo certi critici da social network, ma temo sarebbe imbarazzante scoprirlo.

    1. Sfugge anche a me il perché ci si debba scannare per un film, spesso ancora prima di averlo vista.
      Sui remake la penso più o meno come te, ma (come dicevo nel post) l’unica accusa che muovo loro è quella di azzerare la creatività, lo sviluppo e la nascita di nuova cultura pop. Non certo di “uccidere” la mia infanzia, come fanno altri 😀

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