Problemi da terzomondisti

Oggi avrei dovuto pubblicare un articolo a tematica “misteriosa”, ma rimandiamo la riapertura di questa rubrica a settimana prossima.
Mi permetto invece di spendere due parole sulla feroce diatriba che -per l’ennesima volta- sta scuotendo la blogosfera in questi giorni. Siamo sempre dalle parti della surreale lotta pro-ebook contro-ebook. Lotta, si capisce, che interessa soltanto quella minima percentuale di italiani che ogni tanto si diletta a leggere. Per capire il problema vi consiglio di leggere questo articolo dell’amico Gianluca Santini, in cui troverete tutti i link per risalire ad altri post dedicati alla spinosa faccenda. C’è molta carne al fuoco, molte osservazioni interessanti, a cui spesso fanno seguito commenti sciocchi, di chi non si è nemmeno premurato di immedesimarsi per un secondo con l’autore dei rispettivi pezzi.
“Quindi ora rincarerai la dose”, direte voi. E invece no. Perché sostanzialmente mi sono rotto le palle.

Viaggiare aiuta molto ad allargare le prospettive. Moltissimo.
Secondo anno negli States per me, questa volta con ampio sconfinamento in Canada. Esattamente come nel 2011 ho visto eReader OVUNQUE. Sulla metropolitana, nei parchi pubblici, nei locali, in aeroporto. Ancora una volta mi sono stupito a osservare quanto da quelle parti gli eReader (e quindi gli eBook) siano diffusi nella fascia non giovanissima della popolazione. Per inciso ho visto più persone over 50 farne uso che non ragazzini.
Alla faccia della leggenda urbana secondo cui gli eBook costituirebbero un handicap per i nostri anziani. Anziani che, come dice un amico, sono forse vecchi, ma non necessariamente rincoglioniti.
Inutile aggiungere che ho visto anche moltissimi tablet. Come accessorio sono oramai secondi solo ai cellulari. Anzi, vi dirò: tranne a NY ho visto meno fisse per i cellulari che non qui in Italia.
E poi, ovviamente, molti libri di carta. Paperback soprattutto, venduti a pochissimi dollari, nuovi o usati. Comodi da infilare in tasca, da spiegazzare, da leggere in acrobazia sulle affollate metropolitane etc etc. Io stesso ho fatto acquisti cartacei: fumetti. Belli, ben rilegati, graziosi anche da accarezzare e da esporre sugli scaffali di casa, oltre che da leggere.

E la guerra carta vs digitale? Ma de che? Ma dove? Quello è un prodotto autoctono, made in Italy. Magari ci sarà pure qualcuno che, pure oltreoceano, perde tempo in queste crociate, ma l’idea che ho avuto girando per strade, parchi e locali è che là interessa soprattutto leggere. Il come e il quanto è discrezionale e nessuno rompe le balle con la storia del profumo della carta. O tantomento con l’ultima idiozia letta ieri su Facebook, vale a dire “l’annientamento tecnologico perpetrato ai danni di nostri figli“. Ma vaffanculo, va. Perché non ti preoccupi dell’annientamento tecnologico quando usi il SUV per accompagnare il figlio a scuola, magari a mezzo chilometro da dove abiti? Perché non te ne preoccupi quando guardi la partita su un 64 pollici al plasma che ti è costato tre stipendi? Lo ripeto: ma vaffanculo, va.

L’italiano medio è un po’ indietro sui tempi del mondo moderno.

Da tutto ciò ne deduco che continuare a parlare di queste cose vuol dire, per l’ennesima volta, dare visibilità agli ignoranti (che ignorano consapevolmente), ai furbetti che difendono il loro piccolo mondo antico (giornalisti, editori, librai) e ai polemisti di professione.
Non c’è nessuna guerra tra carta ed ebook. E’ solo nella vostra fantasia, cari miei rompicoglioni. Siamo un paese ai margini dell’Europa, con mentalità vecchia, refrattari al futuro e alle idee nuove. L’italiano tipico gira mezza New York per mangiare un piatto di pasta a 30 dollari perché “vuoi mettere il profumo del sugo“?

