Giochi mitici dei mitici ’80 (parte prima)

 

E’ stato sufficiente fare pulizia in uno dei miei armadi per scoprire o quantomeno ricordare quanto siano radicate in me certe passioni per il fantastico e tutto ciò che ruota attorno a questa definizione. Se dei librogame abbiamo già parlato diverse volte (e comunque ci torneremo ancora), per i giocattoli classici non ho ancora speso qualche doverosa parola. Rimediamo. In due puntate.

I miei giochi sono legati innegabilmente ai mitici anni ’80. Periodo colorato per antonomasia, in cui un certo stile di vivere americano si radicava pian piano nelle nuove generazioni.
Lo abbiamo visto in TV, grazie a certi film che per tutti noi sono cult impareggiabili. Lo abbiamo visto nei fumetti, nel modo di vestire e di parlare. Nella musica, che in quegli anni era più commerciale che mai.
Ma, ancor prima, lo abbiamo visto in molti giocattoli che ci hanno svezzato a furia di “Per il potere di Grayskull!” e di “G.I. Joe!
Ecco quelli che ricordo con infinito affetto e nostalgia:

Masters of the Universe

Produttore: Mattel
Anni: 1981-1988

Alle elementari facevamo a gara per chi ne riusciva a collezionare di più. Uno dei miei compagni, di buona famiglia, ci surclassava: li aveva tutti! Compresi quelli giganti, le cavalcature di He-Man e Skeletor, il Castello di Grayskull, i veicoli dei vari personaggi…
Il bello dei Masters è che alcuni erano bellissimi, vere e proprie action figures da mostrare con orgoglio sullo scaffale della cameretta, mentre altri errano orribili e più che improbabili. I migliori, manco a dirlo, sono stati quelli delle prime serie: Skeletor, Zodac, Man-A-Faces, Trap Jaw, Webstor, Evil-Lyn. Poi la qualità è peggiorata, producendo alcuni guerrieri ridicoli, come il terribile Snout Spout.
Ovviamente – avevate dubbi? – io ero un grande appassionato dei mini-comics allegati a ciascun personaggio. Veri e propri fumetti che raccontavano le storie dei guerrieri di Eternia.
In compenso il cartone animato era penoso – almeno se valutato col senno di poi. Pochi invece sanno del cartoon è stato fatto recentemente un remake maturo e bellissimo, per qualche tempo trasmesso anche qui in Italia, ma a orari assurdi (tipo nella sola mattinata del sabato). Sto parlando di He-man and the Masters of the Universe 2002. Credo sia – ahimé – di difficile reperibilità. Ma se vi capita a tiro, beh, compratelo senza pensarci!
Chiudo la parentesi citando pari pari una chiccha che non ho avuto la fortuna di vedere coi miei occhi: I personaggi dei MOTU furono introdotti nel numero 47 della serie DC Comics Presents; nell’albo si racconta di come Skeletor trasporta Superman nel mondo di Eternia per farlo scontrare con He-Man.

Transformers

 

Produttore: Hasbro
Anni: 1984-oggi

Sdoganati nel nuovo millennio da una serie di film dal valore qualitativo in caduta libera (molto bello il primo episodio, pessimi gli altri due), i Transformers possono essere considerati i trionfatori degli anni ’80. Del resto non è da tutti essere ancora di moda a quasi trent’anni di distanza, al tempo dei videogames interattivi e di Internet.
Ai miei tempi i Transformers avevano un duplice fascino: quello dei giocattoli e quello dei cartoni animati. Un sapiente lavoro di marketing abbinava le due cose, sicché più vedevi in TV le avventure dei robottoni più chiedevi a mamma e papà di regalarteli.
Di Transformers io ne ho posseduti parecchio ma, per una mia indole personale che tende a favorire sempre i comprimari, ho conservato quelli poco conosciuti al grande pubblico. Parlo per esempio di un paio di dinobot (robot in grado di trasformarsi in dinosauri meccanici) e alcuni Distructor (Decepticon) di relativa importanza, come Destroyer e Triplex 2. Li ho ancora qui, belli lucidi, visto che nemmeno li usavo per giocare, temendo che si rompessero, bensì li collezionavo, me li portavo appresso per rimirarli.
A differenza dei Masters, i cartoni animati dei Transformers li ricordo con estremo piacere, perfino nelle loro primissime stagione, G1 e G2. Del resto c’erano sia Commander che Megatron. Che si poteva desiderare di più?

