Una domanda semplice sugli ebook

 

Fine luglio (o quasi): molti di voi saranno già pronti con la valigia in mano. Gli altri, quelli che per disparati motivi non faranno vacanze, vedranno comunque ridursi le ore passate davanti al computer, complice il caldo e lo svuotamento parziale del Web.
Inutile quindi sprecare parole per quei due/tre post più corposi che ho in mente, e che a questo punto rimanderò a fine mese.  Pubblicarli ora vorrebbe dire un po’ sprecarli, e credo che siano abbastanza interessanti da meritare un pubblico più o meno a pieno regime.
Però una domanda sul magnifico mondo della lettura e della scrittura ve lo voglio fare.
Chi di voi si porterà un eReader in vacanza?

Inutile negare che quest’anno gli ebook hanno avuto un bel balzo in avanti anche da noi in Italia.
Nonostante la perdurante ignoranza in materia, che serpeggia soprattutto sui blog e sui siti legati all’editoria old style, la gente inizia a incuriosirsi, a documentarsi, a fiutare i vantaggi del possedere un ereader. 
Tra il secondo semestre del 2011 e il primo del 2012 ho letto un sacco di vaccate riguardo ai libri digitali. Le più ridicole sono arrivate proprio da addetti in materia -editori e scrittori- del tutto felici di fomentare l’inutile e inesistenza battaglia “cartaceo vs ebook”. E’ entrata nella mitologia la tremenda risposta data da Edizioni La Gru, intervistata dal sempre bravo Daniele Imperi. Alla domanda “Il mercato degli ebook si sta espandendo. Come accogliete questa tipologia di pubblicazione?“, la loro illuminata replica è stata:

L’ebook è un’oscenità. Forse inevitabile, e forse li faremo, ma resta una porcheria pari all’mp3. Il genere umano deve capire che il progresso tanto decantato non deve per forza di cose portare alla smaterializzazione.

Epic fail memorabile.

Una guerra che non esiste, se non nella mente di chi teme questa vera e propria rivoluzione del mondo della lettura e dell’editoria. Cambiano gli equilibri, cambiano le prospettive di guadagnare e di infinocchiare i lettori/consumatori come hanno fatto per decenni.
Gli altri, i più saggi e i più onesti, stanno invece cavalcando il cambiamento, facendone un affare (cosa del tutto lecita) nel rispetto di chi legge senza pregiudizi e senza presunzioni di casta. Alla fine vinceranno loro, è scontato.
Vinceremo noi.

E’ infatti quasi inutile dire che il cambiamento nasce soprattutto dal basso.
Quindi ritorno alla domanda principale del post: chi di voi si porterà in vacanza un ereader?

54 commenti

  1. Primo!
    Anche perché chi può essere sveglio a ‘ste ore di mattino? 🙂
    Viaggio col Kindle, poco ma sicuro, c’è dentro di tutto, dagli ebook autoprodotti a qualche bel romanzo, tra i quali anche qualche cartaceo che ho a casa ma che non ho voglia di portarmi in giro “fisicamente”.
    Però mai solo col Kindle, ho sempre anche un libro “vero” 🙂 ne sento il bisogno, mi piace averlo e sfogliarlo e tendenzialmente leggerò quello e qualcosa sul Kindle alternando le letture.

  2. Impensabile partire senza il mio fido Cybook, ormai mia protesi da 3 anni. A cui si abbinerà il tab Samsung su cui, oltre che lavorare, ho installato la app del Kindle, utile per recuperare al volo libri in lingua per mia moglie. Probabile e quasi certo un paio di cartacei che DEVO leggere per tenermi aggiornato 🙂
    Per far felici i simpatici mattacchioni delle Edizioni La Gru, sul mio Cybook ci sono anche scorte di mp3 da ascoltare mentre leggo 🙂

    1. Per me Kindle e iPad, compreso di mp3 (orrore!) e film da gustarmi in volo…
      Più un volume a fumetti in cartaceo (da stabilire).
      Alla faccia dei luddisti 😀