Mentalità che si adatta a più contesti. Aggrappiamoci alle piccole certezze d’accatto, poniamoci su un piedistallo, rifiutando sani sentimenti quali la curiosità, la voglia di scoprire e di migliorarsi. Difendiamo il nostro orticello da poveracci. Limitiamo la libertà di ciascuno di leggere come preferisce. Perché qui tutto è tifo e polemica. Impossibile fare un semplice discorso di logica: “Continua pure a leggere libri cartacei, ma eventualmente prova anche un eReader, così, solo per vedere come ti trovi”. No, meglio andare avanti per luoghi comuni e per trincee.
Io me ne tiro fuori e continuo dritto per la mia strada. Vuol dire che quando il futuro arriverà, come una bomba dirompente nei vostri vecchi culi flaccidi, io sarò un po’ più avanti, lontano dal raggio dell’esplosione.
Come direbbe Cristiano Gardini: “A’ bambolì, ma vattela a pijà ‘nder culo!“.
E così, pacatamente, chiudo la questione. Per sempre.


– – –

PS: Per l’immagine di inizio post ringrazio Gian De Steja, che me l’ha realizzata appositamente per l’occasione. L’immagine finale è invece opera di Angelo Sommobuta Cavallaro. Ringrazio anche lui.

45 commenti

  1. Siamo il paese delle chiacchiere, in effetti. Polemiche, discussioni, dibattiti, litigi, comizi, fazioni, e zero fatti concreti.
    Il problema è che in queste polemiche spesso ottiene maggiore consenso chi urla di più o chi ripete più volte il suo concetto, contando sul fatto che molti hanno un registratore al posto del cervello.
    Anch’io condivido la politica del tirarmi fuori. Prima partecipavo alle discussioni, adesso mi sono arreso. Non mi interessa perdere tempo in discussioni sterili, cerco semplicemente di mantenere la mia strada libera da ostacoli e rompiscatole.
    E comunque leggo già molti libri col tablet, e prima o poi mi compro anche il kindle 😉

  2. Sottoscrivo al 100%… La frase ” ma vaffanculo,va” e’la sintesi perfetta del discorso.Stop… Ora vado avanti a leggere sul mio splendido Kindle…

  3. Direi che non c’è niente da aggiungere. Ho avuto una discussione con un mio amico l’altro giorno, di quelle “Io non sono contro gli ebook, ma preferisco il libro è il libro”. Detto da uno che l’ereader non l’ha visto neanche in cartolina, o magari l’ha “incontrato” in qualche Euronics (sempre che non sia stato un tablet qualsiasi), e ora si atteggia come se lo avesse usato per un anno. E’ una battaglia persa, il tempo sistemerà tutto, come sempre.

  4. Amen!
    Anche io mi ero ripromesso di non tornarci più, e infatti il mio articolo è più sulla questione della censura ad Angelo, che sulla diatriba ebook-cartaceo. Ma ovviamente qualcuno, consapevolmente o meno, ha travisato lo stesso il senso del mio post. E ti ringrazio di averlo citato. 🙂

    Ciao,
    Gianluca

  5. Sottoscrivo tutto, e dirò una cosa che forse sconvolgerà gli odoratori.
    Penso sia più logico che un e-rader lo possegga un adulto che un ragazzo o un ragazzino.
    Molti ragazzi o ragazzini, quelli che leggono, non posseggono, ancora, possibilità di pagare online. Quindi vanno nelle librerie, a comprare libri. (Si, quelli che vi sniffate).
    A differenza di un adulto, (Non vecchio, io ho vent’anni e ho una prepagata per queste cose…di certo non serve la carta Diamante ^_^’), che ha la possibilità, forse meno tempo a disposizione per girarsi le librerie, se è sposato e con fili la poca possibilità di spazio.

    Ma, queste parole cadranno nel vuoto. Voi, intanto, continuate pure a sniffare acari nei vostri piccoli antri bui.

    1. Non è affatto un ragionamento stupido.
      Tra parentesi, l’itaGliano medio fa storie anche per acquistare online perché “non si fida”… senza contare che da quasi vent’anni esistono le carte prepagate etc etc.
      Ma che parlo a fare?

  6. ahahahhaha XD
    Ecco perché ieri ho inaugurato il nucleo della futura pagina statica, quella che raccoglierà tutte le idiozie perpetrate “ai danni della lettura” (perché l’unica danneggiata è la lettura) da questa follia italiana.
    Mi compiaccio.