Big Jim

Produttore: Mattel
Anni: 1971-1986

Col senno di poi mi viene da riflettere sulla longevità di questa linea di giocattoli. In Italia la serie di Big Jim è arrivata nel 1973, quando al limite i bambini si accontentavano di giocare con un pallone in un cortile dall’erba bruciacchiata dal sole.
Ora, mentre scrivo questo articolo, vengo a sapere che i Big Jim vennero inizialmente accusati di voler copiare i G.I.Joe, che sono addirittura più vecchi (ma che sul mercato europeo si son fatti conoscere negli anni ’80). Figuratevi a quei tempi cosa potevo saperne di queste storie. Tutto quel che mi interessava era la figaggine di questi agenti segreti con un pulsantino sulla schiena, che faceva scattere il braccio imitando un colpo di karate. Alta tecnologia!
Quando iniziai a scoprire il mondo dei Big Jim, negli anni ’80, i produttori della Mattel avevano dato una svolta action-fantascientifica ai giocattoli di questa serie. Tra i super-cattivi era stato introdotto il Dottor Bushido (!!!), una specie di supercriminale ispirato ai vecchi fumetti di Flash Gordon. Big Jim stesso era diventato Space Leader, la versione spia spaziale del noto eroe.
Come dimenticare anche la versione James Bond del buon Jim? Nome in codice – tenetevi forte – 004! Con tanto di nemesi crudele e geniale, il Professor Obb.

Altri tempi, altri divertimenti… Come dimenticare i reparti giocattoli dei primi centri commerciali, pieni di questo ben di Dio?
(Fine prima parte)

35 commenti

  1. Big Jim è stato per anni un sempreverde dei mie pomeriggi di giochi. Ho avuto i modelli delle prima serie, quelli con la mano aperta, fino all’ultima incarnazione della squadra speciale del futuro che combatteva contro la Condor Force. Ti ricordi l’audio avventura regalata da Topolino? E ti confermo che Big JIm è stato almeno in parte un copia dei primi G.I. Joe, alti esattamente come lui e molto differenti dagli action figures successivi. Che bei tempi ragazzi!

  2. Io ho ancora alcuni Masters, li ho gelosamente conservati per darli un giorno a mio figlio e ora finalmente ho potuto farlo. Mio padre allora lavorare a Roma e noi stavamo a Palermo e ogni fine settimana, quando rientrava, me ne portava uno. Alcuni sono andati persi (He-man se l’è mangiato il cane), a Skeletor manca una mano, ma ho ancora la tigre di He-Man, quello verde con la faccia da pesce tipo mostro della laguna nera, quello grigio e quello arancione con la faccia da scimmia. Avevo pure la donna (non ricordo come si chiama), ma anche quella dispersa…

    1. Anch’io avevo Mer-Man (il master dall’aspetto simile al mostro della laguna). Purtroppo ne ho persi diversi pure io… Ma sai che al mercatino dei collezionisti i vecchi Masters valgono diverse decine – se non centinaia – di euro?

      1. Quelli in condizioni perfette probabilmente sì, ma i miei purtroppo sono nudi e crudi, ho perso tutte le armature, mi è rimasta giusta la sella della tigre di He-Man. C’ho finito di giocare adesso con mio figlio. Ricordo che il castello costava l’ira di Dio e non se lo poteva permettere nessuno, tranne i ricconi dell’epoca. Quando mio padre riuscì a portarmi He-Man che, essendo il più richiesto, non si trovava mai mi misi quasi a piangere, cosa che feci davvero quando tornando da scuola lo trovai a pezzi, sbranato dal cane… 😦

    2. la tigre di He-Man: Battle Cat. Quello con la faccia da pesce: Mer-Man. Quello arancione: Beast Man. Quello grigio potrebbe essere Stratos… Le so tutte! Amavo i Masters alla follia, li avevo quasi tutti e li ho ancora, conservati in scatoloni… Ce li potevamo permettere perchè io e mio fratello volevamo solo quelli! XD
      Insieme alla nuova serie animata è uscita anche una nuova serie di giocattoli, di qualità a dir poco eccezionale, chiamata se non sbaglio “He-Man and the Masters of the Universe” o MOTU 200X. i giocattoli sembrano davvero delle action figures, al punto che non ci farei mai giocare un bambino 🙂 … ad un certo punto hanno smesso di farli, si vede che non avevano abbastanza successo, e la Neca ha allora iniziato a far uscire una serie di statuette che riproducevano i personaggi che non erano usciti nella linea di giocattoli. Ne ho più di qualcuno… XD
      Ho scoperto anche che è uscita nel 2010, se non sbaglio, un’altra serie ancora, giocattoli che vogliono porsi a metà strada tra i vecchi giocattoli anni ’80 e la nuova serie superfiga, chiamata MOTUC (Masters Of The Universe Classic). Oh, gioia per i nostalgici!
      Per non parlare delle bellissime personalizzazioni realizzate da privati sulla base dei giocattoli o delle statuette.
      Fatevi una ricerca su Google e vedrete che Eternia è sempre attuale! Altro che vecchi pupazzetti sorpassati!

