Guerrieri d’Inverno

Eoni fa i demoni avevano un corpo e seminavano il terrore tra gli uomini. Tre re e un mago, chiamato Emsharas, unirono le loro forze per combatterli e riuscirono a confinarli, grazie al Grande Incantesimo, in un’altra dimensione. Ora Anhtart, il Signore dei Demoni, è tornato tra gli umani sotto mentite spoglie. La sua intenzione è quella di far tornare il suo popolo sulla Terra, e per fare ciò deve sacrificare i tre re. Il demone riesce a uccidere l’imperatore di Ventria, e Skanda, il re dei Drenai. Non gli rimane che portare sull’altare sacrificale il figlio di Skanda che presto nascerà dalla moglie, la regina Axiana. Ma tre vecchi militari Drenai in congedo si opporranno ai suoi piani e decideranno di difendere la sovrana. Sono lo spadaccino e giocoliere di colore Nogusta, il malinconico e raffinato arciere di nome Kebra e il rude e leale lottatore Bison.

Parlando dell’ottimo I guerrieri di Wyld, il romanzo di Nicholas Eames che tanto ho apprezzato, mi è tornato in mente un libro che parte dal medesimo presupposto, e che è stato pubblicato una ventina di romanzi fa.
Parlo di Guerrieri d’Inverno, del validissimo e compianto David Gemmell, maestro britannico del fantasy eroico, scomparso nel 2006, a soli cinquantotto anni.
Guerrieri d’Inverno parte dallo stesso spunto della storia di Eames: un gruppo di vecchi guerrieri, acciaccati, stanchi e anche in parte disillusi dalla gloria dell’avventura e della battaglia, è costretto a rimettersi in gioco e a tornare in attività. Dovranno affrontare forze soverchianti e nemici che oramai sono molto più forti di loro. Eppure per gli anziani combattenti ci sarà ancora tempo per la gloria – anche se talvolta il prezzo da pagare sarà caro.

Nel caso de I guerrieri di Wyld i protagonisti sono eroi, di mercenari al soldo di nobili e mercanti desiderosi di liberarsi di mostri e briganti che minacciano i loro beni. Nel romanzo di Gemmell abbiamo invece a che fare con veterani, ex militari, salvo qualche eccezione. La sostanza tuttavia non cambia granché. In entrambi i romanzi gli autori affrontano infatti la questione dell’invecchiamento dell’eroe (inteso in senso archetipo).
Nei fumetti, nei film e spesso anche nei romanzi è difficile avere a che fare con protagonisti in età senile. Fanno eccezione soltanto i maghi e i saggi, che spesso sono rappresentati di default come anziani. I guerrieri, gli spadaccini, gli assassini, i barbari (etc etc) sono invece quasi sempre giovani e possenti.
Per questo trovo molto buona l’idea – giacché molto semplice – di ribaltare questo assunto e di raccontare le avventure di combattenti vecchi e di conseguenza tormentati da tutti i tipici tormenti della terza età.

Certo, gli stili dei due autori sono agli antipodi.
Eames fa ampio ricorso all’ironia e allo humor, mentre Gemmell ha dalla sua una consolidata tradizione da autore heroic fantasy, incline quindi a una certa rude cupezza. Eppure entrambi i romanzi funzionano alla grande e affrontano il tema in questione nel migliore dei modi.

Una nota finale su Gemmell, da alcuni ritenuto uno scrittore piuttosto grezzo, poco raffinato. Può essere anche vero, eppure i suoi romanzi, molti dei quali li ho letti trent’anni fa, mi sono rimasti nella mente e nel cuore, a differenza di altre decine e decine di autori fantasy.
Questo vuol dire qualcosa, non vi pare?
Anche se, come sempre, si tratta di suggestioni soggettive, più che oggettive.
Di oggettivo c’è semmai che Gemmell scriveva un fantasy “dark”, ma non zeppo di protagonisti amorali e negativi. Al contrario i suoi personaggi, per quanto fallibili e ricchi di difetti, sono soprattutto eroi al servizio di una causa.

Se vi interessa ho scoperto che l’ebook italiano di Guerrieri d’Inverno è in vendita su Amazon. A mio parere vale la pena leggerlo.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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2 commenti

  1. Gemmell era grezzo ma la sua scarsa sofisticazione narrativa era funzionale al tipo di storie che scriveva. La classe di Gemmell era altrove.
    Ce ne fossero, come si suol dire…

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