  7. Secondo un collega di mia moglie è inutile invetire nel mercato degli eboom perchè troppo costoso. Gli faccio notare che quello che spendi per un reader lo recuperi in poco tempovisto il basso prezzo degli ebook. E lui:”hai voglia ad ammortizzate 600 euro di Ipad”. Gli faccio notare che per reader intendo ben altro. Lui:”Ah quelli. Inutili puoi solo leggerci libri. È un mercato morto prima di iniziare.” ora ho capito cosa sia la fuga dei cervelli.

    1. Ricevo risposte del genere almeno una volta alla settimana… Tipiche di chi si arrampica sugli specchi. Davvero, esauriscono ogni obiezione logica in due minuti e poi passano direttamente alle cazzate, oppure alla violenza verbale.
      Ho un’amica che s’infervora manco fosse una fanatica religiosa…
      Valli a capire.

  8. A questo punto è evidente: gli italiani hanno un problema al naso. A forza di tapparselo hanno completamente scombinato l’olfatto 😀
    Momento LOL della settimana: l’incontro con un amico di famiglia che loda il profumo della carta. Per sua ammissione, legge solo la Gazzetta dello Sport, Il Giornale e non tocca libri dal 2000 (“Il nome della Rosa”). Per il resto casca perfettamente nello stereotipo: SUV, Iphone, megatelevisore con dolby surround, due figli ignoranti e viziati. Tristezza.

    1. Ecco un altro aspetto interessante: molti “odoratori” in realtà sono lettori deboli o debolossimi… però difendono il lato romantico dei libri.
      Ma vaffanculo, va (e tre).

  9. “L’italiano tipico gira mezza New York per mangiare un piatto di pasta a 30 dollari perché “vuoi mettere il profumo del sugo“?”
    Ma vogliamo parlare degli spaghetti con le polpette, presentati in ogni dove come “tipico piatto italiano” (anche a Little Italy)? 🙂
    Va beh, non c’entra niente con il post, lo so, ma sono d’accordo con il fatto che questa diatriba sia un po’ scema. Devo averlo anche già scritto nei commenti a un post su qualche altro blog, e se mi gira prima o poi ci faccio un post pure sul mio, giusto per dire la mia. Il riassunto è che, secondo me, essendocene la possibilità, ognuno deve poter leggere sul supporto che preferisce, e punto. I nostalgici difendono il cartaceo come se il digitale fosse creazione del demonio. Gli innovativi difendono la loro scelta digitale come se veramente ci fosse il rischio che gli ebook spariscano per colpa di queste polemiche. Forse tutti esagerano un pochino.
    Il Moro.

    1. No, mi spiace, ma qua gli unici che esagerano sono quelli pro carta. E per l’ennesima volta, e ultima, mi trovo a ribadire ciò che sarebbe chiaro a tutti, se leggessero gli articoli fino in fondo. Nessuno difende gli eBook per timore che spariscano. La polemica nasce solo da un lato, dalla cecità di chi non si informa e inquina la rete diffondendo sciocchezze del tipo che leggere gli eBook stanca la vista, che toccare un eReader non dà le stesse emozioni che toccare un libro.
      Queste sono solo fisime, impossibile stare a discutere sulle fisime. Anzi, nemmeno impossibile, ma sciocco.
      È ingiusto altresì tacere di fronte a tale arroganza (non la tua, quella di chi strilla contro “l’annientamento tecnologico perpetrato ai danni di nostri figli” che, se di annientamento si tratta, è solo nella sua testa).

      1. Beh, dai, Hell.
        Quelli che profetizzano la morte delle librerie,m che ti dicono che se possiedi libri cartacei o ancora ne acquisti sei un minorato, che con l’ebook finalmente quei porci degli autori smetteranno di volersi far pagare perché tanto se non ce lo regalano noi glielo rubiamo e tutto questo genere di cose.
        L’estremisno esiste su entrambi i fronti.
        I talebani del cartaceo hanno accesso a risorse più tradizionali – i giornali, per dire – e possono contaresu un buon parco vip.
        Ma anche i talebani del pixel sono una gran rottura di zahnstucke.