      1. Un vero appassionato… m’inchino davanti a tanto sapere! E ora mi “obblighi” a cercare le immagini della serie MOTUC, di cui non conoscevo l’esistenza 🙂

  3. Credo di avere almeno 12-13 anni piiù di te e, pertanto, dei giochi da te citati, solo Big Jim risale anche al mio periodo, durante il quale doveva vedersela con la concorrenza del più economico (e anche più basso) Amico Jacson della ditta bolognese Baravelli. Sto però parlando degli anni 70 e non degli 80. In quel periodo si giocava molto con i soldatini della Atlantic che ancora oggi conservo, dipinti a mano da me, in una vetrina collocata nell’ingresso del mio appartamento. E quando vengono a trovarmi certi amici e parenti, soprattutto quelli furbi, fighi e “che ce l’hanno fatta” non mancano di essere oggetto di battute più o meno divertenti (hai quasi cinquantanni e giochi ancora con i soldatini? Ma la sai la differenza tra i soldatini e la f…..,? beh! continua a giocare con i soldatini,,,ah! ah!). Scherzi a parte, per quanto mi riguarda, credo che il fatto di conservare, rivedere e toccare i giochi della propria infanzia, può rilassare e forse anche creare un momento di riflessione personale.

    1. E qui siamo alle solite, con tizi che si permettono di giudicare le nostre passioni, reputando le loro più belle e più mature di default! Partendo ancor prima dai parenti, solenni censori delle nostre vite.
      Di soldatini ne avevo parecchi anch’io… peccato soltanto per la pessima abitudine di distruggerli giocando! Quando simulavamo, per esempio, un incendio, allestivamo un piccolo fuocherello in giardino e molti ci perdevano le penne (la plastica) per davvero 😛

    2. Il compagno di classe ricco (lo cito anche nel post), che con l’invidia di tutti poteva comprarsi il castello di Grayskull e i veicoli dei Masters. La sua cameretta ci sembrava il paese dei balocchi 😦

  4. sono stato un grandissimo appassionato-collezionista, e ahimè, distruttore di masters, transformers e big jim (il quale picchiava regolarmente ken e ha avuto flirt con tutte le barbie di mia sorella). non mi hanno mai particolarmente preso i g.i.joe mentre invece mi ero fissato di brutto con i dinoriders, anche loro col mitico fumettino in ogni confezione.

  5. Big Jim l’ho sempre odiato. I Transformers non m’hanno fatto mai nè caldo nè freddo (ma avevo il megarobottone di Optimus Prime). I Masters, invece, sono uno dei tre cartoni animati che hanno “rovinato” la mia esistenza assieme a Holly&Benji e l’Uomo Tigre. Ho ancora quasi tutta la collezione di pupazzotti conservata, e sono stati i giocattoli che ho amato di più assieme alla linea “Pirates” dei lego. E quand’ero piccolo avevo anche il castello di Greyskull! XD

    In realtà, prima del bellissimo cartoon da te citato (che ha rilanciato una nuova serie di action figures da paura, tra l’altro), c’era già stato un remake di He-Man, che pure non era malaccio. Con nuova linea di giocattoli inclusa.

    Ti metto il link della sigla italiana, è capace che te la ricordi: http://www.youtube.com/watch?v=NQ80pC36PgM

    1. Sommo! Quanta conoscenza… Grazie per averla condivisa 🙂 Ma al contempo ti odio perché possiedi il castello di Grayskull! Maledetto! Eheheh
      Non sapevo del primo reboot di He-Man. Ora guardo!

  6. Effetto nostalgia a manetta.
    Io appartengo alla generazione di Big Jim, l’acquisto del quale da parte dei miei fu oggetto di durissime critiche da parte di mio nonno – il fatto che il suo nipotino giocasse con una bambola era il chiaro segno che c’era qualcosa che non andava.
    Mi sarebbe servito un po’ di militare, per fare di me un uomo, ecc. ecc.
    Eh, quanti anni.

