36 commenti

  1. Devo dire che prima controllavo spesso le statistiche, ora più che altro mi diverto a scrivere post e basta u.u
    Riguardo all’aggressività, alcune volte quando leggo dei blog mi pare di essere in un modo di pescecani, proni a sbranarsi al minimo movimento sospetto.
    Trovo sia una cosa affaticante per qualcuno stare sempre sul piede di guerra, si vede che hanno molte energie da sprecare.

    1. Dici una cosa vera: tanta aggressività (da una parte e dall’altra, che non voglio accusare nessuno) è sfiancante, micidiale.
      Bloggare così diventa peggio che un lavoro.

  2. il due e il sette sono quelli che mi preoccupano, nel mio caso, credo sia un fattore inconscio ma la ricerca di visibilità a volte mi porta a scrivere post idioti. Purtroppo è sufficiente qualche giorno di magra per andare per così dire nella assuefazione da visite. Ci vuole un po’ di pazienza suppongo.
    Per le altre voci,
    Commenti: non mai di commentare a caso, ma a volte succede che commento perché magari è parecchio tempo che non lo faccio su un blog

    Anonimi (ne avrò ricevuti una ventina da quando bloggo), sfide, polemiche, aggressività, per ora mi chiamo fuori.

    facendo un’autoanalisi torno a rimarcare il problema del due e del sette, ma credo sia anche un passaggio che fanno tutti:-)
    un po’ come quando si matura

    1. La rincorsa al contatore delle visite è tremenda, ci sono passato anch’io e per fortuna ho superato il problema.
      Riguardo a quelli che tu definisci “post idioti”, mah, come ho scritto qualche post di alleggerimento ci sta, eccome. Anche un intero blog fatto solo di scemenze può essere spassoso, purché i post non siano scritti ‘accazzo, tanto per fare numero.
      In alcuni casi (non il tuo!!!) vedo che invece è così. La cosa è disturbante. Per fortuna abbiamo la possibilità di non cliccare più certi link 😉

  3. Sull’anonimato sono sempre stato una voce fuori dal coro. Nel senso che giudico il commentatore da ciò che scrive, non dalla firma. Ci sono anche anonimi civili. Inoltre reputo un nick comunque una forma di anonimato.
    Questo non è un commento da punto 6! Mi interessa davvero discuterne :>

    1. Figurati, ogni parere è gradito.
      L’anonimato è tollerabile finché si tratta di commenti tranquilli (anche se io preferisco sempre la firma). Quando però si viene a far polemica senza avere la grazie di metterci un nome, o almeno un nickname, io fiuto soltanto puzza di troll.
      Che poi un nickname è giusto un gesto garbato per non scegliere proprio l’anonimato totale. Credo che non sia un grande sacrificio adottarne uno 🙂

      1. Certo, il rischio troll aumenta con l’anonimato. Ti assicuro, però, che mi è capitato di incontrare utenti registrati molto più trollosi di certi anonimi!

  4. Soprattutto, diventa tutto inutile. Con questa caciara e rincorsa del chiasso sopra i contenuti, l’autorevolezza dei blogger va a finire nella discarica e diventa tutto un lavoro senza scopo, anche quando si produce qualcosa di buono (che non verrà letto).

  5. credo che al punto 7 chiunque abbia gestito un blog per un po’ di tempo ci sia cascato 🙂 e poi con wordpress che offre tante statistiche la cosa si fa stimolante. Non è una cosa totalmente negativa, a patto che non diventi il fine ultimo, ma se fatto per rendere più visibili buoni articoli, perché no?
    a parte quello ultimamente non sopporto i blog che sposano le cause di facile presa, ma con un pressapochismo e ignoranza che ne minano le eventuali buone intenzioni. come fare una campagna a favore della lettura demonizzando gli ebook, per dire. ma gli esempi, dalla politica allo sport, sarebbero numerosissimi.

    1. Concordo in pieno: gli articoli demagoci e pressapochisti sono sempre i peggiori. L’esempio che fai è perfetto.
      C’è una via di mezzo tra questo modo di scrivere e l’estremo opposto (sparare a zero con estrema maleducazione). Basta provarci…

  6. Beh, l’anonimato è uno dei punti fermi di internet. In teoria. Non è molto diverso chiamarsi “anonimo” oppure “Pippo”, senza che quel nome si riferisca a qualcosa di rintracciabile, per esempio una mail o un sito web.
    Per il resto mi trovi d’accordo. L’aggressività è qualcosa di veramente fastidioso, soprattutto in un contesto, quello dei blog, il cui scopo dovrebbe essere l’opposto: fare comunità.