        1. Quelli non li considero estremisti dell’eBook, ma pirati informatici. E basta. Scusami, eh, ma che c’entra l’eBook col farsi pagare un libro o col piratarlo perché l’autore è uno stronzo capitalista e merita che glielo si rubi? 😀
          Mi riferivo piuttosto al fatto che io, e dico io, sono stato additato come uno di quelli che urla “eBook o morte!” dal tipico figuro che non legge e spara fesserie sull’odore della carta, quando mai ho affermato che il cartaceo deve scomparire. Anzi, le librerie mi piacciono molto.

          1. NO, ok – si tratta di atteggiamenti deteriori, tanto il libro come “l’amico cartaceo che è bello annusare” (sono solo io che trovo la sola idea vagamente sconcia?) quanto l’ebook come “lo strumento del futuro che annienterà quelli che ci vogliono guadagnare”.
            Sono entrambe posizioni che con il trasferimento e la distribuzione della conoscenza (che è poi lo scopo per il quale esiste il libro – cartaceo, elettronico o come ci pare) non hanno nulla a che vedere.
            Si tratta di posturing.
            Di darsi un tono.
            Al limite di volerci marciare in qualche modo.
            Siamo sulle stesse posizioni – ma a te hanno dato dell’odiatore del cartaceo, a me hanno dato del primitivo luddita.
            Sono balle.
            Noi siamo meglio.
            Che si fottano.

          2. Che poi ci vogliono guadagnare lo stesso, se mettono in vendita gli eBook a dodici euro. 😀
            Però ok, l’idea che alla base ci sia uno scontro di mezzi più che di contenuti è aberrante. E infatti tutta questa discussione lo è, non questa nella fattispecie, ma la diatriba Book vs eBook.
            Alla fine che ne perde è solo il lettore, quello vero, non quello che si atteggia a grande sapiente e legge due libri (di carta) all’anno e non conosce la differenza tra tablet retroilluminato e eReader (e non gli interessa nemmeno saperla).
            L’eBook come strumento del futuro che annienterà quelli che ci vogliono guadagnare è una boiata dello stesso livello di quella dell’odore della carta.

        2. Quoto la replica di Davide.
          Non volevo dire che i fautori del digitale hanno paura che gli ebook possano sparire (penso che nessuno possa essere così scemo), solo che anche loro sono piuttosto rapidi ad accendersi, e qualcuno che legge potrebbe anche capire che siano contro il cartaceo come gli altri sono contro il digitale. Forse ho scelto male le parole.
          Invece quello contro cui bisogna battersi è l’ignoranza totale di chi si scaglia contro l’ebook senza sapere cos’è. Questi bisogna cazziarli, non tanto per far loro cambiare idea, che è impossibile, quanto piuttosto perchè diffondono notizie sbagliate. E qui mi sembra che siamo tutti d’accordo.
          Il Moro.

  10. Credo che gran parte della diatriba nasca dal fatto che siamo un paese di non-lettori.
    Chi discute dell’odore della carta rispetto al future shock dell’ereader sostanzialmente parla di oggetti perché dei contenuti non sa che farsene, ai contenuti neanche ci pensa.
    Ottime le osservazioni sulla vecchiaia cronica del nostro paese – siamo una società patriarcale. I nostri nonni erano soggetti ai capricci di un capofamiglia rimbambito che pensava di sapere tutto in virtù dell’età, e le cose non sono cambiate.

  11. “Credo che gran parte della diatriba nasca dal fatto che siamo un paese di non-lettori.” Ecco, Davide ha detto tutto. Da noi non è mai stato importante il fine, in qualsiasi cosa, ma il mezzo. Mavadarviai…

  12. Ecco Davide ha detto tutto lui.
    Adesso vi sorprenderò :io non ho un eReader,ma un iPad si. Io adoro il cartaceo ma non ho niente in contrario all’ eBook…le due cose non sono per niente in conflitto!
    Chi dice il contrario o ha degli interessi per dirlo o è semplicemente un non lettore- uno che non leggerebbe nemmeno il cartaceo.
    Noi Italiani siamo un popolo provinciale, ci hanno volutamente insegnato ad esserlo perlomeno dal 1980.
    Ha fatto comodo anche a noi farlo così niente dubbi, niente domande.
    I risultati?
    Stiamo cominciando a pagarli salati.

    1. Avresti la pazienza di spiegare meglio il concetto di provinciale?
      Grazie 😉

      P.S.
      Mi sembra di essere tornato all’avvento della fotografia digitale.