  3. già tornato dalle vacanze! sob sob
    Kindle farcito prima della partenza con una decina di titoli, portato in spiaggia sicula senza nessun problema. Caricato prima della partenza e tornato senza doverlo attaccare alla presa.
    Avvistato un esemplare in traghetto ed uno in albergo, se penso ai chili che mi portavo dietro gli anni scorsi non rimpiango nulla

  4. Io sono due anni che vado ovunque con il Bookeen, cosa c’è di più comodo? Di libri cartacei ne compro ancora, soprattutto quando il costo dell’ebook è scandaloso, però mi piacerebbe un giorno poter dire che leggo al 95% in digitale… ci sarà sempre qualche libro troppo bello esteticamente per rimunciare alla carta 🙂

  5. Grazie per la citazione 🙂
    Io, viaggiando da avventuriero con tenda e sacco a pelo, mi porto due libri cartacei 😛
    Il mio articolo su libro vs ebook uscirà il… 27 agosto! 😀
    Buone vacanze a tutti.

  6. Io viaggio sempre col mio Cybook, anche solo per un brevissimo percorso in treno o per un’attesa in posta, immaginiamo se non lo porto con me in vacanza! Ho poi il tablet su cui però ho messo soprattutto miei lavori in corso. Ma un libro “che odora di carta” lo porto anch’io, anzi più di uno.

  7. Sfondi una porta aperta. Non esco mai di casa senza il Kindle. Carta? Sì, la leggo ancora, visto che dalle nostre parti c’è ancora chi si ostina a non proporre i suoi titoli in digitale. Certo… potrei leggere quei libri in lingua originale, ogni tanto lo faccio e non mi faccio certo dei problemi, però l’italiano mi piace, e mi piace leggere in italiano (senza contare che sono affezionato ad alcuni traduttori… che spesso ho apprezzato più degli autori “originali”). Ecco, in quei casi, ancora oggi, compro il libro di carta.

    Quanti titoli ho sul mio Kindle? 15 acquistati da amazon. 34 “vostri”. 7 “miei” da editare. E poi mi porto dietro anche il portatile, nel cui cuore son presenti più di 2000 titoli (in italiano e in inglese), provenienti dalle biblioteche free, che piano piano ho cominciato a leggere… ma credo che morirò prima di averli finiti tutti!

  8. Mi porterò sicuramente il mio tablet per usi di vario genere, lettura di e-book e e-comics inclusi.
    Però quando sono in vacanza spesso acquisto libri cartacei, soprattutto illustrati sull’arte.

  9. Anche io mi porterò dietro il fido PRS-T1 quando vado in ferie (una prospettiva che sembra ancora lontana, a dire il vero) e un libro “normale” (diverse cose rimaste in pendenza da quelle parti del fronte).

    Non so voi, ma io sto godendo come un animale con gli ebook, anche se la mia libreria elettronica deve ancora crescere e un minimo di selezione lo devo fare, visto che in linea di massima preferisco libri con il social DRM.

    E, a proposito della mitologica intervista alla Gru del cantiere, date un’occhiata a questo “new low” (in francese, ma…): http://passouline.blog.lemonde.fr/2012/07/17/langoisse-de-milan-kundera/.

    Milan Kundera chi?

    Sembra che il Milan, preoccupato della sopravvivenza del *LIBRO* abbia posto il veto sulle versioni elettroniche di tutte le sue opere. Perfettamente ok per me, visto che ho fatto una fatica terrificante a finire a suo tempo «L’insostenibile leggerezza dell’essere» e che «L’immortalità» l’ho data al gatto dopo i primi due capitoli. Per la serie: fatti perseguitare da una banda di cazzoni comunisti, e tutto ti sarà perdonato. Letterariamente parlando, cioè.

