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Colony

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Futuro prossimo venturo.
La Terra è stata invasa. Durante l’evento conosciuto come “l’Arrivo”, dei misteriosi alieni sono comparsi sopra le principali città del mondo, hanno debellato le nostre difese e ci hanno conquistato. Così, nel giro di poche ore, senza faticare granché.
Diverse metropoli sono state trasformate in “blocchi”, separati dalle regioni esterne attraverso enorme mura metalliche create dalla tecnologia aliena.
Gli invasori hanno instaurato un governo mondiale provvisorio, la Colony Transitional Authority, che a sua volta ha nominato dei responsabili locali, al comando dei vari blocchi. La Colony si avvale di un’organizzata milizia di volontari, i Berretti Rossi, coadiuvati dagli onnipresenti e letali droni alieni.
Dal giorno dell’Arrivo è trascorso un anno. Nessuno – o quasi – conosce ancora l’aspetto di questi alieni. Il regime collaborazionista è rigido, fascistoide, ma garantisce la sopravvivenza del genere umano. Ma la resistenza non la vede così, infatti ingaggia quotidianamente una strenua lotta di modello terroristico contro i Berretti Rossi…

Scovata per caso su Netflix, Colony si è rivelata un’ottima serie TV, tanto che mi sono sparato i 26 episodi delle prime due stagioni nel giro di una decina di giorni.
Colony è un prodotto americano di buon livello, che si avvale del lavoro di alcuni bravi attori, tra cui Josh Holloway (il Sawyer di Lost), Sarah Anne Wayne Callies (The Walking Dead) e Amanda Righetti.

Parliamo di una storia che ricorda alquanto quella del remake di Visitors, ma molto migliore, più credibile, più cruda, più realistica.
Gli alieni di Colony hanno rinunciato fin da principio l’approccio ingannevole, preferendo la conquista armata. Solo in seguito, necessitando di una forza lavoro per gestire le loro misteriose “fabbriche”, hanno deciso di mostrare un lato un minimo più civile, garantendo benefit e un limitato benessere a chi accetta il loro dominio assoluto.
E, vuoi per convenienza, vuoi per sopravvivenza, un numero non trascurabile di terrestri ha deciso di collaborare con gli invasori.

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C’è anche un approccio più soft degli alieni che, tramite l’instaurazione di una sorta di chiesa interstellare, stanno cercando un altro tipo di collaboratori umani, promettendo loro l’assunzione in cielo – in senso letterale – quando avverrà il fantomatico “Giorno”.
Alla fine tutta la questione gira su una questione fondamentale: meglio adattarsi, chinare il capo e sopravvivere, o tentare un’apparentemente inutile resistenza e morire nel tentativo?

In Colony c’è ritmo, c’è intreccio, ci sono dei buoni personaggi e c’è una dose interessante di mistero.
Che aspetto hanno gli alieni?
Da dove vengono?
Quando ci hanno visitato per la prima volta, spiandoci dall’orbita lunare?
Avevano una rete di collaborazionisti ancor prima di manifestarsi e di attaccare?

Questa serie ha ottime valutazioni un po’ ovunque e la cosa non mi stupisce.
Infatti, a riprova dell’intelligenza del pubblico, è stata sospesa dopo la terza stagione. Forse offriva poche storie d’amore e una scarsa quantità di drammoni famigliari, chissà. Comunque sia è veramente un peccato.

Su Netflix ci sono le prime due stagioni, la terza e ultima arriverà, prima o poi. Se vi accontentante di un prodotto monco, guardatele.

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Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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2 risposte a "Colony"

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