Il miglior romanzo di zombie

… Ma solo dopo World War Z, di Max Brooks, per me inarrivabile nei secoli dei secoli.
Comunque, dicevamo: il miglior romanzo di zombie in circolazione (oramai da un quindicennio abbondante) è The Rising, di Brian Keene.
Mi sono reso conto di averne parlato poco e male, su questo blog, nonostante sia uno dei miei romanzi preferiti, e non limitatamente al genere zombesco.

The Rising è la storia di Jim Thurmond, un padre determinato ad attraversare il mondo devastato da un’apocalisse zombie, pur di trovare suo figlio.
Accompagnato da un reverendo che non ha ancora perso la fede e da Frankie, tossicomane sulla via della forzata disintossicazione, Jim attraverserà città dopo città, affrontando orde di non-morti ed esseri umani imbarbariti, fino a scoprire molte delle verità che si celano dietro questa invasione di zombie.

La quarta di copertina è piuttosto banale, ve lo concedo, e non rende onore a quello che oramai è un piccolo classico della letteratura zombie.
Sì, perché abbiamo a che fare con qualcosa di veramente particolare.
Gli zombie di Keene non sono stupidi, lenti e resuscitati da qualche strano virus. I corpi rianimati sono posseduti da ferocissimi demoni, attirati sulla nostra Terra da un incidente del Large Hadron Collider (l’acceleratore di particelle) del CERN.
Questi demoni sono intelligenti, astuti e ferocissimi. L’unico modo che hanno per interagire col mondo materiale è quello di ammazzare chiunque – animali compresi – per possedere i loro cadaveri. Da qui la necessità e le ragioni dell’apocalisse zombie più originale degli ultimi anni.
Anche perché questi morti viventi parlano, guidano, sparano e si muovono con la massima scioltezza, utilizzando tutte queste capacità con la sola finalità di accumulare cadaveri, per far incarnare anche i loro fratelli, rimasti ancora “oltre la soglia”.

Stiano dunque lontani da The Rising gli ortodossi romeriani e tutti coloro che non amano storie e racconti che si discostino dal dogma dello zombie lento, cannibale e stupidissimo. Qui abbiamo a che fare con qualcosa di molto diverso, anche se apparentemente la catastrofe causata dalle creature narrate da Keene è la medesima (se non peggiore).

The Rising non è MAI arrivato sul mercato italiano.
Scommettiamo che se farete girare questo piccolo post sulle vostre bacheche – se lo farete in tanti – presto o tardi uno dei nostri solerti editori rimedierà a questa ingiustizia?
Comunque sia, se leggete in inglese, sappiate che da qualche anno è disponibile la versione uncut, che non è quella che ho letto io, ma che si tratta di quella preferita dall’autore. In versione ebook viene via a 3 miseri euro, e in cartaceo a poco più di dieci euro.

The Rising ha un solo seguito, City of the Dead, che chiude i giochi in maniera spettacolare, a dimostrazione che a volte due romanzi bastano e avanzano per comporre una saga fatta e finita.
Chiedo scusa se ho aspettato fino a ora a parlarvi di queste due perle, ma è probabile che molti di voi le conoscano già.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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9 commenti

  1. La trama è stata copiata a piene mani dalla saga sci-fi “The Night’s Dawn Trilogy” di Peter F. Hamilton del 1996 (in Italia pubblicata da Urania in 10 volumi col nome di “Alba della Notte”), Alessandro e non mi meraviglierei se Keen abbia letto la saga sci-fi per poi trasporla al genere horror. Nella trilogia di Hamilton una frattura nel continuum fa sì che le anime dei defunti (sospese in un misterioso Vuoto) trasmigrino nel nostro continuum impossessandosi di corpi vivi attraverso la sofferenza estrema della tortura. Ovvio che spiegato così non rende ma ricordo solo i momenti più epici della saga, avendola letta fra il 2002 e il 2004: la trama è molto più complessa perchè spazia da intrighi commerciali alla lotta tra fazioni politiche di diversi sistemi stellari e, in questo scenario, l’orda dei Posseduti avanza sempre di più, inizialmente silente fino a diventare una piaga inter-stellare che porterà Edenisti e Confederazione ad una drastica scelta finale.

  2. Ovviamente la mia è solo un’impressione (avrei dovuto usare il condizionale nel mio precedente post) ma è lampante la somiglianza della causa e le modalità di invasione di “The Rising” con la precedente saga “The Night’s Dawn”.

  3. Stavo per commentare citando “l’alba della notte”, poi mi sono accorto che è già stato fatto nel commento precedente di Alessioserini… 😀
    Poi immagino che lo sviluppo sia molto diverso, ma l’idea di base sembra davvero la stessa.

  4. A questo punto, Hamilton ha copiato da Gustave Le Rouge, col suo ciclo dei vampiri di Marte (Le Prisonnier de la Planète Mars, del 1908). O da Sabella di Tanith Lee. O da L’astronave degli Esseri Perduti del ciclo di Quatermass. O da I Vampiri dello Spazio di Wilson. O magari nessuno ha copiato nulla, e semplicemente si tratta di versioni differenti di idee simili.

    Segnalo piuttosto che Brian Keene ha appena a appena avuto un grave incidente, ed è partita una raccolta di fondi per pagargli le spese mediche (essendo un autore freelance, non ha copertura assicurativa e non naviga nell’oro).
    Posto qui il link, se è inappropriato, Alessandro, cancellalo – grazie.
    gf.me/u/i2852p

  5. Mi pare di ricordare che Mondadori aveva ventilato la possibilità di pubblicare “The Rising” su Urania Horror. Questo dopo la riedizione de “I vermi conquistatori”. Purtroppo poi non ne è stato fatto nulla e Urania Horror ha intrapreso la strada di riproporre roba già pubblicata. Chissà… forse questo è stato uno dei motivi che hanno portato alla chiusura della collana.

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