L’educazione online

Spendo due parole su un fenomeno che esiste da sempre, ma che ultimamente vedo anche in blog più o meno vicini alla mia cerchia d’interessi.
Tutto d’un tratto le barriere della buona educazione sembrano essere crollate, o sul punto di crollare. Blogger più o meno depressi o disillusi si permettono di “dedicare” articoli pieni di frecciatine o di veri e propri insulti a chi non la pensa come loro.
Non sto parlando dei troll. I troll sono stupidi e io li banno senza pietà. I troll più insistenti possono essere tranquillamente segnalati alla Polizia Postale, come mi è capitato recentemente di fare.
No, sto parlando del blogger della porta accanto, quello con cui hai avuto qualche contatto in precedenza, e che di punto in bianco ci tiene a farti sapere pubblicamente che quello di cui tu scrivi appartiene alla categoria delle stronzate. Così, ammiccando con sciocca ironia. “Sai, in fondo sto scherzando. Forse.”
Ma c’è anche quello che ti dice che, se osi chiedere una donazione per un tuo ebook, sei un barbone, o quantomeno ci assomigli molto.
Oppure quello che generalizza su tutto: gli scrittori sono degli sfigati, i giovani non hanno voglia di fare un cazzo, i blogger sono dei simpatici perditempo, quelli che scrivono articoli su zombie, supereroi o fumetti sono dei decerebrati, etc etc.
C’è anche quello che giusto oggi ha dato del saccente a un mio collega scrittore, così, perché gli giravano le palle alla rovescia.

Ora, io sono dell’idea che se vi conoscessi di persona, cari amici o ex amici blogger, ci faremmo quattro risate su molte cose, e probabilmente buona parte di queste incomprensioni non ci sarebbero. Visto però che non abbiamo questa fortuna, mi viene spontaneo domandarvi se questo è il modo abituale di comportarvi che avete con degli sconosciuti o dei semisconosciuti. Perché, piaccia o meno, tali siamo io e voi: sconosciuti.
Io una persona che conosco poco la tratto con garbata, educata diffidenza.
Di certo non gli do del barbone o del decerebrato alla prima incomprensione.
Di certo non vado in pubblico a urlare ai quattro venti che lo ritengo un coglione, magari senza fare nomi, ma dando tutte le coordinate necessarie per far capire che si tratta di lui.

La Rete ha abbattuto le barriere, e questo è un bene, ma ha distrutto anche la buona creanza. Non c’è più un freno per i rancorosi, per chi passa la maggior parte del tempo a criticare le scelte altrui che non a compierne di proprie.
Il 90% di ciò che leggo in Rete non lo condivido, eppure mi limito a ignorarlo. Perché il tempo è prezioso, ma anche perché è meglio concentrarsi sulle cose piacevoli che non sui litigi.
Ci si riempie tanto la bocca di parole quali “discussione costruttiva”, ma io di questa costruttività ne vedo davvero poca in giro.

Concludo e vengo al dunque. Sto facendo pulizia di tutti coloro che, in un modo o nell’altro, mostrano tali atteggiamenti aggressivi o maleducati. Non c’è nulla di male a perdersi per strada quando le opinioni divergono su… beh, praticamente su tutto. A me è molto facile, molto naturale ignorare chi ritengo indegno della mia amicizia/attenzione/curiosità.
Vi chiedo, se possibile, di fare lo stesso.
Io ho già iniziato.

PS: Commenti chiusi. Non c’è un dibattito da aprire, solo un dato di fatto da assimilare.

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(A.G. – Follow me on Twitter)