recensioni · serial tv

Kings (2009 – Stagione unica)

 

Kings
di Michael Green
USA 2009
Una stagione – 13 episodi

Una reintrepretazione dell’epopea biblica di Davide e Golia in chiave moderna.
I tredici episodi di Kings sono ambientati prevalentemente in una sorta di New York alternativa dei giorni nostri, chiamata Shiloh, facente parte di un mondo in cui sono delle monarchie secolari a gestire il potere.
Il regno di Gilboa, governato da Re Silas, è da anni in guerra col vicino regno di Gath, che ha da poco realizzato un potente modello di tank, il Goliath.
Durante una delle tante scaramucce di confine il figlio del Re, il principe Jonathan, viene catturato in un’incursione di una colonna di Goliath. Un soldato scampato all’agguato, David Shepherd, si lancia all’assalto contravvendo gli ordini dei superiori. La sua azione coraggiosa salva il principe. Non solo, grazie a un lanciarazzi David distrugge un Goliath. Da quel momento diventa un eroe nazionale e viene invitato a corte.

Il fulcro della narrazione si sposta quindi su Shiloh, sulla gestione del regno da parte di Re Silas, sugli intrighi di corte e sulle molteplici sfaccettature dovute all’acquisizione del potere (nel caso del soldato David) o del mantenimento di esso (Re Silas).
Ogni puntata di Kings si inserisce nella continuity low science fiction della storia, ma compone al contempo un episodio autoconclusivo, godibile quindi anche da chi ha perso qualche puntata del serial.
I temi trattati sono molteplici e di grande spessore. Oltre alla già citata gestione del potere -e della dipendenza da esso- gli autori di Kings si concedono importanti digressioni sulla religione, uno dei crucci del sovrano di Gilboa, sulla guerra, sull’amore e sulla morte.

Kings è un prodotto maturo, che gode di un plot complesso ma godibile, senza gli eccessi (pur ben realizzati) dei prodotti HBO. E’ incentrato su dialoghi, sulle situazioni, sui rapporti e sulla costruzione dei protagonisti.
I personaggi secondari sono altrettanto validi quando quelli principali, arricchiscono il tessuto narrativo e compongono un quadro d’insieme di notevole spessore. Ian McShane è monumentale nell’interpretazione di Re Silas, tanto da soverchiare Chris Egan (il soldato David, ipotetico protagonista principale del serial). 
E’ impossibile non fare qualche parallelo con la gestione americana del potere militare ed economico, anche se il regno di Gilboa è meno potente degli USA, o forse paragonabili ai medesimi in questo periodo di crisi economica e internazionale.
Come già detto i parallelismi più evidenti e dichiarati sono però quelli biblici, la storia di Davide e Golia, ma l’occhio degli autori non è fanatico, bensì filosofico e imparziale.
Il Dio di Kings è un’entità astratta, così come la religione ufficiale di Gilboa (che però non è religione di Stato). Parlando di esso molti episodi affrontano tematiche di grande attualità, come l’omosessualità, il senso di predestinazione, la scienza e la gestione del potere con la scusa della spiritualità.

Un serial che è stato trasmesso anche in Italia (e che se non sbaglio è attualmente in replica su Iris), meritevole di essere visto ben più di altri molto pubblicizzati e strombazzati.
Ovviamente, trattandosi di un prodotto maturo e non cazzeggione, è stato interrotto di una sola stagione di 13 episodi, nonostante le recensioni positive unanimi ricevute da blog, critici e giornali. Il che la dice lunga sull’intelligenza dello spettatore medio, che ha infatti decretato il fallimento di Kings.

11 risposte a "Kings (2009 – Stagione unica)"

  1. Uno dei più bei telefilm che abbia visto negli ultimi anni, l’ho seguito in contemporanea con l’uscita sciagurata americana, non se lo filava nessuno e all’epoca lo interruppero pure a metà stagione perchè gli ammeregani non se lo guardavano. Che peccato sia stato cancellato dopo una sola stagione.

  2. Ne ho viste le ultime puntate, ma non mi è piaciuto per nulla, la storia del re che parlava con Dio mi ha molto demotivata; sinceramente mi aspettavo qualcosa sul genere del Riccardo III con Ian Mckellen: un cupo dramma shakespiriano.

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