      1. Si spiega da se con gli eBook a 12 euro, con l’ arretratezza degli schemi di pensiero e con centinaia di alltre cose.
        Ma già con i due esempi fatti penso che possano bastare , no? 🙂

        1. Ecco per gli ebook a 12 euro più che di mentalità provinciale lo chiamerei un vero e proprio furto. Comunque sta a noi, basta non acquistarli; alla fine è il consumatore che decide il mercato.

  13. Sono stanco, sai? Questo è uno dei mille motivi per cui ho chiuso 31 Ottobre. Ero stanco di dover ripetere sempre gli stessi concetti, rispondere alle stesse domande, confrontarmi con persone che neppure cercano, o sanno cercare, informazioni sugli argomenti che affrontano.
    Non è questione di giovani o vecchi… È che tutta questa gente è pigra, vuole la pappa pronta, pensa di sapere tutto senza neppure conoscere l’alfabeto della propria lingua. Sono ignoranti fieri di esserlo. L’italiano medio è quello che compra un oggetto da 1000 euro e pretende di saperlo usare senza leggere le istruzioni. E sono stanco dentro… Perché mi capita di vedere persone che riportano il portatile in negozio dichiarando che ha smesso di funzionare quando ha solamente la batteria scarica. Sono stanco perché quando vedono il mio kindle mi rispondono che sotto il sole non si riesce a leggere, e lo sostengono anche dopo aver mostrato loro che non è vero, come se li avessi ingannati in un qualche modo. Sono stanco anche di rilasciare interviste sull’argomento, l’ultima sul blog della XII, perché tanto nessuno le legge, e il giorno dopo trovi la blogsfera che non ha fatto un passo avanti neppure di un millimetro.
    Sai che ti dico?
    Si stava meglio quando si stava peggio. Quando gli ebook in Italia erano un miraggio. Quando usavo ancora l’account anglosassone di Amazon, quando gli unici ebook in italiano erano tuoi e di qualche altro blogger appassionato.
    In quell’epoca ero più rilassato.
    Si fottano tutti dal primo all’ultimo,e spero che come nel Nome della Rosa, le pagine siano intinte nell’arsenico…

    1. Esatto Glauco.
      Per questo io non ho risposto alle domandi di Edizioni XII… sarebbe stato tempo sprecato.
      Chi già sa è a posto, agli altri, salvo eccezioni, non importa informarsi. Anzi, come dici tu, se si sentono spiegare le cose come stanno mostrano la tipica espressione da “ehi, mi stai fregando! Anche se devo ancora capire come”.
      Fanculo.

    2. Ma il vero problema purtroppo è che lo schema mentale che porta a queste conclusioni non si ferma agli ebook ed alla letteratura. Sconfina in tutto quello che va fuori dai pattern mentali del singolo individuo; nella ricerca scientifica, nell’architettura e nell’arte in genere, nelle nuove professioni, nella politica e così via. Siamo un paese vecchio ma non perchè in maggioranza vecchi ma perchè vecchi di mentalità, anche e sopratutto i giovani che dovrebbero mostrare una mentalità più aperta e meno categorica, anche solo per poter sperimentare e fare esperienza.

  14. E della frase “preferisco il profumo della carta stampata” ne vogliamo parlare? Me lo sento ripetere di continuo. Io quando vado in libreria mica scelgo un libro annusandolo. Potrei suggerirti di estendere il Vaffa anche a certi noti editori che indicano sopra il prezzo di copertina anche la dicitura “ebook disponibile”? SOno andato a vedere il prezzo di alcuni di essi. Copia stampata: 17 euro. Versione ebook: 14.99 euro. Ma vaffan….

  15. Mentre noi ci arrabattiamo, in Giappone hanno i distributori automatici di eBook (come già sai). Non dico altro, che ormai mi sembro un disco rotto a furia di scrivere/leggere le stesse cose sull’argomento.
    Amen.
    😉

    1. Per questo ho deciso che questo sarà l’ultimo post del sottoscritto dedicato agli odoratori.
      Mi sembrava giusto chiudere con un messaggio distensivo, con un gesto di pace 😀

  16. Un discorso che si poteva chiudere in cinque minuti di buonsenso da noi diventa la polemica per eccellenza. Sono un po’ stufo di quest’umanità cialtrona che si sveglia una mattina e prende una posizione a caso, non perché ci creda o si sia informato ma perché è di moda e qualche VIPs la sostiene, e poi c’è quel ritornello tanto orecchiabile de “l’odore della carta” che è così facile da ricordare e ripetere.