  7. Credo che molti di quelli che fanno polemiche gratuite, sui blog come sui forum, siano molti di meno di quello che si possa credere. Grazie appunto al sacrosanto meccanismo dell’anonimato possono sembrare molti, ma alla fine su uno stesso sito sono sempre le solite 2-3 persone.
    Riescono ad avere più visibilità perchè, se sono bravi, possono a far cadere nella trappola del flame anche gli utenti più seri, creando così discussioni chilometriche.
    Parlo per esperienza, non facciamo di tutta l’erba un fascio: i troll, anche se in costante aumento, rappresentano una minima percentuale degli utenti di Internet e se non gli si da retta spariscono in un battibaleno.
    Pero’ è vero che oggigiorno va di moda la critica gratuita, spesso da persone che non capiscono una mazza di un determinato argomento, se non quello che gli puo’ dire Wikipedia 🙂

    1. Sono pochi (ma non pochissimi) ma fanno un gran baccano e, soprattutto, sono onnipresenti. Su più blog, su più forum, sui social network.
      Comunque è un po’ la storia di qualunque contesto: fa più scalpore un maleducato che non cento persone educate.

  8. Ti dirò, ho abbassato la mia frequenza di aggiornamento proprio perché non avevo materiale per fare approfondimenti/recensioni ogni santo giorno. 🙂 Preferisco per l’appunto aggiornare di meno, ma avere qualcosa da dire che non sia solo un riempitivo. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

  9. La mia presenza sulla rete è “giovine”, quindi non ho “subito” sulla mia pelle fatta di bit e onde alcune delle vicissitudini di cui parli (anche se lo so che fai un discorso generale). Dalla mia posizione o postazione posso dirti che, i commenti e l’interazione dovrebbero essere il motivo essenziale dell’utilizzo di internet. Invece da quel poco che ho visto Internet e la blog sfera sono diventati un terreno di scontro in cui molti cercano di dimostrare di essere i più bravi, i più fighi, cercando una popolarità che gli è negata in altri media o nella realtà 1.0.
    Poi ci sono quelli che notato il clima si eclissano o non si espongono perché volendo evitare di essere risucchiati in un groviglio (la miscela dei tuoi sette punti) hanno paura anche a commentare perché non sanno chi ci sta dall’altra parte e vogliono evitare qualsiasi confronto.

    Ora anche il mio commento potrebbe essere ritenuto inutile, la domanda, allora, che ti faccio è: quanta voglia abbiamo di confrontarci, anche con chi non condivide le nostre idee in modo da sovvertire, per esempio, il punto 5?

    1. Risposta alla tua domanda: credo che il confronto sia indispensabile, ma a furia di frequentare un certo tipo di “utenti” la voglia di discutere passa. Il che non è bene, ma a volte è indispensabile per salvarsi il fegato.
      Perché il confronto rischia sempre più spesso di diventare prevaricazione. Più che nella vita reale, dove secondo me c’è più margine per la mediazione e la diplomazia.

      Non avevo la volontà di dimostrare di essere più bravo o più figo, rifuggo discussione di questo genere, e vorrei anche che nessuno venisse da queste parti a pavoneggiarsi 🙂
      Da qui la moderazione dei commenti, a beneficio di chi mi legge con intenti positivi, e non per dimostrare che sono/siamo tutti scemi 🙂

      1. Non ho mica detto che vuoi dimostrare di essere figo 🙂

        Sulla prevaricazione: In quel caso è meglio spegnere il fuoco. Ma se si continua con ovvi rimandi a chi di mestiere fa il piromane, gli si fornisce solo nuova legna da ardere. Del resto, quando non c’è confronto, m’importa na’ sega sai 🙂

  10. Boh, a me l’anonimato non mi sembra così maleducato, dipende un pò dai casi… certo, se uno è un lettore regolare che viene spesso a polemizzare mi pare educato che in qualche modo si renda riconoscibile per fare in modo che tutti i suoi post siano riconducibili a una sola persona, però certe volte mi pare eccessivo chiederlo a un commentatore occasionale che può anche dare nome cognome e codice fiscale, e rimane sempre un tizio qualunque, i suoi dati anagrafici mi sembrano inessenziali.
    p.s: ho violato il punto 2 dell’eptalogo? XD

    1. No, nessuna violazione 😀
      Non so, io continuo a ritenere “l’identificazione” come una forma di fiducia. Metterci la faccia di solito lo è. Ma forse sono io a essere all’antica (e, no, non è un commento ironico).