  10. Ancora non lo possiedo 😦 Aspetterò un compleanno o un Natale per farmelo regalare. O un botta de culo in cui faccio un po’ di danari per prendermelo da solo… Solo profumo di carta per me in questa vacanza xD

  11. Non conosco la casa editrice che citi, ma se il suo commento è stato quello, allora secondo me contiene una parte di verità.
    Gli ebook sono una gran cosa, e fin qui non ci piove. Certo, persiste il malcostume editoriale di farli pagare quasi quanto (se non come) la copia cartacea, ma questo è un altro discorso.
    La smaterializzazione invece IMHO racchiude in sé dei rischi che non vanno sottovalutati. I supporti digitali non sono eterni, anzi. Non lo sono i cd, non lo erano i floppy. La nuvola, al momento, è solo un grosso esperimento. Internet può essere tranquillamente “spento” (dalla manipolazione dei server DNS alla decapitazione delle backbone).
    I libri invece durano. Sì sì, lo so, c’è il fuoco, ci sono le tarme, ci sono i funghi e i parassiti. Tuttavia non esistono supporti digitali garantiti per 500 anni. Almeno, non mi risulta. La carta, chiaramente un certo tipo di carta, di fatto ha dimostrato di esserlo.
    La contrapposizione ebook-cartaceo è una vaccata. L’ebook è utile alla diffusione del sapere, della storia e della fantasia. Oggi è più che mai necessario, direi. Fondamentale.
    Tuttavia c’è (ancora) qualcosa nella copia cartacea che non va ignorato. Qualcosa di bello e di importante. Non sto parlando dell’odore, eh. Né della forma del libro o del piacere feticistico che si può provare nel possederlo. Queste sì che sono vaccate.

    1. La carta su cui sono scritte certe edizioni economiche dubito che duri più di 50 anni, ad essere ottimista.
      E se affidiamo i nostri soldi alla gestione digitale delle banche perchè non farlo con i libri?

      1. La carta della prima metà del ‘900 era peggiore di quella odierna, eppure i libri di allora resistono. Male, ma resistono.
        Chiariamoci, non sto dicendo che la carta è meglio dell’ebook. Non mi sto infilando nella diatriba che fa tanto arrabbiare (giustamente) Alex. Sto solo dicendo che l’ebook è fondamentale per la diffusione, ma che la carta, ad oggi, è forse è ancora il sistema migliore per assicurare la conservazione.

        Per quanto riguarda l’affidamento dei nostri soldi alla gestione digitale delle banche… ecco, non lo so, ma di questi tempi stenderei un velo pietoso sulla questione, anche perché ogni volta che una crisi economica si fa improvvisamente più critica, ci sono fiumi di correntisti che se li vanno a riprendere, i soldi, dalle bance :p

    2. Nutro dei dubbi molto igienici che l’uno sia migliore dell’altro ai fini della conservazione del materiale, ed entrambi hanno i loro inconvenienti. Le possibilità che una biblioteca o un archivio vadano a fuoco non sono minori rispetto a quelle di un server che vada ko. Il supporto elettronico tende a deteriorarsi, certo, ma la carta richiede una climatizzazione particolare perché possa conservarsi e queste sono spese (chiedete a un qualsiasi diplomato in archivistica). Io penso che sul lungo periodo prevarrà il metodo elettronico semplicemente perché riesce a fare meglio cose in cui il cartaceo è carente. Stoccaggio efficiente, ma non solo. Alcune istituzioni archivistiche di alto livello, a quanto mi risulta, stanno digitalizzando larga parte dei loro documenti, per facilitare la conservazione dei materiali originali che non vengono dati più in consultazione. La possibilità di ingrandire su schermo un manoscritto del Seicento per poterne studiare da vicino la grafia non è cosa da poco secondo me…

      1. Vero, Francesco, non è cosa da poco… ma il manoscritto è, appunto, del 600 (cioè ha già superato 400 anni).
        Ti faccio un esempio banale. Quando ho iniziato a scrivere i pc non esistevano, e conservo ancora i manoscritti dei miei primi orripilanti lavori. Poi ho avuto – finalmente – un computer con floppy disck e relativa stampante ad aghi. Mi pareva il paradiso.
        Oggi, a parecchi anni di distanza, indovina un po’ cosa conservo ancora? Gli stampati delle cose che ho scritto. Tutto ciò che invece era su hd e floppy l’ho praticamente perduto.

  12. Dopo aver regalato il kindle base alla mia compagna,mi sono fatto regalare il kindle touch….uno spettacolo, e sempre con me e ho ripreso a leggere….stupidissima la diatriba tra digitale e carta,possono convivere , io acquisto entrambi, certo che la facilita degli ebook e spettacolare…prossimo passo convincere la sorella …ce la faro’? Per le vacanze KINDLE!!!!