    Io leggo ancora cartaceo per la maggior parte, ma ho anche un Kindle che trovo molto utile. Il supporto – e questo secondo me è il problema autentico e centrale della storia – è del tutto secondario al contenuto. Se m’interessa un libro e lo trovo in un modo piuttosto che nell’altro lo leggo così come riesco a procurarmelo, perché è lui che cercavo, non le sue pagine odorose di stampa e muffa o che so io. Invocare il feticismo cartaceo, parlare di tecnologia che travia i giovani, improvvisare un numero di cabaret su quanto male facciano i readers senza essersi neanche andati a informare su cosa siano – e fare tutti gli altri bei discorsi del genere – svilisce chi li fa, dimostra che della lettura non gli importa una frondosa e rigogliosa mazza e che questo puntiglio da finto intellettuale della fava è una posa ridicola da ometti dalla mente ristretta.

    Il punto è che se uno si alza la mattina con una voglia di litigare che lo sfigura, io gli consiglio un dermatologo e poi lo mando a fare in culo, perché non esiste dialogo con chi non ha nulla di sensato da dire.

  17. La prima cosa che mi verrebbe da dire è “che palle…!!” non se ne può più di questi neo-luddisti, radical chic; che leggano le loro pagine di carta, che annusino, che si estinguano ma che lo facciano nei loro antri senza rompere sul web.! Anzi, per coerenza dovrebbero scambiarsi messaggi sulle tavolette di cera. Tanto è tutta gente che legge tre libri in croce, di solito quelli presentati da Fazio o che trovano nell’ autogrill, quando parlo con questi dinosauri e gli dico che sul mio Kindle ci sono 75 libri, letti in tre mesi, li vedo sbarrare gli occhi e pensare tra loro che 75 libri non li hanno in casa.
    Per il resto ho smesso di considerarli.

  18. Credo che per i motivi di stanchezza espressi da altri prima di me, e per il rischio di essere coinvolti in una rissa sguaiata, la faccenda ebook vs. sacralità della carta sia meglio seguirla con un certo distacco. Stanno riuscendo perfino a farne una bega politica, ma per carità…

  19. Ma il fatto che nessuna osservazione dei pro-carta verterò MAI sul contenuto, ovvero sul testo, te la dice lunga XD
    Non gliene frega un cazzo a nessuno dei libri. Non li leggono nemmeno. Hanno paura dell’innovazione, com’è tipico della maggior parte degli abitanti di questo paese.

    1. Figurati… Solo prese di posizione “perché sì” e frasi fatte… Tutto quel romanticismo spiccio a proposito dei libri, da parte chi di libri ne legge pochini.

  20. Ho letto il post e i commenti, entrambi molto sensati.
    Vorrei fare anche un altro appunto: la diffusione del libro in formato elettronico ha portato con se, tramite i circuiti p2p, anche libri che sono fuori catalogo da anni. Ad esempio, certi cicli fantasy e SF (Deryni, Belgariad, Pern, Fafhrd e il Gray Mouser, Darkover, ecc.) che se uno volesse leggerli dovrebbe rivolgersi solamente agli inserzionisti su eBay.
    Proprio ora sto leggendo un horror / avventura che ho fortunosamente trovato in rete (“Discesa all’inferno”, di Jeff Long, a chi può interessare) che era nella mia wishlist di aNobii da almeno quattro anni e che non riuscivo a trovare.
    A me piace l’odore della carta, sono uno “sniffatore” 😀 però leggo con estremo piacere anche su un e-reader. Anzi, sono contento allo stesso modo quando acquisto un libro, che sia cartaceo oppure elettronico. E riesco a leggere di più perchè l’e-reader è straordinariamente comodo.

    Invece, della questione “posti di lavoro” non se ne parla? Mi spiego meglio: nello scenario più apocalittico, se i libri di carta scompariranno, le tipografie che fine faranno? Questo potrebbe essere un argomento più sensato, oppure no?

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.