    E a proposito di virilità e assenza della medesima…
    Masters of the Universe – la linea venne varata da Mattel come serie di action figures di Conan il Barbaro, un tie-in con il film di Milius che stava per uscire nelle sale.
    Poi tuttavia il film risultò troppo violento per i bambini e particolarmente popolare con la comunità gay americana – cosa che terrorizzò la Mattel; ragion per cui vennero cambiate le teste (He-Man era Conan, Skeletor era Tulsa Doom…), e venne creato un universo ad hoc.
    Poi vennero i cartoni animati.

    1. Alla fin fine i miei nonni furono molto comprensivi per l’epoca da cui venivano. Le perplessità venivano più da papà, che come gioco vedeva solo e soltanto una cosa: il pallone.

      L’aneddoto sui Masters mi mancava. Posso dire che è inquietante?

  7. Un vero flash-back! Io ero femminuccia,però mi sorbivo lo stesso questi cartoni, perché non c’erano canali a tema e i cartoni li beccavi quando li beccavi, nel senso che capivi il senso cronistico della serie intera dopo che per anni l’havevi vista a balzelli. He-man, ho la sigla nelle orecchie… mi ricordo i maschi, che guerra.. ancor di più per i Trasformers! Vorrei ricordare quella povera She-Ra, la sorella del suddetto errore. A causa sua ogni vola che intonavamo Mila e Shiro c’era un disguido (e nacquero le coppie lesbiche involontarie..). Hai ragione che il cartone era brutto, mi è capitato davanti per caso in tempi recenti e devo dire che delusione! Bel tuffo però! Carpiato.

    1. Sì, la programmazione era ‘accazzo più o meno come adesso, per non parlare delle censure (che riguardavano più gli anime) e le traduzioni alla pene di cane 😛
      Però ricordiamo comunque con immensa nostalgia quei tempi.

  8. io ho cominciato con i modellii in plastica della Frog ed Airfix in bustina di nylon(!) che trovavo in cartoleria…poi i soldatini Airfix, costo 250 lire a scatolina..da lì non ho più smesso e se oggi sono uno dei modellisti navali che “gira ” di più in Italia tra mostre e concorsi lo devo alle porcherie fatte da ragazzino, colla e si inpiastricciava maglietta e braghette, con relativa urla della madre…avevo 10/11 quando ho visto i primi Big-Jim, ma ormai era passato alla fase di letura SF…però bei ricordi, quando a qualche mostra mi chi chiedono come ho cominciato gli dico “fumetti da scopiazzare e soldatini in bustina” anche perchè, obiettivamente, non c’èera altro..altrochè Nintendo!

  9. Big Jim, Big Jim…
    ma prevalentemente sono sempre stato malato di soldatini e gli facevo fare la parte del mostro

  10. Wow quanti ricordi. Di Big Jim non ero fan, lo snobbavo bellamente. Mentre dei Transformers avevo vagonate di modelli, fra cui i Devastator, quelli che si univano in un mega-robot. Dei MOTU avevo giusto He-man con tigre e Skeletor, preferivo vedere i loro cartoni più che giocarci, anche perché devo dire che le protagoniste femminili non erano affatto male:) E poi camminavano tutte sculettando in abiti succinti ahahah Ragazzi che infanzia felice.

  11. Io sono della generazione Big Jim, avevo il camioncino con l’argano e Bufalo Bill (con capelli “veri”), mentre i Masters non mi sono mai piaciuti. Ricordo però che un anno mi regalarono dei pupazzetti di una linea sconosciuta, tali Sky Man (che sembrava uscito da una striscia della Golden Age, con quell’elmetto e il mantellino rossi) e il suo nemico Zephton (un alieno verde orrendo) che sarebbero questi qua:

    http://www.atlanticgalaxy.com/skyman.htm

    Poi venne lo Zx Spectrum e il mondo dei giochi finì lì. Dove è ancora oggi, anche se ci gioco su World of Spectrum.

  12. Il mitico “Big Jim”! Mi hai fatto venire la lacrimuccia! A casa dei miei genitori ho ancora “Big Jeff”, “Big Jim agente secreto” e tanti altri…

  13. Che meraviglia! E che nostalgia!
    I Masters mi piacevano tanto, ma non avrei mai il coraggio di riguardarli. Io avevo un paio di personaggi dell’universo di She-ra: una fatina con i capelli viola e un cavallo alato (che poi era uguale a quello di Barbie, solo più piccolo e trasparente).
    Possedevo anche un Big Jim, che mi regalò mio papà che l’aveva confuso con Ken! Così la mia povera barbie dovette tenersi un fidanzato che le arrivava si e no alla spalla e che era sempre in giro per il mondo a combattere i cattivi… 😉

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