  11. Io ho eliminato sistematicamente i blog più fuffosi dalle mie letture quotidiane. E condivido l’antipatia per gli anonimi. Non dico di metterci nome e cognome, ma almeno un nickname alla fine del commento ci sta… Per il resto, mettiti l’anima in pace: la blogosfera italiana è identica al Paese. Un oceano di mediocrità e polemiche inutili con qualche isola felice qua e là 🙂

  12. Sull’anonimato: Interessante leggere i vostri punti di vista, anche quelli molto diversi dal mio 🙂
    A quanto pare è una questione di sensibilità personale. Io mal sopporto parlare con uno che non ha un’identità. Al contrario mi trovo a mio agio a interagire con un nickname, purché sia identificabile a lungo termine (esempio, potrei chiacchierare senza problemi con Mr.Formaggino, anche senza mai sapere il suo nome, purché sul mio blog sia sempre Mr.Formaggino).
    Poi, sì, l’anonimato è un punto cardine di Internet, ogni tanto ne ho fatto uso anch’io. Però se entro in casa altrui -e il blog è una casa- presentarsi l’ho sempre pensato come un gesto minimo di educazione.

  13. Solitamente non polemizzo e non credo di cadere in uno dei tuoi punti, quindi parlerò solo del secondo, che mi è più vicino. Penso di essere infatti uno di quei blogger che molto spesso non fanno articoli di grande spessore e ne fanno pure parecchi (anche se quello sulla cacca era moolto profondo), ma questo è assolutamente voluto. Mi piace l’idea di stare leggero, di dare un po’ d’allegria a chi mi legge (sempre che ne sia in grado eh, magari faccio proprio schifo) e si insomma, non pretendo di impegnare il lettore con riflessioni troppo profonde. Poi spero comunque di non cadere nel banale, e cerco quindi di inserire anche argomenti un po’ più importanti e a cui tengo. Ecco… Il succo comunque è che leggendo questo tuo post prendo ovviamente ”ispirazione” (dato che sono abbastanza nuovo di questo mondo e ogni consiglio è utile) cercando di non imbattermi in nessuno di questi modi di fare fastidiosi. Resto però assolutamente dell’idea che alla fine si, ognuno scrive come e quello che vuole. Sconfinasse pure nella mediocrità, l’importante è che si diverta e che sia soddisfatto del suo dolce bloggar! 😉 Se poi da fastidio a qualcuno, basta non leggerlo 🙂

    1. Un blog improntato sulla leggerezza e sui toni demenziali ha una sua identità, un suo senso 🙂
      Io mi riferivo soprattutto a blog che un tempo erano di un certo spesso e che negli ultimi mesi propongono pezzi scopiazzati qua e là, video senza commento, frasi ermetiche che dovrebbero (ma non sono) risultare di grande spessore.
      Apprezzo la scelta di ha chiuso il blog, piuttosto che trasformarli in scemenze del genere.
      Poi per il resto ciascuno scriva quel che vuole, concordo al 100% con te!

  14. Non so se i miei articoli si possano definire interessanti o con dei contenuti validi, però mi diverto a scriverli e credo che questo sia già un buon segno!
    In merito, invece, dell’aggressività, della voglia di competere e dell’offesa a tutti i costi… beh, sai come la penso e con me sfondi una porta aperta…

  15. E’ un post che condivido in pieno.
    Diciamo che sono sette pareri che, da un certo punto di vista, si alimentano l’un l’altro. Il classico cane che si morde la coda, no?

    <>
    E così via.

    Per fortuna però ci sono ancora zone felici all’interno blogosfera. E non è poca cosa, ecco.

  16. Edit: s’è mangiato il mio esempio. XD Avevo dimenticato che mettere le virgolette equivale a mettere i tag.
    Ad ogni modo avevo scritto

    “Voglio aprire un blog di successo: come faccio per avere visualizzazioni sicure? Scrivo solo stupidate, oppure scrivo in modo polemico contro il tipo famoso “X”, che se ha 100 adepti, di sicuro avrà anche 100 denigratori che saranno dalla mia parte. Molto facile scrivere articoli “a tema” antitetici ai suoi, e sono sicuro di avere riscontri più che positivi. Inoltre più sarò aggressivo e più farò finta di essere “simpatico e sarcastico”, più potrò dare addosso a chi voglio.”
    E così via.

