Un bel giorno, senza dire niente a nessuno, me ne andai a Genova e mi imbarcai su un cargo battente bandiera liberiana

Quando muore una persona famosa si rischia sempre di sprecare lacrime di coccodrillo e di esagerare con l’esaltazione postuma (sì, da morti siamo tutti più bravi, belli e amati).
Di solito evito gli articoli commemorativi, anche se mi spiace non averne dedicato uno al recentemente scomparso John Christopher, tuttavia per Lucio Dalla, morto oggi d’infarto, faccio un’eccezione.

Non ero un suo fan (pur apprezzandolo), ma ne riconosco l’estro artistico e il coraggio, dote rara in un paese di ipocriti e di benpensanti.
Quando penso a Dalla penso a Borotalco, splendido film di Carlo Verdone, di cui Lucio curò la parte musicale insieme agli Stadio.
Tra l’altro l’intera trama si basa su un inside joke tanto semplice quanto geniale, ossia l’ostentata ma fasulla amicizia tra Sergio Benvenuti (Verdone) e Dalla stesso. Tutto per far colpo su una ragazza. Beh, che altro ci spingerebbe a inventarci storie del genere se non una cotta?
Film agrodolce, Borotalco, uno dei migliori verdoniani, forse il più maturo ed equilibrato, col solito cast di splendidi comprimari che lo portano allo status di quasi perfezione.

Manuel Fantoni – interpretato da un Angelo Infanti gigione e strepitoso – è un cazzaro memorabile, in un certo senso patrono di tutti coloro che si inventano storie per vivere. Anzi, per vivere meglio. In questa categoria mi sento coinvolto in prima persona, forse anche per questo adoro Borotalco.

Magari anche Lucio si è imbarcato su quel cargo battente bandiera liberiana, o quantomeno mi fa sorridere pensarlo.

17 commenti

  1. Oh, finalmente un luogo dove posso anche io dichiarare il mio dispiacere per la scomparsa di uno tra i più bravi musicisti che abbiano mai calcato il suolo di questo sciagurato paese, senza sentire retorica spicciola. Grazie, di cuore

  2. Sa vut c’tal degga! Hai già detto tutto tu! ^_^
    Stasera, tornando a casa dal lavoro, chissà quali brani sentirò per radio? Tu che dici? ^_^

  3. Era un fior di musicista e gli si devono parecchie cose anche come produttore, mi piace ricordarne la curiosità e la voglia di mettersi alla prova. Per amore di onestà non mi era molto simpatico ma non riconoscerne il valore avrebbe poco senso. Buon viaggio, magari scoprirà come fanno i marinai.

  4. Con Guccini, Fossati e pochi altri sono stati i cantanti del mio tempo e quando ho sentito la notizia a RaiNews ho quasi pianto, non mi vergogno a dirlo. Non mi ero emozionato in modo così forte neanche quando sono morti i miei genitori, forse perché in questo caso non me lo aspettavo. Una cosa che mi sento di dire, al di là del suo valore come artista, era che non era mai stato in cronaca per le schifezze per cui ci arriva tanta gente oggi (vedi le ultime morti). E questo per un uomo vuol dire molto, prima ancora che come artista.

    1. Un pianto, in certi casi, è il tributo più forte, puro e bello.
      Io ho pianto quando è morto Michael Jackson, e ora se qualcuno deve prendermi per il culo, lo faccia…

  5. Sono della generazione che ha comprato i suoi LP e che registrava le sue musicassette.
    Le sue canzoni sono una parte di me, e adesso spero che scoprirà quant’è profondo il mare che amava tanto anche se era di Bologna

  6. Nemmeno io ero suo fan,ma certe canzoni entrano dritte nello stomaco,curava molto il sound soprattutto apprezzo quello fino a metà anni 90.Per quanto mi riguarda,l’autoironia è una dote che hanno solamente i più grandi ,solo chi è capace di andare oltre gli egoismi,l’ho apprezzato molto per questo.
    Adoro molto Anna e marco, com’è profondo il mare e ciao.. ovviamente le ho legate a ricordi particolari quindi non posso essere obiettivo,ma pochi altri sono riusciti ad entrarmi nello stomaco come lui, di italiani aggiungerei tre canzoni degli stadio, il primo ligabue …ora non me ne vengono in mente altri

  7. Non ero assolutamente una fan e non era il mio genere.
    Ma era un anima creativa, estrosa, un uomo coraggioso nelle sue scelte artistiche.
    E’ tutto il giorno che sono “uggiosa” per questa notizia.

    1. Ti capisco. Anch’io non ero un suo fan, ma è uno di quei personaggi che sono lì, nella nostra vita, e li dai per scontanti. Quando se ne vanno, boh, realizzi che davvero non siamo niente.

  8. Mi è spiaciuto un po’ quando l’ho saputo, oggi. Non è mai stato uno dei miei preferiti, ma alcune delle sue canzoni le ho canticchiate e fischiettate per anni.
    Comunque lo si giudichi ha scritto una pagina importante della storia della musica italiana,
    Ma non ho pianto, nè mai mi sarei sognato di piangere per Michael Jackson

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