  13. Assolutamente Kindle tutta la vita. Ho una mezza idea di leggere “Guerra e Pace” al mare e la comodità dell’ebook è innegabile.

  14. Io questa volta no, ma solo perché i libri più in alto nella coda di lettura ce li ho in formato cartaceo. L’anno scorso invece mi sono portato l’ultimo Martin e devo dire che ho risparmiato non so quanti chili di bagaglio.

  15. Io mi accodo a Glauco sopra, da quando ho preso il lettore eBook due anni e mezzo fa ormai non esco più di casa senza. Appena ho cinque minuti di nulla lo accendo, quando aspetto la metro o devo andare da qualche parte mi metto a leggere. Aiuta e fa leggere di più, ecco.

  16. Io non andrò in vacanza – salvo sporadiche gite – ma pianifico un bel carico di ebook per il primo di agosto, per passarci l’estate.
    Questo non perché chissà quale motivo ideologico, ma semplicemente perché
    . ho già una buona scelta di testi cartacei
    . col prezzo di un paperback mi procuro sei ebook
    . trovo titoli che in cartaceo sono difficili da reperire
    . mi arrivano subito senza stare in balia del postino

    Niente di troppo osceno, insomma.

  17. Io…. non me lo porto.
    Il mio Cybook mi ha abbandonato qualche mese fa, rompendosi, e non ho ancora avuto modo (soldi, si chiamano soldi :D) per ricomprarlo… ;__;
    Avendo un Samsung Note (schermo da 5 pollici) con Aldiko Reader caricato sopra, qualche epub lo leggo con quello, però con uno schermo così piccolo e retroilluminato mi limito a letture da un massimo di 200 pagine.
    Quindi, alla fine, penso che questa estate passerà grazie ai romanzi di Doc Savage che ho recuperato dalla polverosa biblioteca di mio padre e a un paio di paperback della Angry Robot acquistati su Amazon qualche mese fa.
    In attesa di acquistare l’Odyssey il prima possibile…

  18. Credo che molta gente andrà in vacanza con un lettore o un tablet. Nelle ultime settimane ho riscontrato un aumento pazzesco dei downloads del mio romanzo e anche altri autori stanno ottenendo risultati importanti a ridosso delle vacanze.

      1. Grazie dell’occasione. Si chiama “Le Porte Senza Meta”, è un romanzo che mescola Fantascienza, Fantasy, Storia e Avventura, con un occhio anche all’ecologia. Attualmente mi accingo a tagliare il traguardo dei 1600 downloads con circa l’80% di commenti positivi e lo si può scaricare TUTTO e GRATUITAMENTE sul mio sito http://eldieswriter.com

  19. libri digitali…amo la tecnologia e il modo in cui progredisce ma..gli uomini stanno diventando quasi dipendenti da questi oggetti super sviluppati. al mondo d’oggi avere cose del genere diventa quasi un obbligo. i libri sono belli perchè di carta, che li devi tenere tra le mani, sentire il profumo delle pagine, poterci scrivere sopra…ci sono certe cose che, se posso dir la mia, potrebbero anche essere risparmiate. Gli uomini dovrebbero concentrarsi a creare cose che servino davvero, che possano aiutare la gente e non che la possano rendere ancora + pigra di quello che già è.

    1. Io tengo fra le mani anche il mio reader, a dire il vero 😉 – e purtroppo, o per fortuna, tutte le innovazioni tecnologiche comportano una dipendenza.
      In fondo, possiamo ben immaginare un miniatore medioevale che inveisce contro questa novità della stampa, che disumanizza la creazione dei libri, e allontana il testo dal pubblico, perché in quanti saprebbero o potrebbero costruirsi un tornio e metere in piedi una stamperia, mentre invece i poveri fraticelli miniatori sono molto più organici, e user-friendly, e non ci sono due libri uguali uno all’altro…

      Il concetto viene definito di solito “dono del fabbricante di asce” – non importa in quale punto della storia ti piazzi, non importa quale innovazione tu consideri, e ci sarà sempre chi ne vede solo gli sviluppi negativi.
      Che ci sono, indubbiamente.
      Ma c’erano anche nel paradigma precedente, solo che avevamo imparato a mediarli.
      È solo questione di abitudine.

