criptozoologia e criptobotanica · film

Ghidorah!

Uno dei film che devo assolutamente vedere – e so che voi che siete là fuori la pensate allo stesso modo – è Godzilla King of the monsters, in uscita il 30 maggio nelle nostre sale cinematografiche.
Si tratta del seguito del primo Godzilla prodotto nell’ambito del MonsterVerse, ovvero l’universo narrativo che unisce le forze della Warner Bros e della Legendary Pictures, e che si propone di incrociare i mondi del già citato lucertolone atomico e di King Kong.
Non a caso per il 2020 è prevista l’uscita di Godzilla vs King Kong, che si prospetta come una bella goduria visiva per i fan dei kaiju.
Dunque il film che vedremo a breve è soltanto un anello intermedio della saga, seguendo una strategia narrativa non dissimile da quella utilizzata per narrare la storia degli Avengers.
Però mi aspetto comunque gradi cose da King of the monsters, anche perché l’oppositore di Godzilla sarà uno dei suoi avversari più fighi di sempre: King Ghidorah!

Il look di questo kaiju è indubbiamente vincente: trattasi di un drago volante tricefalo, dotato di una coda biforcuta. O, quantomeno, questo è il suo aspetto classico (Ghidorah è nato nel lontano 1964), che in buona parte verrà rispettato anche in questa sua nuova trasposizione.

Le origini di Ghidorah sono cambiate di film in film, a seconda delle necessità degli sceneggiatori.
Lo spunto iniziale è di Tomoyuki Tanaka, il creatore dello stesso Godzilla, che si ispirò all’Idra di Lerna, uno dei mostri più celebri e potenti della mitologia greca.
Nel suo film d’esordio, Il mostro a tre teste, Ghidorah ci viene presentato come un mostro alieno, colpevole di aver distrutto un’antica civiltà che cinquemila anni fa viveva su pianeta Giove. Ebbene sì: erano tempi piuttosto ingenui (parliamo appunto del 1964).
Nei film successivi Ghidorah ritorna, ma questa volta viene disegnato come l’araldo di morte al servizio di altre razze extraterrestri, intenzionate a distruggere la vita sul nostro pianeta.

Nel 1991 la nuova saga sui kaiju, identificabile con l’Era Heisei, Ghidorah diventa invece un esperimento genetico al centro di un complesso disegno politico per fermare lo sviluppo economico del Giappone. Una storia in cui si sono anche viaggi nel tempo, mutazione e altre amenità.
Ma, sempre nell’Era Heisei, qualche anno più tardi, il bestione tricefalo diventa un demone extradimensionale, che ha fatto la sua prima comparsa sulla Terra nel cretaceo, e occupandosi così di sterminare i dinosauri.

Nell’era successiva, la Millenium, Ghidorah diventa una sorta di spirito guardiano insieme al kaiju-farfalla Mothra, a sua volta presente nel film in uscite a fine maggio. I film dell’Era Millenium sono gli unici a presentare l’amico a tre teste come un’entità sostanzialmente positiva.
Però non preoccupatevi: in Godzilla King of the monsters Ghidorah tornerà a essere cattivissimo, distruttivo, implacabile e a suo modo stupendo.

Nel MonsterVerse i suoi poteri sono decisamente interessanti. Le tre teste del kaiju sono capaci di pensieri indipendenti. Le spesse scaglie della sua corazza naturale sono capaci di assorbire e di generare biolettricità. Scuotendo le ali può creare una specie di uragano che, unito all’elettricità prodotta dal suo corpo, dà vita a potentissime tempeste. Inoltre può anche scagliare lampi dalla potenza devastante.
Le dimensioni di Ghidorah, sempre nella versione MonsterVerse, sono impressionanti: 140 metri di altezza, un’apertura alare di 160 metri per un peso di circa 30.000 tonnellate.

Insomma: aspettiamoci un vero scontro tra titani.


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