’68 – Jungle Jim

’68 – Jungle Jim
di Mark Kidwell, Nate Van Dyke e Jay Fotos
Image Comics
2.90 euro

L’universo di ’68 merita una doverosa premessa prima di procedere a un commento su questo singolo album.
Come è facilmente intuibile, ci troviamo nel 1968. Il mondo è quello che conosciamo, in un anno di grandi cambiamenti che ancora oggi occupano l’immaginario globale. Tranne che per un piccolo dettaglio: il 13 febbraio, nella jungla del Vietnam, i morti tornano in vita e sono zombie affamati di carne umana.
Così, nello scontro tra la più grande democrazia capitalista e il piccolo ma tenace paese comunista asiatico, s’inserisce un terzo, imprevedibile “contendente”: la zombie apocalypse.

Con questa stuzzicante premessa Mark Kidwell, Nate Van Dyke e Jay Fotos regalano ai lettori una storia che mischia ucronia e horror, ma anche una saga di guerra che piacerà ai patiti del conflitto in Vietnam.
La serie è al momento composta da pochi album dotati di continuity (cinque, se non sbaglio), più alcuni numeri stand alone, tra cui questo Jungle Jim e Hardship, unica storia finora ambientata fuori dal contesto vietnamita, ossia negli Stati Uniti, dove la piaga degli zombie sta pian piano filtrando in tutto il paese.
Per motivi troppo complicati da spiegare, io ho iniziato la lettura proprio dai due stand alone. Se Hardship mi ha lasciato un po’ perplesso, Jungle Jim mi ha senz’altro fatto venir voglia di recuperare la serie regolare (in formato digitale, tramite Comixology).

Dietro le linee nemiche un soldato combatte da solo. I suoi nemici non sono più soltanto i vietcong, bensì anche i morti tornati dai campi di battaglia per cibarsi dei vivi. Armato pesantemente e vestito con una serie di indumenti protettivi pensati per evitare i letali morsi degli zombie, Jungle Jim continua a combattere, a uccidere, senza accorgersi che a furia di ammazzare mostri si diventa pian piano simili a loro…

Siamo davanti a quella che definirei una solida storia di guerra ibridata con l’elemento horror che sta alla base del mondo di ’68. Il bello di Jungle Jim – ma è un elemento comune a tutta la saga – è la doppia chiave di lettura. I più esigenti possono vederci i più classici rimandi della narrativa bellica: gli orrori perpetrati sui campi di battaglia, l’inutilità del morire per un ideale politico, la generazione di giovani perduta sotto le armi (anche nel caso di coloro che sopravvissero a proiettili e granate). In linea di massima però l’obiettivo degli autori è quello di divertire. Non a caso Mark Kidwell ha dichiarato: “Volevamo una storia con gli zombie e i soldati”. Una confessione che gli fa onore.
Tra l’altro si tratta di un obiettivo raggiunto: ’68 diverte, ha una forte carica di gore e di cinismo, pur senza mai scadere nello sterile esercizio dell’horror umoristico.

Jungle Jim è forse lo stand alone con meno zombie, ma la storia e i disegni sono di qualità. La trama non brilla per picchi di originalità, ma rappresenta una buona finestra sullo scenario generale della saga in questione.
Purtroppo al momento è disponibile solo in lingua inglese, ma per fortuna è acquistabile in formato digitale per diversi reader.

Se volete dare una sbirciata nel mondo di ’68, questa è la pagina dell’editore, dove potete vedere le cover dei vari numeri (in tal caso divisi in due, ma per quel che riguarda in digitale sono stati condensati in volumetti più corposi). Tra l’altro alcune copertine sono molto belle, così come l’artwork della saga.

11 commenti

  1. Dimostrazione, l’ennesima, che si può e si deve creare quello che ci piace. con buona pace del mercato, degli esperti di marketing e di chi ti dice di continuo ‘no, questo non si fa’.

    1. Il punto è che fuori dall’Italietta non si fanno tanti problemi a dar sfogo alla creatività, mentre qui da noi ci sarebbero perfino i benpensanti che tirerebbero in ballo la politica e bla bla bla…

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