progetti · scrittura

Making of “Achilleus”

Prendi un paio di protagonisti de L’Iliade, ma quella alternativa, che racconta di una guerra sul pianeta Ilio, tra achei e dardani.
Li fai arrivare nel nostro universo, potenziati di tutti i doni nanotecnologici che gli “Dei” hanno donato loro.
Ne piazzi in uno nella Grecia di qualche anno fa, prossima al default, e l’altro… altrove.
Così come sono, potrebbero essere definiti dei superumani.
O dei supereroi.
O dei supercattivi.
E non sono qui per fare gli spettatori.

Questo sarà il terzo volume di Cyberteogonia, al solito autoconclusivo e slegato dagli altri libri della medesima collana (link nei commenti).
Per farla breve: #amwriting “Achilleus”.

Qualche giorno fa ho pubblicato questo status su Facebook, che anticipa ciò che sto scrivendo in questi giorni, ovvero il nuovo romanzo autoconclusivo del ciclo Cyberteogonia, che sta piacendo trasversalmente sia agli appassionati di fantascienza che a quelli di fantasy.

Achilleus sarà il più lungo dei volumi attualmente in vendita (in futuro ne arriveranno altri). Credo che, azzardando una previsione, diventerà un romanzo vero e proprio.
Coi libri già pubblicati (Gorgoneion e Minotauros) avrà in comune le stesse caratteristiche di base: ibridazione tra science fiction e mitologia, fantapolitica e una versione personale della cosiddetta paleoastronautica (ne abbiamo parlato qui).

Lo spunto grezzo, il boost per iniziare la scrittura di questo romanzo, viene da una breve serie di fumetti francesi, pubblicata anni fa anche in Italia, grazie a Edizioni Cosmo. Si tratta di Cronache dell’antichità galattica – L’Ultimo Troiano.
Sono quattro volumetti di 96 pagine l’uno, facilmente (beh, quasi) reperibili anche su Amazon:

In realtà esiste anche un quarto volume, che non sono riuscito a reperire, ed è anche in vendita un bel volume cartonato che li comprende tutti quanti (questo).
La trama della serie è la seguente:

Da oltre dieci anni, i re achei assediano Troia la Troglodita, il pianeta più ricco del loro quadrante galattico. Dieci anni di lotte sanguinose hanno visto perire invano centinaia di eroi. Gli dei si sono divisi. Schierandosi a fianco dei troiani o degli achei, non riuscendo però ad alterare gli equilibri di potere. A Enea, lo stratega troiano, non resta che maledire la bella Elena, responsabile della guerra, e il re Ulisse, il più astuto dei greci. Ma un giorno, finalmente, le sorti della guerra sembrano decidersi. Gli achei pongono silenziosamente fine all’assedio della città. Abbandonano il campo di battaglia, ma lasciano dietro di sé un misterioso asteroide a forma di cavallo. È il simbolo della loro sconfitta o una trappola machiavellica?


Se vi piace questa strana commistione tra fantascienza e mito, vi consiglio caldamente la lettura di queste storie.
Ovviamente Achilleus andrà a parare altrove e sarà una cosa totalmente diversa, ma ci tenevo a segnalarvi questa fonte di ispirazione, sicuro che farà piacere a molti di voi.

Per essere precisi Achilleus segnerà anche il mio ritorno a una sorta di scrittura proto-supereroistica, in modo però assai differente da quel gran bel progetto collettivo che fu Due Minuti a Mezzanotte.
Credevo di essere un po’ arrugginito, invece sto piacevolmente riscoprendo la bellezza dello scrivere storie di questo particolare sottogenere.
Ora non vi resta che aspettare.
Arriverà con l’estate (spero).


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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