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Dark Circle: intervista ad Alessandro Manzetti

In questi mesi vedo nascere un sacco di iniziative legate alla scrittura e all’editoria.
Nascono anche figure “collaterali” alle due canoniche, autore ed editore, che in Italia troppo spesso sembrano essere le uniche della catena creativa che porta alla pubblicazione di un libro. Sintomi che qualcosa sta cambiando, verso un salto di professionalità? Probabile. Da queste parti facciamo il tifo per un’evoluzione di questo tipo.
Oggi parliamo di agenzie letterarie. Anzi, di una in particolare: Dark Circle, neonata creatura di Alessandro Manzetti, una figura di spicco per quel che riguarda la narrativa horror/fantastica d’Italia.
In un proliferare di avventurieri, di gente che chiede centinaia di euro per un editing, senza offrire uno straccio di curriculum degno di essere chiamato tale, Alessandro spicca invece per professionalità e competenza.
Questa mia piccola intervista interesserà voi tutti che bazzicate questo mondo.
Buona lettura.
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  • Ciao Alessandro, benvenuto sul mio blog. Prima di presentare la tua nuova agenzia letteraria mi piacerebbe sapere qualcosa di più su di te. Da quanto tempo ti occupi di narrativa fantastica? Com’è nata questa passione?

Ti confido un evento che mi ha portato definitivamente tra le braccia della narrativa fantastica: l’acquisto di una raccolta di racconti di Lovecraft. Avevo circa quindici anni (da allora di anni e di libri ne sono passati parecchi), ho sfogliato qualche pagina, poi sono rimasto fulminato da Il Caso di Charles Dexter Ward, un racconto magnifico; è in quel momento che mi sono inabissato nel mare oscuro, senza più uscirne. Da allora e fino a due anni fa mi sono occupato di narrativa fantastica solo come lettore, iniziando dalle grandi scorpacciate (quelle che sono possibili solo a stomaco vuoto) per poi selezionare sempre più, concentrandomi sul genere horror e dark fantasy, autori internazionali e poi italiani. Poi ho deciso di aprire un blog, inizialmente per condividere la passione con altri, non soddisfatto mi sono associato alla Horror Writers Association diventando in breve tempo Coordinatore Italia, la cosa mi ha preso la mano, allora ho fondato una webzine, Maman Brigitte, ho collaborato con varie testate, magazines, e case editrici, come Edizioni XII, alla fine un paio di mesi fa ho deciso di fare il grande salto e aprire una Agenzia Letteraria, Dark Circle, specializzata in narrativa horror e dark fantasy. E’ un tentativo, molto determinato, di far diventare la mia passione un lavoro. Ora opero a tempo pieno nell’editoria e cerco di darmi parecchio da fare per non perdere questo privilegio.

  • Tu sei un blogger, collabori con una laboriosa casa editrice, scrivi articoli per varie testate, curi una webzine (Maman Brigitte) e ora hai lanciato Dark Circle. Scusa la domanda sciocca, ma dunque il campo della narrativa è il tuo lavoro primario? Te lo chiedo perché pare che in Italia sia difficilissimo occuparsi a tempo pieno di queste cose.

In parte ti ho risposto precedentemente; la narrativa è solo da poco tempo il mio lavoro primario, grazie alla apertura della mia agenzia letteraria. Finora ho dovuto conciliare (faticosamente) le varie attività nel campo editoriale con un altro lavoro, in un settore diverso, dove mi occupavo di attività di marketing e comunicazione. Come puoi immaginare qualche ora di sonno è svanita cercando di scrivere, leggere e documentarmi. Non sarebbe potuta durare a lungo, avrei dovuto ridimensionare le mie attività editoriali, così ho dovuto scegliere, prendendomi sicuramente qualche rischio, ma ne vale la pena. 

  • Credo che ci sia molta confusione riguardo la natura delle agenzie letterarie. Vuoi spiegarci in breve di cosa si tratta, e cosa ti proponi di fare tu nello specifico?