  20. Grazie a tutti per i commenti, compresi quelli molto lontani dal mio punto di vista…
    Per fortuna è bello vedere che la fantomatica battaglia cartaceo vs digitale esiste solo nella testa di pochi retrogradi.
    Che poi ciascuno legga come preferisce, purché (appunto) si legga.

    Una cosa sola però: l’espressione “il profumo della carta” proprio non si può sentire. Ogni volta scoppio a ridere (non me ne vogliate) 😛

  21. da poco su anobii mi hanno fatto una richiesta per un gruppo di discussione “No agli ebook”. solitamente glisso infastidito, ma stavolta ho voluto darci una occhiata per vedere il manifesto, ed eccotelo, sono sicuro che gradirai 😀

    “Basta con questi libri digitali! E’ una cosa che mi fa diventare tristissima, pensare a dover uccidere i miei occhi per leggere da uno schermo solo per non fare lo sforzo di portarmi 200 grammi di libro nella borsa! Come se uno si portasse 10 kg di libri in treno o da altre parte per aver bisogno di un lettore digitale.
    Io voglio ancora entrare in libreria, voglio sentire il profumo della carta stampata, dell’inchiostro ancora fresco, della possibilità di avere tra le mani quel concetrato di emozioni e vederlo invecchiare insieme a me nella mia libreria.
    Non dico no alla tecnologia, dico no alla pigrizia umana! Gli e-book costeranno poco, sarà anche vero! Ma chissà come sborserei più volentieri 10 euro in più per comprarmi un libro che non 20 euro tutti sabati per andare in discoteca o comprarmi il nuovo iphone!
    Io spero che molti condividano la mia opinione, non perchè siamo figli del libro in senso antico e non digitalmente evoluti, ma perchè voglio far provare ad altri lo stesso piacere che provo io.
    Quello che gli ebook spesso creano è accumulo inutile di libri che magari non si leggeranno mai, perdita di memoria perchè non aiutano la memoria fotografica come farebbe un libro, non hanno niente da darti se non quel testo indifferente da leggere su uno schermo che con molta probabilità dopo un’ora darà fastidio agli occhi.”

    c’è tutto il concentrato dei luoghi comuni sull’ebook: dall’inutilità dell’accumulo di libri (per chi legge due o tre libri l’anno posso pure capirlo), all’evergreen dell’odore della carta (immagino che da raffreddati l’esperienza di lettura sia meno coinvolgente), alla pigrizia nel reperire un libro comodamente (immagino che la tipa per evitare le comodità non abbia la lavatrice, solo per il piacere di percorrere una mulattiera sdrucciolevole fino al torrente per lavare i panni), per finire la stanchezza per gli occhi, tipico di chi non ha mai visto di persona come funziona uno schermo non retroilluminato.
    Manca solo una fatwa da lanciare ai miscredenti possessori di ebook reader.

  22. Io in vacanza quest’anno non ci vado, ma ad esempio stamattina, complice la febbre della mia ragazza, mi sono armato di passeggino e sono uscito con mia figlia a farmi un giretto sul Sentiero Valtellina (una stradina asfaltata aperta solo a pedoni e biciclette che attraversa parte della valle). Tempo zero lei si è addormentata e io ho passato il tempo a spingere il passeggino con la sinistra e a reggere il kindle con la destra. Mi avranno preso per matto, ma non siamo nemmeno cascati nell’Adda, quindi direi che è tutto a posto. Col cartaceo sarebbe stato più complicato visto il peso e le pagine da girare…
    Quindi per quanto mi riguarda: kindle 1 – cartaceo 0.
    In fondo ciò che ti fa compagnia è la storia, mica il supporto…

  23. Porterò ovviamente l’ebook! Così al posto di dover scegliere tra due o tre letture caricherò su questo tutto quello che mi interessa. Poi, sul momento, deciderò cosa leggere sotto l’ombrellone!

