In quarantena scrivo di pandemie

Avevo voglia di aggiornarvi sui miei work in progress con un bel video, ma sono abbastanza sfatto, stanco, poco presentabile.
Sto lavorando in quarantena auto-imposta. Vivendo con una persona anziana (sì, la mia vita di coppia ha avuto un… rallentamento) devo evitare di infettarmi, per non infettare lei. Quindi prendo precauzioni ed esco ad orari tattici.
Inoltre tutti i miei lavori di personal branding per conto terzi sono stati rallentati dalla cancellazione pressoché totale di tutti gli eventi milanesi. Perciò sto operando soprattutto sulla gestione dei profili social delle mie clienti, e lo posso fare da casa.
E sto scrivendo.
Molto.
Ecco, in realtà qualche video l’ho fatto (tipo questo). Piccoli, brevi video di ciò che sto scrivendo. Li trovate in perfetto ordine sparso: su Telegram, IGTV e sulla pagina Facebook di Plutonia.
Sto scrivendo cose attinenti a ciò che vedo attorno a me. Così saranno finalmente contenti coloro che mi chiedevano di essere più “realista” nelle mie opere.

Dunque, first of all vi annuncio che è pronto Tutta mia la città, il famoso romanzo breve del 2008, riscritto in larga parte ed editato da Germano. E’ post-apocalittico, autoconclusivo, ambientato a Milano. Vi piacerà parecchio.
Tenete d’occhio i miei social (e Telegram), perché forse già entro questa settimana potrei metterlo in vendita o in preorder. La copertina è quella che vedete nella foto di inizio post, impreziosita dalla presenza di Andrea Porrega.

Poi, come qualcuno già sa, ho deciso di espandere il microcosmo narrativo di Cieli Porpora, la mia ultima novelette “zombesca”. Ha ricevuto un’accoglienza entusiastica, di cui vi ringrazio enormemente.
Sto dunque scrivendo altri due racconti autoconclusivi del medesimo setting. Il primo è Zona Rossa, e sarà quello più lungo. Il secondo, Quindici Minuti, sarà più breve, immediato, adrenalico. Uscirà prima questo, immagino, e non accadrà nemmeno così tardi.
A differenza di Tutta mia la città, i racconti di Cieli Porpora non sono post-apocalittici ma apocalittici. La differenza è sottile, ma c’è. In particolare Cieli Porpora racconta di una escalation di outbreak zombie dai motivi misteriosi.
Puro, semplice, ma con un tocco personale (sì vede che sto leggendo saggi sull’autostima?)
E ricordate: ogni vostra recensione, anche due parole e una rapida valutazione su Amazon, per me sono importantissime!

Questo è quanto, per ora.
La quarantena è una bella rottura e in una pandemia non c’è nulla di romantico, così come l’estinzione del genere umano non appare poi così affascinante, quando la si sfiora per davvero.
Però io sono un romanziere, e questo è anche il mio modo per affrontare la cosa. Spero che aiuti anche voi lettori, regalandovi se non altro qualche ora di svago.


Articolo di Alex Girola: https://twitter.com/AlexGirola
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3 commenti

      1. E’ normale che ci sia ansia, è una situazione molto brutta e ne stiamo subendo tutti le conseguenze ma dobbiamo fare del nostro meglio se vogliamo uscirne. Dobbiamo ricordarci che non siamo soli.

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