Si è vero. Spesso si confondono realtà molto diverse tra loro. La mia agenzia letteraria si occupa di rappresentare su vari mercati (Usa, Inghilterra, Italia e altri paesi europei) autori italiani e esteri di narrativa, saggistica, illustrazione e graphic novel, attinenti ai generi horror e dark fantasy. Questo significa occuparsi di promuovere le opere degli autori presso gli editori, valorizzarle sul mercato, curare i rapporti, la negoziazione e gli aspetti contrattuali con gli editori, analizzare le opere e le loro potenzialità sul mercato, condividere queste riflessioni con gli autori, curare anche aspetti di immagine, comunicazione e marketing. Oltre questo l’Agenzia, per gli autori non rappresentati, offre servizi di editing e traduzione di opere di narrativa. Questi servizi sono forniti a pagamento attraverso la disponibilità di diversi consulenti, professionisti del settore. L’agenzia non offre invece servizi di valutazione opere, questa attività viene demandata al mio personale scouting sul mercato e ai miei rapporti e relazioni nel settore editoriale, nazionale e internazionale. Già oggi rappresento oltre venti autori di genere, italiani e esteri, per cui la valutazione testi per la mia agenzia ha senso solo come personale attività di scouting con tempi lunghi e molto selettiva.

  • Dark Circle ha già un “parco autori” molto interessante, che tra l’altro comprende anche diversi scrittori italiani molto in gamba. Come sono nate queste collaborazioni?

Alcune collaborazioni sono in piedi da tempo, mentre altre si sono concretizzate solo recentemente. Come sai collaboro da tempo con molti autori nazionali e internazionali, per progetti di comunicazione e divulgazione attraverso i miei media, il web magazine e pubblicazioni elettroniche free che ho curato. Senza dimenticare i rapporti, relazioni e scambi con molti autori per il mio incarico presso la Horror Writers Association e per varie collaborazioni e consulenze, come per Edizioni XII. Ma per l’agenzia letteraria le scelte sono state dettate principalmente da una mia personale analisi, mirata a costruire un’offerta completa e di alta qualità che potesse rappresentare le varie sfumature del genere. Precedenti collaborazioni sono state sicuramente utili per la conoscenza approfondita della produzione di alcuni autori, ma le collaborazioni oggi concretizzate per l’agenzia letteraria hanno avuto come base e logica una analisi di mercato, e non i rapporti personali.

  • La mia impressione è che solo adesso in Italia si stia iniziando a fare sul serio anche per quel che riguarda la letteratura di genere. I lettori sono più esigenti e notano il gap col mercato anglofono, quindi la qualità dell’offerta deve per forza di cose migliorare. Cosa ne pensi?

La narrativa italiana di genere, a mio parere, a livello di produzione non ha molto da invidiare ai grandi maestri esteri, se non per il mercato di cui essi dispongono. L’offerta invece è debole, in quanto non è supportata, salvo pochi casi, dagli editori più importanti. Così alcune opere di livello trovano uno sbocco di pubblicazione solo in piccoli e medi editori, alcuni dei quali svolgono un lavoro di grande qualità, ma che non sono in grado di poter garantire la necessaria distribuzione del prodotto. Senza una distribuzione adeguata, l’offerta non può essere definita tale. Per i lettori, credo che da tempo facciano riferimento agli standard qualitativi della narrativa di lingua anglosassone, specie per gli autori più noti, pubblicizzati e distribuiti, il problema è che trovano solo loro in libreria, quindi è difficile fare scelte diverse da quelle indotte dal mercato. I lettori più attenti, gli appassionati, cercano e trovano l’offerta anche se si nasconde, si documentano, acquistano scegliendo e sono esigenti, ma rappresentano una nicchia troppo piccola. Un vero movimento horror italiano, per essere definito tale, dovrebbe contare una base più larga per poter crescere. Per cambiare le cose si dovrebbe lavorare molto sulla comunicazione e sulla distribuzione, più che sulla qualità. La comunicazione, fino a poco tempo fa, ha rappresentato il vero fattore frenante del movimento horror italiano, incatenandolo in vecchi luoghi comuni e archetipi deformati che hanno livellato la percezione della narrativa di genere a un vecchio trailer di un film splatter da quattro soldi. La ricchezza dell’horror italiano, nella sua accezione più estesa che deve comprendere il dark fantasy, è legato al territorio, alle storie e leggende che fanno parte del passato, del vissuto di ognuno di noi, proporre il concetto di fantastico connesso alle grandi emozioni, alla magia dello sconosciuto. Questo è ben diverso dall’immagine che si continua a comunicare, che allontana gli investimenti dei grandi editori, costretti a fare i conti con un mercato molto competitivo e ricco di titoli e proposte. Forse, riassumendo i vari elementi, si dovrebbe lavorare su un problema di mentalità, quel contenitore arrugginito che si è accettato troppo a lungo passivamente, lamentandoci e basta. Dobbiamo uscirne.