  24. Il Kindle è diventato praticamente un’estensione di me stesso e, appena Amazon si deciderà di distribuirlo anche da noi, farò mio anche il Kindle Fire, così anche per i fumetti starò a posto e salverò la vita a parecchi alberi.
    Il cartaceo? Solo per libri usati, quando trovo l’occasione o l’edizione particolare. Per il resto le librerie con me hanno chiuso!

  25. Non voglio fare il patetico guastafeste ma io, purtroppo, oltre a non andare in vacanza, non possiedo un e-reader e nemmeno un tablet. Questo non perché io abbia assunto una determinata posizione nella battaglia ideologica che vede – stupidamente – contrapposti gli e-book ai libri cartacei ma, semplicemente perché sono il classico quasi cinquantenne che, pur avendo un lavoro dignitoso e anche ben posizionato da punto di vista formale e sociale, di fatto, per mantenere i figli vive con pochi euro al mese. Quindi, mi adatto a leggere sul mio notebook, oppure, il mio amico che ha una tipografia provvede a stamparmi, gli e-book che scarico in questo o in altri blog (lunga vita ad Alex Girola) così me li leggo in metropolitana mentre vado al lavoro.

  26. Il mio Sony 650 mi segue, sempre, ovunque e senza lamentarsi. Sta nella mia tracolla con il simbolo della marja comprata da un canapaio qui vicino. Quando sono in pausa, lo attivo, mi rilasso e mi leggo l’opera completa di Lovecraft. Me lo porterò con me eccome, anche se in vacanza ci andrò per soli 3 giorni. Ma intanto, io e mister Sony siamo sempre insieme.

  27. Ahimè devo ammettere di non possedere un eReader… ma sono riuscito a riadattare alla bisogna il Nintendo DS che mi hanno regalato. Lo uso praticamente solo per quello… 🙂
    In vacanza non va tanto bene, purtroppo: alla luce non si vede una mazza. Ma, finché questi affari non costeranno un po’ meno, mi adatterò. Tanto più che pare stiano per uscire nuovi modelli di eReader a colori, adatti quindi anche per leggere fumetti.
    Per quanto riguarda la diatriba carta-digitale, francamente non mi tocca: leggo anche libri cartacei, complice il fornitissimo sistema bibliotecario della mia zona. L’importante è la storia, non il supporto.
    Comunque, ogni tanto provo ad annusare la carta, ma devo avere il naso chiuso perchè non mi dà tutte queste sensazioni…
    Il Moro

  28. Eccomi 😀
    Naturalmente non mi separerò dal mio iPad nemmeno per sbaglio, chi me lo fa fare di portarmi in vacanza settordici libri che pesano un quintale e devo pure viaggiare in treno? ù_ù
    Inoltre, l’iPad mi permette di evidenziare testo, inserire note, reminder e altre cose che su un libro di carta non farei mai.

    Riguardo alla guerra carta/digitale: amo la carta, se ho un libro in ebook e mi è piaciuto lo compro quasi sempre in cartaceo MA, è inutile girarci intorno, il digitale vince su tutta la linea, per comodità e praticità, ma soprattutto per costi (e mi vanto abbastanza della mia “libreria” nell’iPad).
    Inoltre, a prescindere dall’autopubblicazione, il digitale ha dato a scrittori come me, amanti delle short-stories, una maniera di potersi esprimere senza piangere sangue a scrivere otto milioni di pagine per un romanzo.

  29. Durante la prima tranche di ferie il mio sony mi ha accompagnato facendomi scoprire il magico mondo del survivor blog e l’editoria alternativa, l’ebook mi ha fatto tornare a leggere. L’editoria “classica” non mi da stimoli, le storie le trovo noiose, una volta esauriti i classici che resta? Per me poco.
    Ho trovato ebook impaginati bene, divertenti e frizzanti grazie anche a voi, per me il libro cartaceo e’ morto, e lo era anche prima di avere un ereader.
    Un libro e’ fatto di parole se la storia e’ di qualita’ la leggo su carta o su schermo punto…. la qualita’ maggiore ora come ora la trovo su schermo.

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