  17. Devo osservare che gli argomenti esposti nei sette punti dell’articolo sono molto (stragulp!) in linea con un discorso sulla violenza presente nel film Waking Life. Meditiamo!

  18. C’è che i blog vanno molto meno di moda di qualche anno fa. Ora sono più fighi i social network. Per cui si è scatenata la caccia ad invadere un territorio che è sempre lo stesso, non è più in espansione. Molti dei difetti che elenchi li ritrovo in buona parte dei forum che mi capita di leggere, in particolare la smania di trovare visibilità, di essere protagonisti, e ciò anche quando non si tratta di fare solo quattro chiacchiere tra amici ma l’argomento di discussione dovrebbe essere molto specifico, come tra appassionati di informatica. E non parlo solo di “troll”.

  19. sono un blogger dal 2004, con il massimo rispetto ti esprimo il mio dissenso su tutti i punti, la blogsfera è popolata da varia umanità, spesso cangiante, la moderazione aiuta a mantenere ordine.

    in otto anni ho scritto circa 300 articoli, c’è chi nello stesso periodo ne ha postati 5.000… chi ha il diritto di criticare???

    personalmente non amo i blog che riportano gli articoli dei giornali ma non biasimo nessuno, la caccia alla visibilità è ovvia, nessuno scrive per non essere letto, il blog non è un diario privato di vecchia concezione

    la sana competizione non ha mai ucciso nessuno e comunque nel tempo vincono sempre i migliori

    lasciami dare un consiglio ai neofiti… non andate a commentare nei blog particolarmente seguiti, se siete a caccia di commenti di scambio dovete intervenire in spazio sconosciuti, i “fighi” con molti interventi non tendono a ricambiare la cortesia, se la tirano.

    io blocco ogni polemica sul nascere, c’è chi le sfrutta per fare “audience”, tecnica che non paga, molti evitano blog in cui si rischia di essere aggrediti, sarebbe buona regola non alimentare l’interagire tra utenti, cosa che spesso sfocia in rissa

    cordialmente ti saluto

    TADS

  20. L’anonimato lo accetto, non mi crea problemi, tanto più che non è mai veramente tale dal momento che posso verificare i dati del singolo commentatore.
    Ed è vero che il trollaggio supera ogni confine, non si propone soltanto nell’anonimato. Però essenzialmente condivido con te la preferenza per una conversazione con chi abbia – salvo casi particolari – un nome fisso e riconoscibile.
    Dopodiché, per i troll riconosciuti come tali senza ombra di dubbio, dopo avergli dato la possibilità di…. esprimersi / svelarsi, io utilizzo ormai la tolleranza zero.
    E ne sono pienamente soddisfatta, mai pentita.

  21. Certo che in nome della visibilità c’è chi si abbassa veramente tanto.
    Oggi son riuscito a far bannare l’accont femminile che un blogger maschio usa per spammarsi e promuoversi ovunque… son soddisfazioni.

  22. Credo, per certi versi, di entrare nella categoria 2. Del resto quando ho chiuso 31 Ottobre l’ho dichiarato esplicitamente che sarei passato a un blog di fuffa a go-go. ^_^

    Quanto agli anonimi… concordo. Se per anonimi intendi quelli che “lo fanno a posta”. In alcuni blog su cui capito casualmente, ogni tanto, commento come anonimo perché non c’è verso di fare un commento senza doversi registrare sulla piattaforma che gestisce il blog… e sono in una fase in cui non ho voglia di aumentare lo spread dei miei dati personali, nonché accumulare password su password per ogni account inutile che devo sottoscrivere, e tutto per lasciare un commento. Per cui mi anonimizzo… anche perché come firma, causa una amicizia romana, ho cominciato a lasciare solo la mia iniziale G.

  23. Ciao. Concordo con te al 100%, ma il top del fastidio personalmente lo raggiungo con i troll da forum, specialmente se c’è moderazione all’acqua di rose o inesistente. In questi casi c’è anche da capire se ai gestori della piattaforma Tal dei Tali interessa la qualità o solo il numero dei visitatori da mostrare agli sponsor..ma questo è un altro discorso. Purtroppo l’ansia da visibilità o da contatore delle visite può generare (specie nei forum) fiumi di parolacce vere e proprie, insulti gratuiti, assenza di contenuti ed abuso di emoticons. Questo aspetto può essere risolto nei blog con la moderazione, ma è comunque antipatico dover moderare qualcosa perché altrimenti si viene sommersi dalla spazzatura. Ho la sensazione di dovermi difendere a priori e questo non mi piace.

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