doom · riflessioni

Le serie TV, i draghi, i supereroi e la fame in Africa

Gli ultimi due mesi per me sono stati molto stressanti.
Ma molto davvero.
Non sto a spiegarvi il perché, non voglio annoiarvi. Tanto per darvi un’idea, la giornata più rilassante dell’ultima settimana l’ho trascorsa per metà negli uffici dell’Agenzia delle Entrate, per recuperare dei vecchi documenti, e il resto delle ore tra l’ufficio e uno studio radiologico.
Capita, dopo giornate così, di tornare a casa talmente svuotati e stanchi da avere a malapena la forza di completare il lavoro lasciato in sospeso (sì: lavoro anche da casa) per poi cercare di rilassarsi davanti a qualcosa di piacevole. Una serie, un libro, un film.
Ed è così che ho tirato avanti in questi mesi.
Le aspettative per Avengers Endgame, la rinata curiosità per Game of Thrones, così come la prospettiva di assistere a un concerto a cui tenevo molto, hanno bilanciato (almeno in piccola parte) tutto lo stress accumulato. Ovvero mi hanno aiutato a tirare avanti.

Diciamola tutta: c’è forse troppo interesse per prodotti di intrattenimento. In questa categoria, tanto per capirci, rientrano anche eventi quali le partite di calcio (o di qualsiasi altro sport), chi segue ossessivamente i talent show, i fan di cantanti e attori. E poi i già citati film, libri, serie tv, fumetti.
Per “troppo interesse” intendo quei litigi assurdi che nascono online tra chi attacca – tanto per dirne una – GoT, e chi lo difende a spada tratta. Non siamo più al livello delle costruttive discussioni, bensì delle faide armate.

Credo anche che abusare d un qualunque prodotto di intrattenimento possa sottrarre qualcosa alla nostra vita.
Chi trascorre interi weekend davanti a Netflix, o davanti a Sky, guardando fino a dieci partite in due giorni, ha probabilmente una dipendenza, e nemmeno se ne accorge. E le dipendenze sono sempre nocive.
Al netto degli abusi c’è però da dire che questi prodotti, queste passioni, aiutano a migliorare l’umore e, quando gira proprio bene, insegnano qualcosa di nuovo agli usufruitori più attenti. Parlo soprattutto di libri e film, ma anche lo sport ha sempre delle belle lezioni da insegnare. Non si tratta esclusivamente di “ricchi viziati in mutande che corrono dietro un pallone.”

Quindi sì: ci sta che qualcuno si rattristi perché è finito GoT. Ci sta che qualcuno versi lacrime per la fine della saga degli Avengers. Ci sta che ci si senta un po’ più soli per la conclusione di The Big Bang Theory.
Con un po’ di fatica in più riesco anche a capire chi si arrabbia o si “deprime” perché esce dalla gara il suo concorrente preferito di Amici.
Del resto ho abbandonato da tempo quella mania di giudicare le passioni altrui con spocchia e superiorità.

Per questo in questi giorni (ma la questione si ripete ciclicamente) trovo insopportabili gli idioti che, sotto i post che parlano di GoT, di Endgame, o di qualunque altro prodotto di intrattenimento, lasciano commenti quali “con tutti i problemi seri che ci sono al mondo voi state qui a parlare di Game of Thrones!!11!!1!
Ovviamente questi commenti vengono esclusivamente da volontari che scrivono da zone di carestia nell’Africa Equatoriale.
O forse no.
No, mi sa di no.
Più plausibilmente vengono da persone sdraiate sui loro divani, impegnate a condividere post “indignati” sulle solite cazzate politiche da cui la Rete è stata invasa negli ultimi 6-7 anni. Fake news, post pensati appositamente per sollecitare le reazioni di pancia di chi ha deciso di trascorrere la sua vita nello stile di Napalm51.

Napalm51

Inoltre chi ha mai detto che se uno discute su Facebook dei film della Marvel, di un libro horror o del campionato di calcio, debba per conseguenza fregarsene del “mondo reale”? Magari si tratta solamente di persone che preferiscono trattare argomenti quali politica, attualità e società civile in altra sede.
Il che, tra l’altro, forse è la scelta migliore, visto il livello di aggressività che ha saturato oramai i social.


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2 risposte a "Le serie TV, i draghi, i supereroi e la fame in Africa"

  1. Ciao a tutti,
    Scrivo perché come spesso succede mi trovo d’accordo con te. Almeno fino a quando non parli di politica 🙂
    Più leggo i tuoi commenti sulle tendenze dei social più mi dico felice di non frequentarli. Con questo intendo che mi accontento di essere aggiornato riguardo le diatribe su Face Book tramite te.
    Mio figlio ha 9 anni e non ha ancora nessun social e quindi non ho necessità di andarci troppo per ora.
    Per quanto riguarda GOT, mia moglie lo vede da sempre (è l’unica serie che segue) io non lo vedo semplicemente perché lessi il primo libro e non mi piacque. Quello che non capisco è perché accanirsi e dividersi in fazioni così aggressive come le descrivi tu.
    Ultimamente ho scoperto un paio di scrittori/filoni che mi daranno da leggere per parecchio quindi sono molto felice e chissene se GOT sta finendo.
    Per farti un esempio ogni tanto ho visto qualche film di Marvel (tipo Civil War o The Winter Soldier) e pur essendo stato un vorace lettore di fumetti i film non mi hanno mai preso più di tanto. Questo non significa però pensare che chi li ama sia un imbecille. Sai com’è? A fare i puristi e i moralisti prima o poi ci si lascia le penne. Nemmeno Gesù, e se permetti Lui se lo sarebbe potuto permettere, cadde nel tranello di lanciare la famosa pietra.
    Detto ciò. Vado OT mettendo un paio di autori che ho da poco incontrato e mi piacciono un casino con i titoli che ho letto.

    Carlton Mellik III – L’isola delle Sirene (preso in prestito con Prime) – Weird Horror
    Marco Siena – Il Nodo della Strega
    Fabrizio Colonna – Steam Witch Inc. (è una serie di racconti lunghi o romanzi brevi, come vi pare)

    Avevo detto un paio? Va beh sono 3 e aggiungo anche Glauco De Bona con Cuori Strappati, vincitore del premio Urania 2003. Lo sto ancora leggendo ma è un elegante poliziesco di fantascienza

    Bonus ma da prendere con le pinze perché l’ho appena iniziato ma promette bene: HyperVersum di Cecilia Randall

    Buon tutte passioni a tutti
    Max

  2. Non ho mai guardato Game of Thrones perché non mi ispira, ma a volte sento quasi di doverlo fare perché è diventato una parte talmente importante della cultura attuale che è un po’come leggere un classico: magari non ti piace però ci sono riferimenti ad esso dappertutto quindi un po’ ti tocca. Vedrò, magari un giorno mi metto.
    In compenso, al momento sono dipendente da Chernobyl e lo ammetto senza vergogna. Peccato siano solo cinque episodi.

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