  • Dark Circle offre anche servizi di editing ad autori non rappresentati. Chi si vuole rivolgere a voi cosa si deve aspettare?

Chi si rivolge a Dark Circle per esigenze di editing e di traduzione deve aspettarsi un servizio professionale, curato, specializzato. Questi servizi sono forniti esclusivamente per la narrativa di genere, sempre per percorrere la logica della specializzazione. Si tratta ovviamente di servizi editoriali a pagamento per gli autori non rappresentati, non esiste una tariffa o costo fisso, sarà presentato volta per volta un preventivo costruito in base alla complessità del lavoro richiesto e del materiale consegnato. Con la consegna del lavoro richiesto si esaurisce il rapporto con l’agenzia; come ti dicevo in precedenza non sono offerti servizi di valutazione testi a pagamento. Ma considera che non è certo questo il core business dell’agenzia.

  • Hai qualche suggerimento da dare a chi intende gettarsi nel campo della scrittura horror senza però seguire le ben note mode del momento (vampiri emo, angeli e demoni innamorati e via dicendo)?

Quello che mi sento di consigliare è cercare di dare personalità al proprio lavoro, a tutti i costi, quindi non certo seguire le mode del momento. Il nostro paese è ricco di storie e racconti oscuri che possono essere la migliore base di partenza per un racconto o romanzo horror, per cercare reali connessioni con il lettore, qualcosa da ricordare, da condividere. La storia è quella che conta, i personaggi sono lo strumento principale per trovare l’empatia con il lettore. Lavorerei molto sul contesto e sui personaggi, scavando con estremo realismo. Grandi autori di genere riescono a proiettare immagini nitide nella nostra immaginazione, quindi un’altro suggerimento che darei è quello della cura maniacale dei dettagli, che sono il collante di tutto. Prima di tutto questo (e durante), anche se sembra scontato, è però necessario leggere, e parecchio. Oggi con l’editoria digitale non ci sono davvero limiti. Un buon autore dovrebbe essere molto curioso.

  • Ci puoi anticipare un paio di titoli o di autori che nel 2012 faranno il botto qui in Italia, per quanto concerne la narrativa horror/fantastica?

Quello che posso dirti è che nel 2013 alcuni autori ci faranno visitare fantastici mondi di ombre e emozioni. Naturalmente rappresentati da Dark Circle! Ti darò per tempo il segnale per allacciarti la cintura di sicurezza.

– – –

Sito Web: http://www.alessandromanzetti.it/
Dark Circle: http://www.darkcircle.it/
Il Posto Nero: http://www.postonero.it/

14 risposte a "Dark Circle: intervista ad Alessandro Manzetti"

  1. Volesse Cthulu che finalmente si sbloccasse il mercato, magari coniugando le novità con i formati elettronici. Se davvero questo genere di atteggiamento si diffondesse, non solo per uno o più generi ma sul mercato in toto, potremmo davvero sperare in un mercato decente.

    1. Dobbiamo fare un grande balzo in avanti: sia come scrittori che come lettori, editor, editori e semplici appassionati.
      Continuare a parlar male di tutto e tutti non porta nulla di buono. Dare spazio a gente come Alessandro Manzetti sì.

  2. Bella intervista che devo dire mi riempie di ottimismo.
    Sapere che ci sono persone competenti che si danno da fare su un terreno fertile mi dà l’idea che presto vedremo bei frutti.
    Ammetto di essere curiosissima riguardo agli autori di cui si parla alla fine.
    Aspetterò il 2013!

    Cily

  3. Notizie come questa ti fanno cominciare bene la settimana ^_^
    Dai che forse- molto forse- un giorno quel “gap” tra noi e gli anglofoni sparirà, proprio grazie ad iniziative del genere…

  4. bene bene, se noi lettori ci diamo da fare per sostenere queste iniziative ( leggi : tirar fuori i soldini..) chissà che non si respiri un’aria nuova nell’editoria italiana.

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